Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Natale col trombone.

DSC_1620No, avete capito male, quello è un filicorno baritono d’antan che mi serve per impreziosire il mio albero di Natale idiota più che mai.

Il trombone sono io, che quest’anno, nonostante le ben cinquanta serate a teatro vi annoio da due luoghi diversi. Qui, e su La classica nota.

E auguri (strasmile)

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10 risposte a “Natale col trombone.

  1. lapodelapis 23 dicembre 2015 alle 4:25 pm

    auguri a te, che ci fai sentir cose che non ascoltiamo mai.

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  2. Pasquale 24 dicembre 2015 alle 11:28 am

    Tanti auguri…originale l’albero

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  3. francesco cap. 24 dicembre 2015 alle 7:20 pm

    tanti auguri e ancora tante e gradite belle recensioni ( non so’ dove prendere le faccine con il sorriso ) .

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  4. Alucard 25 dicembre 2015 alle 12:59 pm

    Auguri Amfyyyyy 🙂

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  5. CASSANDRO 26 dicembre 2015 alle 1:13 pm

    CASSANDRO

    Auguri a te, caro Amfortas: per quanto mi riguarda non mi annoi per niente con le tue note critiche, non fosse altro che ciò che magistralmente commenti per me, che in materia conosco poco o nulla, è nuovo, culturalmente molto elevato, e quindi da considerare sempre con attenzione.

    Dato che siamo ancora sotto quelle feste per cui si perdona tutto, e dato che hai adornato il tuo albero di Natale con un “filicorno baritono” (ignoravo l’esistenza di tale strumento, pur avendolo di sicuro ascoltato tante volte: ignorantia non excusat), tanto per sorridere, se ci riesco, ti invio una breve composizione sulle immaginarie considerazioni di un orchestrale, che allo strumento da te propostoci, forse con un po’ di invidia, fa riferimento.

    Buon 2016, pronto a leggere le tue serissime recensioni.

    CONTRABBASSO

    Si può suonare mai il contrabbasso
    per tutta la vita in una orchestra,
    dritto impalato con quel satanasso,
    sinistra in alto e arco nella destra?

    E manco poi per tutto il tempo, no! . . .
    sol per qualche accordo, e il pizzicato
    per battere il tempo . . . bon-bon-bò! . . .
    Credetemi, è cosa da ululato!

    Solo con Cajkovskij si lavora,
    e qualche altro un poco più a lungo,
    diversamente si sta fermi un’ora,

    con due tre interventi. Come un fungo
    io sto . . . no, questo ozio non ristora:
    stanchissimo alla fine io giungo.

    E in più non posso, quando suono, fare
    la faccia di chi sta a strasognare,
    come il flicornista, non vi pare?!

    Okkei, torniamo, forza a pizzicare.

    Mai un “a solo”, un pezzo tutto mio,
    e no soltanto un grave brontolio.

    Ma che ci avevo fatto io a Dio?

    Se a nascere un giorno io ritorno
    mi metterò a suonare, eh sì, il flicorno:

    questo da vecchio almeno avrà attorno

    luci e spartiti per ben adornare
    alberi di Natale a ricordare

    quando più a lungo stava a risuonare.

    Un contrabasso che ci starebbe a fare?

    (Cassandro)

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    • Amfortas 27 dicembre 2015 alle 9:55 am

      CASSANDRO, ciao e grazie come sempre per i tuoi curiosissimi versi, riesci davvero a trarre ispirazione da qualsiasi cosa 🙂
      Quanto agli strumenti e soprattutto agli strumentisti, pensa che vita grama conduce chi si è specializzato in Glockenspiel. Per fortuna che Il Flauto Magico è da anni sempre nella Top Ten delle opere più rappresentate…
      Ciao, grazie e auguri!

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