Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Mensili: ottobre 2016

Si è conclusa con Beethoven la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

Venerdì scorso, con la Missa Solemnis di Beethoven – nientemeno – anche la stagione sinfonica 2016 del Teatro Verdi è passata in archivio. Potete leggere gli esiti del concerto sulla Classica nota.
Dal mio punto di vista è stata una buona stagione sia per le scelte sia per i risultati. Soprattutto, non ho dati ufficiali ma credo di poterlo anticipare, mi pare che il pubblico abbia risposto bene.
Inoltre, trovo che l’Orchestra del Verdi sia in continua crescita di rendimento e, in generale, che tutta la “macchina” del teatro sia più snella e pronta che in passato.m1
Quest’ultimo appuntamento ha segnato anche la fine della collaborazione con il Maestro Fulvio Fogliazza, che ha diretto onorevolmente il Coro dopo la drammatica scomparsa di Paolo Vero. Al suo posto è stata ingaggiata Francesca Tosi, che sarà al lavoro già dall’imminente La serva padrona di Paisiello programmata per la prossima settimana. In bocca al lupo a lei.
Ho appena saputo della scomparsa di Giorgio Vidusso, che fu sovrintendente del Verdi nei primi anni Novanta del secolo scorso: erano altri tempi, sotto ogni punto di vista.
Desidero ringraziare qui tutti quelli che mi hanno sostenuto con mail anche critiche o di appoggio, oppure fermandomi per strada anche solo per un saluto. In molti mi chiedono se seguirò anche la stagione lirica per Il Piccolo. Al momento non so rispondere, la situazione è fluida.
Una cosa è certa, ho ben tre progetti fotografici da seguire!
Un saluto a tutti, alla prossima.

A Trieste meglio che parli la musica, perché il resto è da dimenticare.

È sempre un piacere riferire di una bella serata a teatro, soprattutto quando si è condiviso il piacere dell’ascolto con tanti spettatori. Poi metteteci che una gentile signorina mi ha ceduto il suo comodo posto, impietosita dalle smorfie che mi procurava il mal di schiena, ed ecco che l’incantesimo è servito.fd1
Una grande interprete e un grande compositore, che però non si sono incontrati sul palco del Verdi di Trieste. Voglio dire che Francesca Dego, violinista fantastica, non ha incontrato Lenny Bernstein bensì il più modesto (parere mio eh?) Èdouard Lalo. Ma c’è stato spettacolo comunque, perché la giovane artista ha valorizzato la musica “etnica” del compositore francese e il direttore Christopher Franklin e l’Orchestra del Verdi sono stati bravissimi nell’interpretazione della suite da West side story.
Ecco, a Trieste in questo periodo turbolento c’è bisogno che parli la musica, in modo che il rumore di fondo della politica più becera e del giornalismo più meschino non si senta.
Prendetevi tre minuti e leggete la mia cronaca su La classica nota.

Un saluto a tutti, alla prossima.

Amfortas vede gente e fa cose.

Questo è un post diverso dal solito, nel senso che si parla sì di musica ma – e non ricordo di averlo fatto altre volte – c’è pure una mia foto. Non una foto qualsiasi e ora vi spiego.
Un paio di giorni fa il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha deciso con gesto autonomo di levare lo striscione con  la scritta “Verità per Giulio Regeni” che faceva bella mostra di sé sul balcone del municipio in Piazza Unità. Dice, il Signor Sindaco, che c’era assuefazione visiva e che perciò quel simbolo non era più efficace. A dire il vero ha affermato anche – con una certa eleganza –  che lo striscione era un dente cariato e che ha voluto toglierselo.  Ovviamente c’è stata una vera e propria sollevazione da parte di molti cittadini, anche di coloro che hanno votato per l’attuale Sindaco.
Il quotidiano Il Piccolo è uscito con la prima pagina che rappresentava il volantino di Amnesty International appunto raffigurato sullo striscione.
Ho pensato: Io cosa posso fare? Ma non mi veniva nulla, e sì che sono un creativo mica da poco (strasmile).
Ieri sera c’era il concerto per la stagione sinfonica, però, e allora ho deciso così, d’emblée, che avrei potuto pacificamente manifestare il mio dissenso per la scellerata decisione. Perciò mi sono stampato il volantino e, con la manualità straordinaria che mi distingue me lo sono appiccicato alla giacca con tre graffette. E me ne sono andato in teatro come se niente fosse a esercitare il mio diritto/dovere di critico musicale.paolo-2
Come potete leggere su La Classica Nota, non è stata una serata esaltante, ma io sono uscito da teatro ugualmente soddisfatto.
Un saluto a tutti, alla prossima.

Terzo appuntamento con la sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

yoneAnche il terzo concerto della stagione sinfonica triestina si è risolto in un grande successo. Anzi, un trionfo.
Merito del direttore Pedro Halffter Caro, della formidabile violinista Kyoko Yonemoto e della grande Orchestra del Verdi.
Con uno splendido lavoro di gruppo sono stati onorati tre grandi compositori russi: Čajkovskij, Prokof’ev e Musorgskij. Come di consueto potete leggere su La classica nota le mie sensazioni sulla serata.
Un saluto a tutti, alla prossima!

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