Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il barbiere di Siviglia al Teatro Verdi di Trieste: le 10 cose da sapere e…that’s all folks!

Per il Teatro Verdi di Trieste, dopo una Zauberflöte di Mozart che ha suscitato qualche perplessità per la regia (meglio, per la regista, strasmile), è arrivato il momento dell’opera buffa Il barbiere di Siviglia di Rossini.
Solita domanda retorica: potevo io non scrivere qualcosa prima della prima? Certo che potevo, ma sapete com’è, c’è sempre qualcuno che magari di quest’opera sa poco o nulla. E allora ecco qui, in ordine sparso, dieci cose da sapere sul Barbiere di Siviglia.
Ma, prima di tutto, un paio di spezzoni imprescindibili che saranno sicuramente la parte migliore del post:


  1. L’opera debuttò al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816: fu un fiasco clamoroso.
  2. Il titolo originale è Almaviva o sia L’inutil precauzione.
  3. Il lavoro è tratto da una commedia scritta da Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, da cui il compositore Giovanni Paisiello aveva già tratto, nel 1787, il suo Barbiere di Siviglia che ebbe un successo straordinario.
  4. La presunta rivalità tra Paisiello e Rossini spinse a scrivere nel libretto di Cesare Sterbini il seguente Avvertimento pubblico, una mostruosa excusatio non petita che chissà, forse incendiò ancora di più gli animi:
    La commedia del signor Beaumarchais intitolata Il barbiere di Siviglia, o sia L’inutile precauzione si presenta in Roma ridotta a dramma comico col titolo di Almaviva, o sia l’inutile precauzione all’oggetto di pienamente convincere il pubblico de’ sentimenti di rispetto e venerazione che animano l’autore della musica del presente dramma verso il tanto celebre Paisiello che ha già trattato questo soggetto sotto il primitivo suo titolo.Chiamato ad assumere il medesimo difficile incarico il signor maestro Gioachino Rossini, onde non incorrere nella taccia d’una temeraria rivalità coll’immortale autore che lo ha preceduto, ha espressamente richiesto che Il barbiere di Siviglia fosse di nuovo interamente versificato, e che vi fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali, che eran d’altronde reclamate dal moderno gusto teatrale cotanto cangiato dall’epoca in cui scrisse la sua musica il rinomato Paisiello.Qualche altra differenza fra la tessitura del presente dramma, e quella della commedia francese sopraccitata fu prodotta dalla necessità d’introdurre nel soggetto medesimo i cori, sì perché voluti dal moderno uso, sì perché indispensabili all’effetto musicale in un teatro di una ragguardevole ampiezza. Di ciò si fa inteso il cortese pubblico anche a discarico dell’autore del nuovo dramma, il quale senza il concorso di sì imponenti circostanze non avrebbe osato introdurre il più piccolo cangiamento nella produzione francese già consagrata dagli applausi teatrali di tutta l’Europa.
  5. L’aneddotica del fiasco della prima è ricca e spumeggiante e va dal tenore Manuel Garcia che rompe una corda della chitarra mentre canta l’aria di entrata, all’interprete di Basilio che scivola, si rompe il naso e continua a cantare sanguinante, a un gatto nero che salta sul palco e molesta i cantanti (strasmile).
  6. Qui potete trovare la trama della vicenda
  7. La famosa Ouverture in realtà fu scritta per Aureliano in Palmira, sempre di Rossini, nel 1813. Nel Barbiere ci sono altri autoimprestiti (prassi normale a quei tempi): da Elisabetta, Regina d’Inghilterra e da Sigismondo.
  8. La parte di Rosina è scritta originariamente per contralto. La prima interprete fu Gertrude Righetti-Giorgi, che fu anche la prima Angelina, protagonista di La Cenerentola.
  9. Al Teatro Verdi di Trieste l’opera debuttò nel 1817, mentre l’ultimo allestimento risale al 2012.
  10. Nel 2016 Il barbiere di Siviglia è stata l’ottava opera più rappresentata al mondo (la prima è proprio Die Zauberflöte.

Una piccola chiosa, anzi due.
Come sempre per una buona riuscita di una produzione operistica è fondamentale che il direttore sia all’altezza della situazione, e forse per Rossini la circostanza è ancora più importante del solito.
Conoscendo piuttosto bene la capacità del regista, Giulio Ciabatti, sono certo che l’allestimento sarà elegante e di buon gusto ma, cari amici, mi spiace deludervi preventivamente ma non vedremo “Il barbiere di Siviglia come lo voleva Rossini”, bensì potremo ammirare – e per fortuna! – Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini nell’intepretazione di Giulio Ciabatti. Chi vuol capire, capisca.

Bene, ora non mi resta che darvi appuntamento alla prossima settimana, un saluto a tutti, anzi, that’s all folks!

 

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5 risposte a “Il barbiere di Siviglia al Teatro Verdi di Trieste: le 10 cose da sapere e…that’s all folks!

  1. Federica Fanizza 5 febbraio 2017 alle 7:08 pm

    Ciao vengo a Trieste per il Barbiere e per i due cast venerdì e sabato 10 e 11 febbraio…ci vediamo?

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  2. Giuliano 6 febbraio 2017 alle 9:30 am

    si può aggiungere che l’originale di Beaumarchais, scritto poco prima della Rivoluzione, è decisamente politico e fu considerato sovversivo; quando Mozart scelse Le Nozze di Figaro, a Vienna, suscitò molte inquietudini e infatti ci sono molte censure o autocensure (nel finale di Mozart, Figaro se la prende con le donne e non più con i padroni…). Ovviamente, di tutto questo in Rossini non resta niente, è solo una commedia divertente con musica magnifica.
    Grazie per i cartoons! Un’età dell’oro, per i cartoons… si vede anche che dietro c’erano persone di cultura, il che mi fa sospirare pensando all’oggi (sob)…
    PS: ho scritto un po’ di più perché volevo vedere se riesco a far uscire, invece del rettangolo, un bel Cuadrado 🙂

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    • Amfortas 7 febbraio 2017 alle 9:40 am

      Giuliano , ciao. Bella osservazione, avrei dovuto pensarci io. Quanto ai cartoni animati non saprei, ho visto qualche bel film anche negli ultimi anni. Certo, la tecnica grafica, il computer, porta via qualcosa all’immaginazione però alcuni sono apprezzabili. Forse manca un pochino di poesia o forse, più probabilmente, manca a noi giurassici la sensibilità per coglierla.
      Ciao e come sempre grazie.

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    • Amfortas 7 febbraio 2017 alle 10:18 am

      Ah sì, al gol di Cuadrado ho fatto un salto sulla poltrona 😉

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