Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il senso della musica (e forse della vita).

Come credo sappiate, non amo troppo la retorica.
Ci sono occasioni però che meritano una certa enfasi e, se per sapere qualcosa degli esiti artistici del concerto al Festival di Lubiana vi dovete scomodare a leggere La Classica Nota, per capire qual è il senso più profondo della musica, di tutta la musica, vi basta guardare queste foto.

Un saluto a tutti.

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4 risposte a “Il senso della musica (e forse della vita).

  1. Giuliano 27 luglio 2016 alle 7:55 pm

    giusto ieri stavo conversando con una vicina di casa molto simpatica, ottima persona, quando le ho detto che andavo alla Scala è uscita con il solito “la classica” (eccetera, ma ieri sono riuscita a fermarla, è una persona educata). Lo scrivo perché stai parlando di ottimi concerti a prezzi accessibili… l’ambiente che ho incontrato io negli anni 70-80, con Abbado a Milano (eccetera). Quante cose potrebbe fare la politica, e non le fa. Anzi, fa il contrario, e non per modo di dire: lo fa con pervicacia e con perseveranza.
    There is a cult of ignorance in the Usa, and there Always has been. The strain of anti intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that “my ignorance is just as good as your knowledge”
    (Isaac Asimov, trovato in rete pochi giorni fa) (al tempo di Asimov, cioè fino a pochi decenni fa, era così in Usa; oggi è anche da noi così)
    Che dire, tu puoi sempre riparare a Lubiana, io potrei andare a Lugano …

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    • Amfortas 28 luglio 2016 alle 9:26 am

      Giuliano , ciao! Grazie della bella citazione di Asimov, che non conoscevo, ma che mi pare molto appropriata e profetica. È una gara al ribasso, anche dal punto di vista intellettuale, come si fa per gli appalti per i servizi essenziali: ovviamente poi ci si lamenta che non funzionano 😊
      Per quanto riguarda i prezzi in questo caso erano di 29 euro per il parterre e 19 per la balconata. Oltretutto dalla balconata si vede si sente meglio e – circostanza per me fondamentale – si può apprezzare l’orchestra negli attacchi, nei gesti.
      I tempi passati ormai sono…passati ma questo non significa certo che non si possa adeguare qualcosa alle esigenze diverse dei tempi odierni.
      Del resto stai parlando a uno che da giugno è amministrato da una destra che più becera non si può, quindi…non so che dire, perché le singole eccezioni in consiglio comunale sono troppo giovani per opporsi alla casta dominante. Facile quindi che belle manifestazioni realizzate in un recente passato (la Nona di Beethoven gratis, per quanto in un ambiente poco adatto) non saranno riproposte.
      Ciao e grazie 😉

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  2. CASSANDRO 30 luglio 2016 alle 5:31 pm

    CASSANDRO

    Interessantissime le tue foto dei giovani orchestrali che si abbracciano, forse per fine stagione. Che lezione di vita!

    Mi meraviglio ogni qual volta ai concerti noto dei giovani intenti a suonare in comunanza assoluta con gli altri in questo mondo dove per me è rarità che qualcuno ancora “studi musica”, la quale di sicuro dà il senso della vita, e riserva pure qualche soddisfazione umana.

    Ieri sera a Roma, ad esempio, al “Parco della musica”, il timpanista di Santa Cecilia ha suonato per l’ultima volta in quella orchestra, essendo imminente il suo pensionamento. Ebbene la Cavea è quasi crollata sotto lo scroscio di applausi: per chi segue i concerti di quella orchestra da molti anni, infatti, è stato abituato a considerarlo l’anima della stessa. Una scena commovente.

    Chissà cosa in vero passa per la mente di chi dopo anni di vita musicale deve ritirarsi ad altra attività, e salutare una platea cui ha donato emozioni indicibili.

    Se permetti, ho cercato di capirli quei sentimenti, con questo scritto dedicato ad ideale pianista.

    FINE DI LA “JURNATA”

    Da 70 anni suono, ed ancora
    continuo a suonare il pianoforte;
    possiamo dir così: dall’aurora
    della mia vita . . . fino alla mia morte.

    Eppur vi parrà strano, tutte in mente
    le tengo ancor le note che ho suonato
    e in cuore i battimani della gente,
    che indegnamente forse ho deliziato.

    Mi suona triste ora andare via
    . . . fra un mese, un anno, o forse domani . . .
    portar con me la dolce melodia
    dei tanti “adagi”, che queste mie mani

    dalla tastiera hanno tratto fuori
    insieme alla malinconia diffusa
    di “studi” e di “notturni”, ed ai furori
    di “ballate” . . . Or ogni cosa è chiusa

    in me e fuori più non tornerà . . .
    Ciao mondo amato, musica adorata,
    ciao “bravo”… “bis”… “ancora”… e, sì, si va
    . . . pur’io “ l’aggia passata ‘a me jurnata”

    e . . . muta . . . ora “m’ aspetta ‘a nuttata”,
    dopo una vita di suoni inzuppata.

    (Cassandro)

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    • Amfortas 31 luglio 2016 alle 7:04 pm

      CASSANDRO, ciao, è sempre un piacere rileggerti. I ragazzi della OJM si abbracciavano per la fine del concerto, che è andato molto bene: lo fanno sempre, però, perché hanno un entusiasmo spiccato per la musica e lo stare insieme di là di barriere culturali e altri pesi e ingombri.
      Mi ha fatto piacere che tu abbia ricordato il timpanista, i percussionisti in genere sono i preferiti di mia moglie 🙂
      E grazie per i versi, ovviamente, ciao!

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