Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione abbastanza seria del Recital di Elīna Garanča al Festival di Lubiana.

Poi c’era qualcuno che diceva che con la musica non si mangia
Prima di lanciarsi in considerazioni scriteriate si dovrebbe girare un pochino e vedere quanto volentieri le persone – a qualsiasi latitudine – spendano volentieri i loro soldini per l’acquisto di un biglietto teatrale. E soprattutto fare quattro conti quattro sul successivo ritorno economico per le città che abbinano cultura e turismo. Amen.

Dopo il grande successo della Messa di Requiem di Giuseppe Verdi, la Piazza dei Congressi a Lubiana doveva ospitare un altro evento open air e cioè il Recital del mezzosoprano Elīna Garanča.
https://amfortas.wordpress.com/
Le previsioni meteo avverse hanno però consigliato lo spostamento della serata presso il Cankariev Dom, prestigiosa istituzione culturale slovena, che ospita tra le altre cose una bellissima sala da concerto.
Il cambio di location il giorno prima dell’evento ha ovviamente creato qualche problema logistico, e di conseguenza l’esibizione musicale – sempre nell’ambito del Festival di Lubiana – è cominciata con una ventina di minuti di comprensibile ritardo.
Durante la serata si sono alternate pagine musicali famose (chi non ha mai sentito l’Habanera?) ad altre meno conosciute soprattutto da un pubblico generalista. Poco male perché Elīna Garanča e Karel Mark Chichon (che sono marito e moglie nella vita di tutti i giorni) hanno entrambi carisma e personalità artistica notevoli e comunque tali da destare l’attenzione degli spettatori che hanno letteralmente gremito la sala.
Terza protagonista della serata è stata la Simfonični Orkester RTV Slovenija, che ha davvero ben figurato per compattezza di suono e precisione, nonostante il programma esplorasse repertori molto diversi tra loro: dal romanticismo di Gounod al lirismo russo di Glinka sino al paso doble di Pasqual Marquina Narro.

Karel Mark Chichon (Ljubljana Festival / Mediaspeed.net)

Karel Mark Chichon (Ljubljana Festival / Mediaspeed.net)

Molto buona la direzione di Chichon, il quale ha evitato clangori e imposto una certa sobrietà anche nelle pagine musicali più estroverse, come per esempio in quelle tipicamente mediterranee che hanno introdotto la seconda parte della serata.
L’attenzione era però tutta per Elīna Garanča, ovviamente, che da qualche anno è una delle cantanti più richieste e famose, nonostante la sua attività sia stata rallentata dalle due felici gravidanze quasi consecutive. L’artista è evidentemente molto sicura di sé e può contare su di una presenza fisica notevole appena minacciata dall’arrotondamento delle forme, che peraltro “indossa” con estrema disinvoltura.

Elīna Garanča (Ljubljana Festival / Mediaspeed.net)

Elīna Garanča (Ljubljana Festival / Mediaspeed.net)

La voce è di timbro e colore gradevoli e piuttosto sonora, anche se forse manca quel quid che la renderebbe riconoscibile e inconfondibile. L’artista dà il meglio di sé negli acuti, molto penetranti, ma dagli esordi mi pare che abbia acquistato sicurezza anche nella prima ottava e piacevoli screziature sombre che ne aumentano il fascino nel registro centrale.
Nel complesso, e direi in controtendenza rispetto al pubblico, ho apprezzato la sua esibizione più nella prima parte del concerto che nella seconda esclusivamente dedicata al personaggio di Carmen la cui caratterizzazione mi è sembrata di routine. Ma, si sa, è difficile restare indifferenti a un’esecuzione, comunque buona, dell’Habanera o di Seguidilla. Migliore, a mio parere, la Dalila seduttrice e composta di Mon cœur s’ouvre à ta voix, altro cavallo di battaglia dei mezzosoprani in concerto.

Ljubljana Festival / Mediaspeed.net

Ljubljana Festival / Mediaspeed.net

Più interessanti le interpretazioni della grande aria di Giovanna (Da, czas nastal) dalla Pulzella d’Orléans – in cui la Garanča, ben accompagnata dall’orchestra, ha fraseggiato con proprietà d’accento ed espressività – e, soprattutto, la bellissima cavatina di Balkis (Plus grand dans son obscurité) dalla Reine de Saba, pagina che non a caso è scritta per soprano o meglio, per un soprano Falcon come credo sia nella natura della cantante.
Il concerto ha avuto un successo trionfale per tutti, con il pubblico che ha chiesto e ottenuto due bis (la serata si è chiusa con l’inevitabile Granada) nel tripudio generale.
Di seguito la locandina.
Un saluto a tutti, alla prossima

PROGRAMMA

Michail Ivanovič Glinka

Ouverture da Ruslan e Ludmilla

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Da, czas nastal da La Pulzella d’Orléans

Jules Massenet

Méditation da Thaïs

Camille Saint-Saëns

Mon cœur s’ouvre à ta voix e Baccanale da Samson et Dalila

Charles Gounod

Plus grand dans son obscurité  da La Reine de Saba

Pasqual Marquina Narro

España Cañí

Santiago Lope Gonzalo

Gerona

Manuel Penella Moreno

El gato montés

Scene, ouverture e interludi da Carmen di Georges Bizet

L’amour est un oiseau rebelle (Habanera)

Près des remparts de Séville (Seguidilla)

En vain, pour éviter

Chanson bohème

Direttore

Karel Mark Chichon

Mezzosoprano

Elīna Garanča

Simfonični Orkester RTV Slovenija

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9 risposte a “Recensione abbastanza seria del Recital di Elīna Garanča al Festival di Lubiana.

  1. Giuliano 11 luglio 2014 alle 10:19 am

    “con la cultura non si mangia”: lo diceva Tremonti, e adesso con il Mose, con l’Expo e con la Tav tutto il Nord sa cosa intendeva dire il ministro dell’Economia che diresse l’Economia quando l’Italia andò a picco (e c’è ancora in ballo il Ponte sullo Stretto…). Cosa vuoi mangiare con la musica, è con le Grandi Opere che se magna e se beve. (da questo discorso farei uno strappo per Herr Pereyra alla Scala, ma quello dev’essere davvero un Maestro nel settore)

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    • Amfortas 13 luglio 2014 alle 5:20 pm

      Giuliano, ciao, come darti torto? È drammatico, inoltre, che questo andazzo ci sia da sempre. E pensare che oggi per promuoversi decentemente basta poco eh? Ma più che altro ci si ostina a mettere in scena farse, nella migliore delle ipotesi.
      Ciao e grazie.

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  2. Alucard 13 luglio 2014 alle 12:41 pm

    Bella recensione come al solito! Ma è più bello sentirla direttamente da te, al telefono XD

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    • Amfortas 13 luglio 2014 alle 5:22 pm

      Alu, sai che tanti anni fa avevo intenzione di esibirmi in un videoblog perle recensioni? Pensa che pericolo che ha scampato il mondo.
      Ciao, a presto.

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      • Francesca Bressàn (@TitaniaLaBlonde) 25 luglio 2014 alle 11:09 am

        Sei ancora in tempo, Amfortas! Il pubblico non ti mancherebbe ;).

        Se devo dire la mia sulla Garanca (non devo, in realtà, ma mi piace blaterare) ammetto di trovarla (per i miei gusti) un cantante che mi è abbastanza indifferente. Canta bene, ma non COSì bene da attirare la mia attenzione. Inoltre penso che si cimenti in un repertorio che non la valorizza. In questo concerto (ma la propone da anni) ha eseguito Carmen, che a mio avviso è quanto di più lontano ci sia dalle sue caratteristiche. Non è il suo ruolo per vocalità (conveniamo sul fatto che il suo registro migliore sia l’acuto, e Carmen non vive di soli acuti), per personalità e, volendo, anche per estetica (ma quello è il problema minore).
        Il fatto che tu sostenga che la prima parte del concerto sia stata quella più interessante, conferma la mia idea che dovrebbe passare ad altro.
        Inoltre vorrei aggiungere una piccola considerazione personale. Leggendo un pochettino alcune sue interviste e guardando quello che ha cantato negli anni ho la sensazione che la Garanca non abbia ben chiaro quello che vuole fare. E’ partita (comprensibilmente) da Mozart e da ruoli belcantistici. Poi ha detto (non 6 mesi fa, ma diversi anni addietro, quindi dubito che ci siano ancora contratti stipulati all’epoca) che Mozart non era il suo autore e che non le piaceva più il belcanto e voleva passare ad altro. Quindi in repertorio compaiono ruoli come Charlotte del Werther e, appunto, Carmen. Oggi guardo il suo sito e vedo che farà La favorite e I Capuleti e i Montecchi (ben noti esempi di verismo…), ma anche Carmen e Cavalleria rusticana!

        Ciao Paolo, è sempre un piacere passare da questo blog!

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      • Amfortas 25 luglio 2014 alle 11:40 am

        Francesca, ciao :-). Tralascio il tuo insano desiderio di ammirarmi in video!
        Le tue considerazioni sono del tutto condivisibili, aggiungo solo che Elina nostra ha una freccia in più nella sua faretra e cioè una notevole padronanza del palcoscenico che compensa quell’anonimato vocale che ho notato anch’io. Inoltre la voce rende molto meglio dal vivo che in registrazione, dove non si percepiscono quelle screziature di cui parlo nel post.
        Grazie per la fedeltà di…ascolto, ciao e grazie.

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  3. Pasquale 23 luglio 2014 alle 12:57 am

    sbaglio,o dalle foto ,la signora ha messo su qualche chilo ? ( forse anche una decina )

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    • Amfortas 23 luglio 2014 alle 8:15 am

      Pasquale, ciao. Certo che la signora è un po’appesantita, ha fatto 2 figli in pochissimo tempo! Non credo sia un problema, sinceramente, e poi ha sempre un portamento elegante che è una caratteristica di natura. Un po’ come me, insomma, che però sono meno attraente :-).
      Ciao e grazie.

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  4. Pingback:Magnifico concerto di Elīna Garanča al Festival di Lubiana. | Di tanti pulpiti.

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