Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La Winterreise di Schubert al Teatro Verdi di Trieste.

Da quest’anno la Società dei Concerti di Trieste svolge la sua attività al Teatro Verdi. Come ho detto a suo tempo, finalmente!
La settimana prossima, mercoledì 24 febbraio, è prevista una serata dedicata ai Lieder.
Ho pensato perciò di scrivere un breve articolo su La classica nota.

Nei giorni precedenti, lodevolmente, ci sono un paio di manifestazioni collaterali interessanti (ingresso gratuito, tra l’altro) che purtroppo non potrò seguire ma che segnalo con piacere.
Confe 1
Domenica 21 febbraio – ore 11.00 – Museo Revoltella di Trieste

WINTERREISE

Jelinek/Müller/Schubert

Performance, di Roberta Cortese, voce narrante, e Angelo Conto, arrangiamento e pianoforte, tra lettura, teatro e concerto con estratti di brani dal testo teatrale di E. Jelinek – Premio Nobel per la letteratura – e dal ciclo lirico di Schubert e Müller.
confe2

Martedì 23 febbraio – ore 18.00 – Ridotto del Teatro Verdi di Trieste

“FORTISSIMO NEL MIO CUORE…”

Sandro Cappelletto e Simone Soldati

Un racconto di Sandro Cappelletto, scrittore, storico della musica e giornalista de La Stampa, contrappuntato dalle musiche di Schubert eseguite dal pianista Simone Soldati.

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5 risposte a “La Winterreise di Schubert al Teatro Verdi di Trieste.

  1. Pingback:Quando la musica sposa la poesia: Lied for dummies. - La classica nota - Blog - Finegil

  2. Heldentenor 19 febbraio 2016 alle 12:47 am

    Ti segnalo un libro scritto da Ian Bostridge : Il viaggio d’inverno di Schubert. Anatomia di una ossessione (traduzione di Valeria Gorla – Il Saggiatore, pag. 377, euro 32). Sembra sia pieno di citazioni e dotta documentazione sull’ultimo ciclo di Lieder scritto dal povero Framz. Non sapevo che Bostridge fosse anche letterato e storico.Appena me lo procuro e lo leggo ne parliamo.
    Lustig in die welt hinein
    gegen wind und wetter!
    Will kein Gott auf erden sein,
    sind wir selber Gotter!
    Ovviamente è “Mut!” il mio preferito. L’ultimo Winterreise che ho comprato, oltre agli scontati Diskau e Prey, è quello inciso da Jonas Kaufmann, con Helmut Deutsch al piano. Mi è molto piaciuto. Sembra che Jonas abbia cancellato gli impegni presi per tutta la stagione, cosa gli è successo ?

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    • Amfortas 19 febbraio 2016 alle 9:20 am

      Heldentenor, ciao. Sapevo di Bostridge letterato e, a dire il vero, credo che farebbe bene a dedicarsi alla scrittura o alla stregoneria, che è un’altra delle sue passioni. Proprio alla Società dei Concerti, qualche anno fa, fu davvero terribile.
      Del bel Jonas non so nulla e al momento non ho trovato niente neanche in rete, non so che dire. Spero che si risolva tutto presto, ovviamente.
      Ciao e grazie.

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  3. CASSANDRO 20 febbraio 2016 alle 9:49 pm

    Scusami, Amfortas, se come al solito entro di sguincio nei tuoi piacevoli post, ma se cominci a trattare di lieder, alla mia mente balzano bei ricordi legati alla conoscenza di una pianista specializzata (non so se si può dire) in tale genere musicale, del quale mi parlava con un trasporto tale che mi confondeva notevolmente rapportandolo io alle mie scarse conoscenze in materia.

    Per fortuna mia c’erano altre cose che mi spingevano ad ascoltarla sempre più estasiato.

    L I E D E R

    Mi parli tu con tanta passione
    dei lieder e delle cantate
    che al pianoforte suoni . . . Tensione
    ti fa vibrare il corpo, ed eccitate

    hai le pupille verdi . . . Sarà vero
    quello che dici? . . . Io non ne capisco
    di musica granché, sono sincero
    . . . e poi rispetto a te! Per me dal disco

    nascono i suoni, mentre tu inventi
    con le tue mani quella melodia
    che ora mi descrivi con accenti

    che di per sé già sono un’armonia.
    Potessi io sentire ciò che senti
    quando dei suoni tuoi segui la scia!

    Più tempo passa e più mi lamento
    che musica comprenda solo a stento.

    Grazie per quello che mi fai capire
    col dolce modo tuo di interloquire.

    Sei tu il ‘lied’ . . . lasciamelo dire.

    (Cassandro)

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