Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Don Giovanni all’orizzonte, prima incursione semiseria.

Il Teatro Verdi di Trieste sta organizzando virtuosamente la promozione al prossimo Don Giovanni che darà il via alla stagione operistica 2015/2016.
Su Twitter, per esempio, ha lanciato l’hashtag #dongiovanniproject per avvicinarsi alle manifestazioni collaterali all’esecuzione dell’opera.
Ora, siccome mi pare che l’iniziativa sia davvero interessante e meritevole, ho deciso (non richiesto, sia chiaro) di dare anch’io il mio contributo che si concretizzerà in alcuni post un po’ diversi dal solito qui sul mio blog.
Perciò, episodicamente esternerò (come appunto dice il sottotitolo di Di Tanti Pulpiti) sul Don Giovanni, a partire da oggi. Saranno considerazioni laterali: un testo, chissà forse qualche foto oppure brevi considerazioni sulla fantastica opera di Mozart.
Oggi si parte con un poco rassicurante calembour di una delle arie più famose dell’opera, Mi tradì quell’alma ingrata che, purtroppo per tutti voi, diventa Mi tradì quell’Alfa ingrata.
Queste poche righe mi sono state ispirate da un lontano ricordo d’infanzia.
Avevo circa otto anni, lei un paio di più e si chiamava Marylin, quindi partiva avvantaggiata rispetto a un Paolo qualsiasi.
Aveva lunghi capelli biondi, ricci, due occhi azzurri enormi incastonati in un viso d’angelo e mi snobbava, ‘sta disgraziata. Ovvio, no?
Io ero scemo come ora e inoltre ero grasso e, soprattutto, innamorato di lei.
Un giorno la convinsi a salire sul mio potente mezzo, un’imitazione scipita di un’Alfa Romeo di un assai poco eccitante color crema, perché quando si è sfigati lo si conferma anche nella scelta dei colori.

Era così, ma purtroppo non rossa

Era così, ma purtroppo non rossa

Lei amava uno magro che aveva una bicicletta rossa, un colore da barricate.
Ora, questo consunto bambino era magro pure di sentimenti nei confronti di Marylin, e credo che questo sia l’unico motivo per cui la giovane sirena accettò un passaggio sulla mia Alfa a pedali. Una sorta di scoraggiamento dispettoso, diciamo, in cui io ero il classico comprimario inutile e scelto a caso.
Ma non lo sapevo, ovvio.
Cominciai a mulinare le gambe come invasato e sfrecciai per i cortili delle case popolari dove abitavamo tutti, grassi e magri, belli e brutti. I miei calzoncini corti, grigi e preteschi, erano quasi un affronto alla sua gonnina che era già un’inconsapevole seduzione.
Poi ci fu lo schianto.
A un incrocio centrai in pieno il magro rivale in bicicletta rossa, che nonostante l’aspetto barricadero veniva da destra.
Lo sventurato rovinò a terra malamente, si sbucciò un ginocchio, si mise a piangere e a chiamare la mamma. La mia Alfa perse un faro e una ruota si accasciò come il mio morale.
Marylin non si fece nulla, neanche un graffio, però frignava.
Io scesi dalla macchinina, la presi per mano e con passo sicuro e sguardo fiero la riaccompagnai dalla mamma, offrendo spavaldamente il petto alla sicura punizione. La signora mi guardò, sorrise e mi diede un bacio in fronte.
Fu un bel momento e anche se la pancia mi usciva dai pantaloncini corti me ne andai leggero e maestoso come il cigno del Lohengrin.

Chissà che fine ha fatto Marylin.

Annunci

14 risposte a “Don Giovanni all’orizzonte, prima incursione semiseria.

  1. Alucard 14 ottobre 2015 alle 5:51 pm

    Idolo.
    Dopo #verybullo, propongo il lancio dell’hashtag #chefinehafattoMarylin

    Mi piace

  2. Andrea Puggioni 14 ottobre 2015 alle 8:11 pm

    Nell’era di internet rischi di ritrovarla 😄

    Mi piace

  3. Alucard 14 ottobre 2015 alle 8:44 pm

    Vero! Un mio vicino di casa ha appena ritrovato un ragazzo che aveva salvato durante il terremoto del 76.

    Mi piace

    • Amfortas 15 ottobre 2015 alle 8:22 am

      Deve essere la giornata dei 2 Andrea al prezzo di 1 😉
      In realtà avete ragione, potrei ritrovarla perché non sarei certo il primo al quale succede una storia simile.
      Non mi troverebbe troppo cambiato almeno per lo stile di guida, sono migliorato solo nella scelta del colore dell’auto.
      Ciao e grazie a voi che mi seguite sempre.

      Mi piace

  4. SERGIO SESTOLLA 16 ottobre 2015 alle 8:07 pm

    SERGIO SESTOLLA

    Così, tanto per scherzarci un po’ su!

    Chissà che un giorno, Amfortas, nutrendo qualche piccola speranza di ritrovare quella Marylin — dai “lunghi capelli biondi, ricci, e con due occhi azzurri enormi incastonati in un viso d’angelo” (alla quale oggi forse daresti il “lei”) — ciò non abbia a realizzarsi, ad esempio, ad inizio vacanza al mare, e quindi cogliere l’occasione per riscattare la sensazione di imbranatello, offerta all’epoca dei “calzoncini corti, grigi e preteschi”.

    INIZIO VACANZA AL MARE

    Quanto ho sperato di trovarla qui
    . . . e finalmente c’è . . . c’è . . . c’è . . . c’è . . . c’èèèè!
    La vacanza allora, ecco, sì,
    si può ben dire, senza ma o se

    ch’è cominciata bene . . . Okkei . . . Evviva . . .
    Torno a lisciarmi, pancia in dentro, e via,
    con passo indifferente alla riva
    mi accosto, dove so, amica mia,

    che ti sdrai di solito, e al sole,
    dopo un inverno buio, lungo lungo,
    ti offri assai beata come suole
    offrirsi bella donna. Come un fungo,

    mascherando sempre indifferenza,
    mi avvicino, e fingo sorpresa:
    “Ah, ciao!”, e lei: “Finalmente! . . . Senza
    di te che noia! . . . Siedi! . . . Ero in attesa!”

    Sono rimasto come un imbranato
    . . . sembravo quello che mangia il gelato

    . . . boooono! . . . ma tutto intero l’ha ingoiato,.
    e resta estasiato senza fiato!

    Ecco perché in tralìce mi ha guardato!
    Chissà se comprendeva il mio stato?

    Penso di sì . . . proprio di sì . . . Fregato! . . .

    (Sergio Sestolla)

    Carissimi saluti e resto in attesa di leggere la promessa recensione del Don Giovanni, unitamente alla tua pregevole spiegazione sul significato di tale figura immortale e sul monito che ne potrebbe venire oggi fuori per noi, abitanti di questo mondo un po’ diverso da quello dell’epoca.

    Mi piace

    • Amfortas 16 ottobre 2015 alle 8:21 pm

      Sergio, ciao, anche tu colpito dal fascino di Don Giovanni…o di Marylin? 🙂
      Quest’ultima evidentemente ti ha stimolato le ormai consuete rime e perciò la ringraziamo, chissà che non ci legga!
      Prima della recensione ci saranno altre pillole, perlopiù semiserie, del Don Giovanni.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  5. Giuliano 17 ottobre 2015 alle 9:23 pm

    Per la serie delle cose che non ti aspetti, a pag.19 del numero di ieri del Venerdì di Repubblica ho trovato un Paolo Brullo. La cosa mi ha un po’ sconvolto (solo un po’), mi sono chiesto se esisterà anche un Lorenzo Da Pronte o un Wolfgang Mrozart (perché no, visto che esiste Slawomir Mrozek?) , o magari ancora, ohibrò, un Giuliano Brovo o (peggio ancora) un Emilio Grauna. O una Mrarilyn, chissà…
    🙂
    PS: c’è un’aria d’opera, non mi ricordo bene, “Ah, ritrovarla io spero”…(o forse “ritrovarla io credo”?) (mumble mumble, lo vedi che cortocircuito che mi hai provocato…)

    Mi piace

  6. Giuliano 17 ottobre 2015 alle 9:25 pm

    trovato: Rossini, Cenerentola, principe Ramiro
    🙂
    adesso scegli tu il tenore per ritrovar la bella (questa cos’è, forse il Fra’ Diavolo di Auber?)

    Mi piace

    • Amfortas 18 ottobre 2015 alle 8:16 am

      Giuliano, ciao. Ho combattuto da ragazzo con le omonimie o quasi, anche se il mio cognome non è poi così diffuso. Pensa che una volta, in oratorio, affrontammo la squadra di basket dei “colleghi” di Chioggia: ebbene su 10 elementi addirittura 6 avevano il mio stesso cognome :-), perché è appunto a Chioggia che Bullo nasce ed è tuttora diffusissimo (insieme a Boscolo, che però è più di Sottomarina).
      L’aria Sì ritrovarla io giuro mi piace molto, la sentii cantare molto bene anche qui a Trieste, forse da Lawrence Brownlee, tanti anni fa.
      Non mi sovviene, in questa domenica mattina brumosa e gotica, l’altro riferimento 🙂
      All’inizio quando hai parlato di Repubblica mi sono ricordato che fosti tu a segnalarmi che quel giornale parlava del mio blog, io non ne sapevo nulla. Fu una bella sorpresa, mi ricordo che c’entrava Albertazzi…
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  7. Giuliano 18 ottobre 2015 alle 9:27 am

    del mio cognome è invece piena Mestre-Venezia – Paolo Brullo è un dipendente della VW di Wolfsburg, così mi pare di aver capito.
    (“a ritrovar la bella” dev’essere sempre la stessa aria di Ramiro, sono io che ho fatto confusione) (è la rima con procella che mi ha messo fuori strada)

    Mi piace

  8. vitty 24 ottobre 2015 alle 9:14 pm

    Che bella storia Paolo! Ma davvero sei un tenerone !!! Sono sempre più orgogliosa di averti come amico.Almeno virtuale e bloggarolo 🙂

    Mi piace

    • Amfortas 25 ottobre 2015 alle 8:57 am

      Vitty, ciao. Bella storia vero? e pensa che è pure vera, seppure un po’ infiorettata qua e là, ma la sostanza rimane. Siamo vecchi blogger Vitty, quasi dei sopravvissuti, i Matt Damon della Rete 🙂
      Ciao e grazie.

      Mi piace

  9. Pingback:Il Don Giovanni di Mozart al Teatro Verdi di Trieste: uso criminale di alcuni versi del libretto. | Di tanti pulpiti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: