Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Una serata liederosa con Matthias Goerne, che ha illuminato la Winterreise di Schubert.

Una grande serata, quella di ieri sera, tanto che in omaggio alle recenti approvazioni dell’Accademia della Crusca ho deciso di coniare un nuovo aggettivo: liederoso (strasmile).
Ne parlo qui, su La Classica nota.
A rileggerci presto, con una divulgazione semiseria sulla Luisa Miller in vista della prima del 4 marzo al Teatro Verdi di Trieste.
E ancora un applauso al bravissimo Matthias Goerne.

Matthias Goerne Photo: Marco Borggreve

Matthias Goerne
Photo: Marco Borggreve

Advertisements

8 risposte a “Una serata liederosa con Matthias Goerne, che ha illuminato la Winterreise di Schubert.

  1. fadecas12 26 febbraio 2016 alle 5:44 pm

    Caro Paolo,
    nel generale silenzio, mi associo vivamente alla tua recensione sulla serata, che resterà nel gotha delle mie emozioni musicali vissute in diretta. Il solista ed il pianista sono riusciti a coinvolgerci nota per nota fino allo spasimo nel travaglio dell’ultimo Schubert, mettendo in campo una caleidoscopica gamma di sfumature e di contrapposizioni, e creando un crescendo di profonda tensione. Magia dei grandi interpreti soltanto. Saluti Fabrizio

    Mi piace

  2. Heldentenor 27 febbraio 2016 alle 4:06 pm

    Il buon Goerne poteva anche sprecarsi a fare un fuori programma che sia uno. Così non è stato, peccato. Sulle prime lo avevo scambiato per Cosolini, la stazza è quella. Pensavo che in occasione del millequattrocententesimo concerto parlasse anche lui, ma quando ha attaccato “Gute nacht” ho capito che non era il sindaco. Che dire, bel concerto, anche se non mi ha convinto del tutto. In primis dovrebbe stare più composto, sembrava l’orso Yoghi, solo tarantolato..Il buon DFD era espressivo solo con la voce e il volto, questo fa ginnastica. Anche perchè se non canta frontalmente e si volta verso il piano, magari quando fa una mezzavoce, si sente poco, ero in seconda galleria.Mi è parso bravo il pianista, l’equilibrio fra cantante e pianista nel lied è fondamentale, il pianista deve accompagnare, non sovrastare, sottolineare certi momenti sostenere il cantante , aiutarlo. Qualche volta Goerne mi pareva arrivare alla fine di una frase particolarmente impegnativa un pò in affanno. Ho temuto quando ho visto che nel programma c’era il testo di tutti i lieder. Ricordo serate liederistiche rovinate da dei coglioni che giravano le pagine pur non sapendo il tedesco, e duecento pagine girate contemporaneamente fanno un discreto rumore, come i colpi di tosse e le rumorose soffiate di naso o le carte di caramella. Per fortuna era buio, anche se c’erano anche quelli con le torce. Buttarli/e in platea dalla galleria o strozzarli/e è un reato o è legittima difesa ? Lustig in die welt hinein gegen wind und wetter!

    Mi piace

    • Amfortas 27 febbraio 2016 alle 6:04 pm

      Heldentenor, ciao. Non sono molto d’accordo sul bis, anzi un bis mi avrebbe dato fastidio in una serata dedicata a un ciclo di Lieder. De gustibus, comunque, io i bis li abolirei proprio anche nella musica lirica quindi…
      Quanto a Goerne mi è sembrato che la sua espressività passi anche attraverso il movimento del corpo e perciò non mi ha dato fastidio. Non saprei valutare pienamente la proiezione della voce, perché ero in quarta fila e sentivo benissimo anche le prese di fiato del cantante, però non mi è parso che avesse una voce piccola o mal proiettata, boh.
      Quanto al pubblico, beh, questa volta è stato impeccabile nel comportamento e tutti i disastri che giustamente nomini e che davvero rovinano le serate a teatro non si sono sentiti. Oltretutto sarebbe stato un bel casino, perché Goerne è uno strano personaggio, piuttosto intransigente in questi malaugurati frangenti. A Firenze ha zittito di brutto uno spettatore, per esempio, e il suo rapporto con i media è, diciamo così, piuttosto accidentato. Per questo motivo il buon Nello ha chiesto il massimo silenzio e ha evocato l’indimenticabile immagine “degli abissi impenetrabili delle borse femminili” 🙂
      A Venezia mi sono accordato con la responsabile dell’Ufficio stampa, e insieme, all’inizio degli spettacoli, ditribuiamo caramelle non solo scartate ma già succhiate. Lo propongo alla capo maschera la prossima volta, tanto mi vuole bene comunque.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

    • Iris 28 febbraio 2016 alle 9:58 am

      Io so che per il Winterreise proprio di prassi non e’ previsto il bis. Mai. In effetti, se ci pensi bene, dopo quel finale, che cosa avrebbe un senso?
      Per quanto riguarda i disturbatori, io sto diventando sempre piu’ intollerante, purtroppo. Provo spesso istinti violenti nei loro confronti, mescolati ad un senso di colpa per la mia cattiveria, come l’ultima volta, al Filarmonico, quando avrei voluto picchiare un centenario (sicuramente affetto da demenza senile grave) che si e’ presentato in teatro con la figlia e alle orecchie un paio di quelle enormi cuffie stereo bianche come quelle che utilizzano i ragazzini per strada. Ebbene, nonostante i continui rimproveri della figlia, non voleva togliere le cuffie. Ogni cinque minuti chiedeva (urlando) “Quello e’ il principe?” “Lui e’ Don Magnifico?” “Chi e’ quella la’?”.
      E’ stata una vera tortura.
      Iris

      Mi piace

      • Amfortas 28 febbraio 2016 alle 10:14 am

        Irina, ciao 🙂
        Io invece, probabilmente per l’ormai avvenuto passaggio alla senilità, sono sempre più tollerante con gli anziani e meno elastico con i giovani: credo sia una questione di appartenenza alla tribù 🙂
        Ma tu sei giovane e non puoi capire.
        (scherzo, ma fino a un certo punto)
        Heldentenor, devi capirlo, è loggionista inside (in senso buono), non è una fighetta come me. Lui vuole il cantante maschio, pieno di peli sul petto e con la catenona d’oro di 4 kg in evidenza. E ora al prossimo messaggio mi manda affanculo, credo 🙂
        Ciao e grazie!

        Mi piace

  3. SERGIO SESTOLLA 28 febbraio 2016 alle 10:33 am

    Altro che “colpi di tosse e rumorose soffiate di naso o carte di caramella”, di cui parla Heldentenor: io ho anche esperienza di altri “disatri” a Santa Cecilia, che mi hanno dato, in contropartita, spunto per fissare alcune situazioni e tracciare qualche ritrattino per mio uso e consumo.

    Avrei voluto a tal proposito, caro Amfortas, proprio sentire l’intransigente Goerne, se avesse avvertito durante il suo concerto il tintinnio di alcune chiavi in mano, anche se nella fattispecie non ho potuto provare, per immaginabili considerazioni, gli “istinti violenti”, cui accenna Iris

    C H I A V I I N M A N O

    Accanto a me una fanciulla bionda
    gioca con le sue chiavi: le rigira
    da una mano all’altra, come l’onda
    che bacia la battigia e si ritira.

    Fin qui niente di male: a questo mondo
    può fare ogni persona ciò che vuole
    — legge del ’68 — e non nascondo
    che anch’io l’ho fatto a volte e non mi duole.

    Però non credo che far tintinnare
    distrattamente con un fare incerto
    quei dentellati Yale e poi guardare

    chi ti sta osservando con sconcerto
    si possa oggidì tanto più fare,
    diciamo, nel bel mezzo di un concerto.

    Accompagnar così un lied non è
    un modo entusiasmante, credi a me.

    D’accordo, sei bellina, ma non puoi
    perchè t’annoi fare ciò che vuoi . . .

    Se si potesse . . . ahimè! . . . Ahitè! . . . Ahinoi!

    (Sergio Sestolla)

    Mi piace

    • Amfortas 28 febbraio 2016 alle 7:32 pm

      SERGIO SESTOLLA, ciao e bentrovato. Credo che il mio Maestro Eco abbia commesso una grave leggerezza nel tralasciare di scrivere una Fenomenologia dello spettatore teatrale. Certo, potrei scriverla io perché non mi mancherebbe certo la materia prima, ma converrai con me che nessuno senta la mancanza di un’altra dimostrazione della mia insipienza.
      Tra le New entry dell’inopportunità o inconvenienze teatrali metterei comunque al primo posto quel politico di cui scrissi qualche tempo fa, il quale – bontà sua – batteva il tempo sulla moglie nella fila davanti alla mia. Valgono i politici come esempio di maleducazione? No, vero?
      Ciao e grazie 😉

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: