Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La Top Ten del 2016 su Di Tanti Pulpiti: robe brutte.

Dopo tanti anni di continua crescita di lettori, quest’anno la mia creatura prediletta nomata Di tanti pulpiti – che, lo ricordo, è un sapido calambour di una delle più famose arie rossiniane – ha subito una battuta d’arresto. Il motivo è evidente, gran parte delle recensioni sono state scritte per la casa che mi avevano affittato per le vacanze e cioè La classica nota da dove poi me se sono andato perché il clima non mi si confaceva (strasmile).
In ogni caso, malgrado la flessione di “ascolti” questo canale tra me e gli amici, i melomani e gli appassionati di musica in generale continua a funzionare e ci tengo molto. Per questo motivo ecco qui la leporelliana lista degli articoli più letti. Come potete notare, alcuni post hanno ormai una certa età ed è un buon segno perché significa che nel corso degli anni, piaccia o meno, questo buio loco ha acquisito un modesto prestigio. Ringrazio ancora una volta i miei happy few per la fiducia.czgceqxweaa1pe1-jpg-large
Prima di passare ai link credo sia giusto soffermarsi sulle cosiddette chiavi di ricerca che portano direttamente in questo postaccio, e soprattutto non farsi troppe domande perché le risposte potrebbero essere spaventose (strasmile).
Una chiave di ricerca molto richiesta è Alberto Mattioli, critico di La Stampa: credo che nei prossimi giorni ne pubblicherò il numero di telefono (ciao Alberto, strasmile).
Un’altra è Traviata significato che non credo abbia bisogno di spiegazioni, un’altra ancora recensioni Teatro Verdi Trieste.
Quest’anno il premio per l’originalità va allo sconosciuto che è arrivato qui digitando sui motori di ricerca repetita Juve. Forse un interista, chissà (strasmile).
Il premio per la ricerca porno va invece a pari merito ai due sfortunati che hanno cercato opera bondage e opera con coglione e Adalgisa?

Bene.
Vi ricordo, inoltre, che alligno anche su Twitter (per il cazzeggio spinto) e su Flickr (per le foto).

Un sincero augurio di un felice 2017 a tutti e, come sempre, alla prossima!

  1. Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Teatro alla Scala di Milano: le 10 cose da sapere
  2. Recensione abbastanza seria di Madama Butterfly al Teatro alla Scala di Milano
  3. Veronica decide di morire (La Favorite a Venezia)
  4. Paolo Isotta
  5. Stiffelio alla Fenice (e gabbiani vari)
  6. Norma a Trieste
  7. Alcuni consigli per cantare in modo corretto
  8. Giovanna d’Arco alla Scala di Milano
  9. La scomparsa di Daniela Dessì
  10. Recensione disco di Jonas Kaufmann

 

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13 risposte a “La Top Ten del 2016 su Di Tanti Pulpiti: robe brutte.

  1. Alberto Mattioli 30 dicembre 2016 alle 6:46 pm

    Ciao Paolo, già mi sembra strano che qualcuno cerchi il mio nome su Google, addirittura fantascientifico che di conseguenza arrivi sui pulpiti. Misteri della rete. E’ una buona occasione, in ogni caso, per farti gli auguri. Al Tannhauser vieni? Ciao
    AM

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    • Iris 30 dicembre 2016 alle 6:59 pm

      Ciao Alberto e ciao Paolo. Due fantastici uomini in un sol colpo! Ed io sono a letto con la febbre…….ingiustizie della vita!😞 Vi auguro tante buonissime cose, che ve le meritate tutte.
      Un abbraccio e la mia eterna gratitudine
      Irina

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      • ALBERTO MATTIOLI 30 dicembre 2016 alle 7:01 pm

        Oh, beh, grazie mille. Esageruma nen, come dicono i miei datori di lavoro… Auguri (anche di pronta guarigione)!

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      • Amfortas 31 dicembre 2016 alle 9:25 am

        Iris, ciao musa ispiratrice e formidabile creatrice di golosissimi dolcetti 🙂 . Mi spiace saperti languire così, merti un avvenire migliore! Ciao e auguri anche a te, Paolo

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    • Amfortas 31 dicembre 2016 alle 9:23 am

      Alberto, ciao. Non è strano perché ti ho dedicato un paio di post e nominato altre volte, se non mi sbaglio eri già presente altre volte nelle chiavi di ricerca. Spero di farcela per l’appuntamento lagunare…ma non ne sono certo. Intanto augurissimi anche a te!
      Ciao e grazie, Paolo

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  2. Giuliano 30 dicembre 2016 alle 7:29 pm

    oh beh, è Pollione…
    🙂
    questa era facile!

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  3. petrossi 3 gennaio 2017 alle 9:57 pm

    Ho avuto un flash! Una serie di (s)fortunati eventi mi hanno fatto ritrovare la mia agenda del 1969, in cui indicavo di aver visto l’8 febbraio “La gita in campagna”, opera in un atto e tre quadri da Alberto Moravia, musica di Mario Peragallo (era una ‘600 quella nel palcoscenico? “Andiamo verso il Popolo!”).
    Erano tempi in cui non si faceva solo il Rigoletto! Nella stessa serata diedero altre due opere: “Il Cordovano” di Petrassi e “La storia di una mamma” di Vlad.
    Ho inutilmente cercato una tua recensione nel sito…

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    • Amfortas 4 gennaio 2017 alle 9:53 am

      Furio, ciao. Nel 1969 ero piccolino e non ho visto nulla di quello che segnali, mi spiace. Per certo non è necessario andare così indietro nel tempo per trovare programmati titoli meno abusati. Se ci legge il mio amico Fabrizio potrebbe, forse, darci qualche delucidazione incisiva su quel periodo.
      Ciao e grazie.

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      • petrossi 4 gennaio 2017 alle 10:28 am

        Scherzavo… so che sei un “giovinotto”!
        Oltre ciò è interessante notare che “La gita in campagna” è del 1954, ed averla presentata dopo il maggio francese del ’68 aveva l’aria un po’ di una provocazione, vista la sua critica agli intellettuali “borghesi” che “andavano verso il Popolo”… (io ero in pieno ’68 universitario ma non ero – ancòra – così indottrinato da farmene un problema): ricordo solo un certo stupore, visto che il fatto mi è rimasto impresso a lungo nella memoria (assieme a quello più tardo del “Giro di vite” di Britten con la cantante senza voce e il suo “complice” con una gamba mezza rotta e ad un “Tristano e Isotta” con sfumature di grigio e rotolamenti sul palco…).
        Cò ièrimo putèi…
        Buon 2017! Ti leggerò con piacere!

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      • Amfortas 5 gennaio 2017 alle 9:23 am

        Furio, ciao. Interessante il tuo intervento anche perché ricordo che nel 1968 l’Oberdan era occupato e gli studenti della quinta venivano da noi in classe a fare lezione: di briscola e tressette 😉
        Ciao e grazie.

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