Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Parte con il piede giusto la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

È partita col botto la Stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste, e fa davvero molto piacere segnalarlo.
Come di consueto qui, su La Classica nota, potete leggere i particolari di una serata per molti versi davvero eccellente.
Felix Mendelssohn-Bartholdy
e Gustav Mahler sono compositori che non deludono mai, soprattutto quando gli interpreti ricreano la magia senza tempo di pagine musicali così belle. E così difficili da eseguire, anche.
Ieri sera però gli artisti hanno dato il meglio, a partire da Gianluigi Gelmetti passando per il Coro femminile e la violinista Leticia Moreno, con un’Orchestra del Verdi in forma strepitosa a legare il tutto.
La palma del migliore va però a Stefano Furini, primo violino dell’orchestra triestina che si è reso protagonista di una prodezza inaudita.c1
All’inizio del bis bachiano della Moreno ha trattenuto a stento uno starnuto e, rischiando seriamente di soffocare, è restato in apnea sino alla fine del brano. A un certo punto era più rosso del fiammante vestito della violinista.
Non si diventa primi violini per niente (strasmile, ciao Stefano).

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2 risposte a “Parte con il piede giusto la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

  1. CASSANDRO 24 settembre 2016 alle 6:17 pm

    CASSANDRO

    Caro Amfortas, mi posso inserire in punta di piedi, come peraltro si fa quando si parla di Bach, e presentarti quanto di recente ho sentito di dovere cristallizzare alla fine di un concerto a Roma, e che ripete la sensazione che provo ogni qual volta viene eseguito un bis di Bach, e che tu hai elaborato in questo post, a proposito del “bis bachiano della Moreno” con le incisive parole “restando in apnea” ?

    E sì, quando si ascolta Bach si sta tutti in apnea.

    BENEDETTO BACH !

    Ma benedetto Bach, come puoi
    da sùbito, all’attacco, ammutolire
    la sala del concerto: tutti i suoi
    frequentatori bloccano ogni dire,

    infatti . . . E più nessun brusio risuona
    per l’aria silenziosa appena che,
    allegro o disperato si intona
    il primo accordo, il primo “fa” o “re”.

    Ieri Gil Shaham ha eseguito
    il lirico concerto per violino
    di Samuel Barber, e applaudito
    è stato giustamente per benino.

    Ma quando ha per bis iniziato
    ‘gavotte en rondeau’ di Bach zitto
    si è fatto il pubblico, che si è lanciato,
    a fine, in battimani . . . a capofitto,

    da far venire giù quasi il soffitto.

    Prima un silenzio tipo adorazione,
    e dopo, in chiusura, un’esplosione

    di applausi . . . un’inondazione!

    Ma Benedetto Bach, tu che scavi
    nei cuori, queste note a chi rubavi?

    Per me soltanto in Cielo le trovavi,

    ed agli umani quindi regalavi,

    per diventare più buoni e più bravi!

    (Cassandro)

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    • Amfortas 25 settembre 2016 alle 8:03 am

      CASSANDRO, ciao. Hai colto proprio quel momento in cui ci si appassiona alla musica e all’arte in generale, e cioè quando ci dimentichiamo di quello che c’è intorno ed entriamo in un mondo…parallelo, meno faticoso e più sereno. Così è anche con Bach e tanti altri compositori. Una fortuna che ci abbiano lasciato tanto ben di dio.
      Ciao e grazie.

      Mi piace

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