Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione abbastanza seria di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice di Venezia: bella senz’anima.

Certo, l’orrida Venezia non si smentisce mai. Lo pensavo ieri in cammino verso il teatro quando, nel sottrarmi ai buttadentro dei ristoranti incappavo nei venditori di quella specie di gelatine volanti multicolori e appiccicose che mi fanno orrore. Oppure, nei momenti in cui il mio lato romantico prevaleva, mentre mi affacciavo ai ponti delle calli e vedevo ingorghi di gondole nei canali e imparavo parolacce che m’erano sconosciute. Ma quello che non avevo mai visto era il fritto misto a guisa di torta nuziale, a tre piani. Una cosa davvero raccapricciante.
E, a proposito di gastronomia, la serata in teatro per certi versi mi è sembrata come quelle cene un po’ pretenziose durante le quali mangi piatti belli da vedere ma sciapi.

Tosca 6Alla Fenice di Venezia, nel giorno del suo 222° compleanno – il teatro fu inaugurato ufficialmente il 16 maggio 1792 – è stato regalato un nuovo allestimento della Tosca di Giacomo Puccini.
Non resisto alla tentazione dell’antropomorfismo: se avesse sentimenti umani, cosa avrebbe pensato il teatro? Credo che ostentando cortesia distaccata e un sorriso buono per tutte le situazioni avrebbe detto tra sé e sé: Grazie, siete stati davvero carini e immediatamente il suo sguardo sarebbe corso speranzoso sul pacco regalo successivo.
Questa Tosca pensata e realizzata da Serena Sinigaglia non ha mende particolari ma neanche meriti sufficienti per essere collocata in vista nel salotto buono dei ricordi, tanto che anche le isolate contestazioni finali mi sono sembrate sprecate.
Prendendo spunto dalla nota affermazione La bellezza salverà il mondo di Dostoevskij – o meglio, del Principe Miškin nell’Idiota – la regista lavora per sottrazione e dà un taglio manicheista al suo racconto di Tosca: da una parte i buoni e dall’altra i cattivi immersi in un’ambientazione essenziale caratterizzata da pochi elementi simbolici che richiamano la vicenda originale.Tosca 1
L’azione si svolge su di una scena fissa che rappresenta un palcoscenico teatrale in rovina, metafora di una società corrotta e corruttrice in cui i Cavaradossi e le Tosca (archetipi dell’artista, fautore del bello) combattono invano la loro battaglia di pretty loser contro gli Scarpia.
Lo spettacolo è realizzato con grande cura e sono ben riuscite le scene di Maria Spazzi e i costumi d’epoca di Federica Ponissi. Ha particolare rilievo l’impianto luci di Alessandro Verazzi, che dà profondità alle scene sino al raggelante finale monocromatico.Tosca 2
La recitazione dei cantanti è nel segno della tradizione, con tanto di occhio di bue quando si eseguono le arie più famose.
Cosa manca a questa Tosca? Manca l’anima, non c’è traccia di quella perversa e controversa sensualità che caratterizza l’ambiguo rapporto tra Scarpia e Tosca nonostante che le gestualità del secondo atto siano esplicite nel rappresentare la violenza del potentato romano.
Ora, dal mio punto di vista ben inteso, una Tosca di Puccini esteticamente gradevole ma anodina non può dirsi pienamente riuscita.Tosca 3
Dal lato musicale è andata meglio e il direttore Daniele Callegari, che vanta una buona esperienza in quest’opera, si è disimpegnato all’insegna di una routine di alto livello, ben coadiuvato dall’Orchestra della Fenice che mi pare compagine in continuo miglioramento per precisione e compattezza. Avrei desiderato sentire una cantabilità più marcata nei momenti più lirici, ma forse poi avrei scritto che sarebbe stata in contraddizione con ciò che si vedeva sul palcoscenico e perciò va bene così. Molto buona la prestazione del Coro della fondazione lagunare.Tosca 4
Svetla Vassileva è sempre convincente nell’interpretare personaggi temperamentosi, spesso più per doti attoriali che strettamente vocali. La figura minuta, delicata, il suo incedere ansiogeno contribuiscono in modo decisivo nel tratteggiare una Tosca incisiva, giovane, molto femminile e determinata. Certo, qualche acuto è ghermito e una dizione non limpidissima penalizza un po’ il canto di conversazione, ma la sua è una Floria Tosca espressiva e intensa che si fa complessivamente apprezzare.Tosca 5
Stefano Secco è un ottimo cantante e anche in questo caso ne ha dato ampia prova. Dopo un inizio piuttosto cauto (la romanza di sortita, Recondita armonia, è un bel problema a voce fredda), il tenore è andato in crescendo sino a firmare un terzo atto di grande livello in cui è spiccata una brillante interpretazione della notissima E lucevan le stelle, nella quale non ha lesinato mezzevoci e nuances interpretative da grande artista. Inoltre Secco si distingue per una vocalità solare, acuti penetranti e una dizione chiarissima.Tosca 7
Molto bene ha cantato anche Roberto Frontali, che ha riproposto il suo collaudato Scarpia piuttosto monolitico ma che ben si inseriva nel disegno registico. La voce è importante e adatta alla parte, il declamato autorevole ma allo stesso tempo elegante, espressivo. Inoltre l’artista non ha mai ecceduto, in una parte che si presterebbe a forzature, in atteggiamenti plateali che svilirebbero un personaggio che è pur sempre un rappresentante della nobiltà.
Hanno ben figurato anche Cristian Saitta, vigoroso Angelotti, ed Enric Martinez-Castignani, tremebondo Sagrestano.Tosca 8
Buone le prestazioni di Cristiano Olivieri (Spoletta), Armando Gabba (lussuoso Sciarrone), Carlo Agostini (Carceriere). La giovanissima Laura Franco (Pastore) farà sicuramente meglio nelle prossime repliche.
Bene si sono comportati i Piccoli Cantori Veneziani, preparati da Diana D’Alessio.
Il pubblico che gremiva la Fenice ha tributato un notevole successo allo spettacolo. Alle singole applausi generosi per tutti, più intensi per Stefano Secco, e qualche isolata contestazione alla regia.
A seguire la locandina.

Un saluto a tutti, alla prossima!

VENEZIA, TEATRO LA FENICE 16 maggio 2014
 
Floria Tosca Svetla Vassileva
Mario Cavaradossi Stefano Secco
Il Barone Scarpia Roberto Frontali
Cesare Angelotti Cristian Saitta
Sagrestano Enric Martinez-Castignani
Spoletta Cristiano Olivieri
Sciarrone Armando Gabba
Un carceriere Carlo Agostini
Un pastore Laura franco
   
Maestro concertatore e direttore Daniele Callegari
Regia Serena Sinigaglia
Scene Maria Spazzi
Costumi Federica Ponissi
Luci Alessandro Verazzi
 
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Maestro del Coro Ulisse Trabacchin
Piccoli Cantori Veneziani preparato da Diana D’Alessio

 

 

Annunci

4 risposte a “Recensione abbastanza seria di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice di Venezia: bella senz’anima.

  1. petrossi 18 maggio 2014 alle 2:56 pm

    In certe situazioni non resta che chiudere gli occhi e seguire la musica e il canto. Almeno all’opera si può fare, ma ho dovuto chiudere gli occhi anche al balletto di Zagabria a Trieste…

    Mi piace

    • Amfortas 19 maggio 2014 alle 8:29 am

      Furio, ciao, in questo caso non era tanto questione di chiudere gli occhi, nel senso che non c’era nulla di particolarmente brutto. Semplicemente il minimalismo dell’allestimento non era supportato da un’idea registica forte, e perciò tutto sembrava anestetizzato: per una Tosca non va bene.
      Non so nulla del balletto perché mi sono astenuto, mi è giunta notizia che “pioveva” sull’orchestra, però 🙂
      Ciao e grazie.

      Mi piace

  2. Iris 18 maggio 2014 alle 7:43 pm

    Trovo Tosca una rappresentazione fenomenale del sentimento fra uomo e donna in tutte le sue sfaccettature: la dolcezza, la tensione erotica, il romanticismo, la passione, la complicita’, la gelosia, la sopraffazione, la perversione, l’egoismo. Quando gli interpreti, il regista ed il direttore riescono a tirare fuori tutte le intenzioni di Puccini, allora si fa festa grande.
    Una piccola annotazione. Oggi ho avuto a pranzo da me (giuro) una coppia di amici che mi ha raccontato che la loro figlioletta di nove anni, saltellando vicino ad un canale a Venezia, sfortunatamente e’ scivolata sulle alghe e vi e’ caduta dentro. Uno dei “buttadentro” delle pizzerie ha offerto loro il bagno di casa e li ha caldamente consigliati: ” Vi prego di non ritenerla un’offerta imbarazzante…Credetemi. Dovete al piu’ presto lavare completamente la vostra bambina!” Ha fornito shampoo e accappatoio.
    Gentile vero?
    Irina

    Mi piace

    • Amfortas 19 maggio 2014 alle 8:37 am

      Iris bella, ciao. Sì certo, su Tosca siamo d’accordo. Ripeto, era tutto molto anemico e non va bene.
      Quanto alla povera bambina, ha fatto bene il buttadentro a consigliare una centrifugata. Non avevo con me la fotocamera, peccato perché questa volta avrei potuto immortalare scene suggestive, tipo un gabbiano gigante che si nutriva della carogna di una pantigana facendosi un selfie con la macchina fotografica strappata a un turista giapponese. Son bei momenti.
      Ciao 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: