Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Orfeo ed Euridice for dummies, prima della prima al Teatro Verdi di Trieste.

La mancanza di tempo mi costringe a un’estrema sintesi su Orfeo ed Euridice, opera che andrà in scena giovedì prossimo al Teatro Verdi di Trieste. Insomma, le cose indispensabili da sapere.gluck

1) Christoph Willibald Gluck ( Erasbach 2 luglio 1714 – Vienna, 15 novembre 1787) è stato un compositore tedesco, di cui l’anno scorso si sono celebrati i 300 anni dalla nascita.

2) Ranieri de’Calzabigi è il librettista dell’opera, ovviamente basata sulle vicende del mito di Orfeo, che da sempre ha ispirato legioni di artisti di tutte le arti. Personaggio dalla vita a dir poco avventurosa, passò dalla condanna per “veneficio” a Napoli alla carica di consigliere alla Camera dei Conti dei Paesi Bassi a Vienna.

3) La riforma gluckiana (argomento che meriterebbe quei 2-3 anni di approfondimenti, strasmile) in sostanza è il tentativo di rinnovamento dell’opera seria italiana del Settecento. Per la successiva Alceste (che vedrò a Venezia tra un paio di settimane) Ranieri de’Calzabigi scrisse una prefazione in cui “spiegava” le motivazioni della sua ansia rinnovatrice. Qui un estratto significativo:

Quando presi a far musica dell’Alceste mi proposi si spogliarla affatto di tutti quegli abusi che, introdotti o dalla mal intesa vanità dei Cantanti, o dalla troppa compiacenza de’Maestri, da tempo sfigurano l’Opera Italiana, e del più pomposo e bello degli spettacoli, ne fanno il più ridicolo e il più noioso.
Tiziano,_orfeo_ed_euridice

4) Di Orfeo ed Euridice esistono ben quattro versioni “ufficiali”.
La “versione Vienna”, che debuttò nel 1762 appunto al Burghtheater di Vienna e che è quella che vedremo a Trieste.
C’è poi la versione del 1774 per Parigi, che differisce dalla prima perché è in francese e per l’aggiunta di arie per i protagonisti, brani corali e danze (indispensabili a quei tempi a…Paris, e non per motivi particolarmente nobili, strasmile). Orfeo, in questo caso, è cantato da un tenore haute-contre (contraltino).
Terza in ordine di tempo è la “versione Berlioz” del 1859, in cui per il protagonista si scegli la vocalità contraltile per la presenza della celeberrima Pauline Viardot.
Infine la “versione Ricordi”, una specie di fritto misto su testo della versione del 1774 tradotta in italiano con aggiunte dalla versione Berlioz.

5) Alla prima la parte di Orfeo fu interpretata dal famoso castrato Gaetano Guadagni.
Per fortuna i castrati non esistono più da tempo, ma ovviamente il motivo per cui negli anni la parte di Orfeo è stata affidata a baritoni, tenori, controtenori, mezzosoprani e contralti è da ricercarsi soprattutto alla decisione, comune a quei tempi, di affidare la parte a un cantore evirato.

Questo è tutto, almeno per il momento, perché venerdì sarà il momento della consueta recensione semiseria.
Un saluto a tutti, alla prossima!

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12 risposte a “Orfeo ed Euridice for dummies, prima della prima al Teatro Verdi di Trieste.

  1. Maria Luisa Runti 2 marzo 2015 alle 9:56 pm

    Grazie!
    Mi unisco al saluto al grande Claudio Orazi.

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  2. Giuliano 2 marzo 2015 alle 10:09 pm

    hai notizie di Bernadette Manca di Nissa? on line c’è pochissimo su di lei, è stata un magnifico Orfeo con Muti alla Scala, una voce molto bella e un’interprete molto attenta. La mia preferita, dopo Kathleen Ferrier (ma di brave ce ne sono tante, nel passato, nel presente, e spero anche in futuro).
    L’Orfeo di Gluck è stato importante per me, una delle opere che mi hanno fatto decidere che valeva la pena di insistere, fine anni ’70… (insomma, Gluck mi ha aperto le porte dei Campi Elisi – complice Toscanini, l’incisione storica).
    🙂

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    • Amfortas 3 marzo 2015 alle 9:18 am

      Giuliano, ciao. Credo che la Nissa si sia dedicata all’insegnamento, mi pare di aver letto recentennete di una sua Masterclass. Cantante molto, molto brava.
      Per quanto riguarda quest’opera nello specifico io non l’amo particolarmente – pazienza, credo che Gluck ovunque sia se ne farà una ragione 🙂 – mentre mi piacciono tanto altri suoi lavori: le 2 Ifigenie e in particolare Alceste. Con Toscanini ho un rapporto piuttosto tempestoso e ultimamente sono in fase no, ben conscio che pure Arturo delle mie opinioni se ne fregherebbe altamente, e farebbe non bene ma benissimo.
      Ciao e grazie.

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      • Giuliano 3 marzo 2015 alle 10:22 am

        l’Alceste, mamma mia… c’eri alla Scala per le recite di Muti? quel coro “piangi, o Tessaglia” mi fa ancora venire i brividi dopo tutto quel tempo… c’è la magnifica incisione di Kirsten Flagstad, in italiano perfetto. Sì, Gluck è grandissimo (quasi sempre, alcune cose direi che sono giustamente “meno famose”)

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      • Amfortas 3 marzo 2015 alle 10:31 am

        Giuliano, no, non c’ero per quella Alceste, purtroppo per me 🙂
        Il mio primo Gluck è invece proprio Orfeo ed Euridice, in un’edizione tutto sommato bella con la Horne.
        Ciao!
        P.S.
        Lo so che sei più giovane!

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      • Giuliano 3 marzo 2015 alle 10:24 am

        Toscanini per me significa, in questo caso, la prima volta che ho ascoltato Gluck
        🙂
        alla radio, of course, visto che sono un po’ più giovane del curatore di questo blog

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  3. Furio Petrossi 2 marzo 2015 alle 10:10 pm

    Una nota di colore sull’edizione di Parigi: in quella città Gluck aveva forti entrature, in quanto vi abitava una sua ex allieva di canto austriaca, che si era sposata in Francia molto bene… una certa Maria Antonietta…

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    • Amfortas 3 marzo 2015 alle 9:22 am

      Furio, ciao. Sì certo, per brevità e mancanza di tempo ho tralasciato tante cose e fai bene a portare ulteriori notizie 🙂
      Io sono affascinato dal librettista, amico e compagno di casini (in senso letterale) di Casanova, avvelenatore, diplomatico: sembra un politico dei nostri tempi 🙂
      Ciao e grazie.

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      • Furio Petrossi 3 marzo 2015 alle 11:10 pm

        Ho sentito dire che Da Ponte suonasse il violino in… una di queste SPA (non lo ha scritto però nella sua autobiografia): chissà che il Calzabigi non abbia conosciuto lì il suo più giovane collega… dove sarà nata la “Riforma del melodramma” :> ?

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      • Amfortas 4 marzo 2015 alle 9:49 am

        Furio, ciao, le vite di tantissimi artisti sono veramente interessanti e non mancano mai – chissà qaunto veri, poi – episodi pecorecci o giù di lì. Anzi, se avessi tempo potrei scrivere una serie di post con aneddoti vari, chissà…
        Ciao e grazie.

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  4. gabrilu 8 marzo 2015 alle 9:45 pm

    Bernadette Manca di Nissa… l’ultima volta che l’ho avvistata (=ascoltata) è stato molti anni fa qui a Palermo, nel Duomo di Monreale, in una Passione bacchiana… voce meravigliosa.
    (saluti in dissolvenza nostalgica)

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