Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il Lied trionfa al Verdi di Trieste nell’ambito della stagione della Società dei concerti.

Insomma, bella serata ma nonostante il successo e la buona partecipazione di giovani, speravo in un’affluenza più nutrita. La Juventus però ha vinto, nonostante le mie maledizioni ad Allegri che ha lasciato in tribuna Bonucci (strasmile).c1

Prosegue, al Teatro Verdi di Trieste, la stagione della Società dei concerti che questa volta prevedeva una Liederabend incentrata sul lavoro di tre grandi compositori icone di questo genere musicale: Gustav Mahler, Robert Schumann e Franz Schubert.
Anche questo concerto (come quello di pochi giorni fa) era aperto a tutti oltre che ai soci ma, purtroppo, la risposta degli spettatori è stata tutt’altro che incoraggiante soprattutto in platea e nei palchi. Peggio per chi non c’era, verrebbe da dire, ma sinceramente è difficile accettare un simile disinteresse da una città che è al centro della Mitteleuropa.
Protagonisti della serata sono stati il baritono Matthias Winckhler e il pianista Jan Philip Schulze. Il programma gravitava, con qualche incongruenza veniale, intorno all’esecuzione del celeberrimo ciclo liederistico Dichterliebe di Schubert, irrinunciabile landmark del Romanticismo musicale scritto su poesie di Heinrich Heine.c3
È toccato però a Erinnerung dare l’imprinting emozionale alla serata. In questo brano giovanile di Mahler, intenso e toccante, i due musicisti sul palco hanno subito dimostrato quella simbiosi di intenti artistici che è fondamentale per la buona riuscita di una Liederabend, che si è poi confermata pienamente nel successivo ciclo di Schumann.
Dedicato alla turbolenta Wilhelmine Schroeder-Devrient, soprano tedesco che ha creato, tra le altre cose, i personaggi di Senta e Venus per Wagner, il Dichterliebe è un paradigma dell’Arte del Lied in cui poesia e musica si compenetrano reciprocamente in uno scambio paritario, come fanno voce e pianoforte creando una circolarità indagatrice irresistibile ed empatica.
Winckhler, voce chiara e omogenea di timbro schiettamente baritonale, è artista giovane – ha solo ventisette anni – ma già perfettamente a proprio agio nel rendere ogni sfumatura del testo grazie a un ammirevole controllo delle dinamiche e a uno scavo sulla parola esemplare. Forse solo negli acuti la voce risente di qualche tensione, ma l’intonazione impeccabile e l’elegante presenza scenica ne fanno un interprete già oggi rilevante, al quale manca solo un po’ di esperienza e convinzione nei propri mezzi.
Più esperto, invece, il pianista Jan Philip Schulze il quale, a mio parere, di là del quasi scontato magistero tecnico, tende episodicamente a farsi sopraffare dal temperamento e a privilegiare volumi troppo densi, peraltro senza che l’alchimia complessiva ne risenta.c2
Resta il fatto che le atmosfere di morbida malinconia, di fremente passione e di tesa espressività che caratterizzano la pagina musicale sono restituite a tutti gli effetti.
Dopo l’intervallo il concerto è ripreso con due selezioni di altri celebri cicli liederistici: tre brani da Des Knabenwunderhorn di Mahler e quattro dallo Schwanengesang di Schubert.
Anche in questa seconda parte i due artisti hanno confermato la loro affinità con questo repertorio, regalando alcuni momenti davvero incantati in un’atmosfera raccolta e partecipe.
La chiusura è stata affidata ancora a Mahler con la drammatica Revelge, anche questa tratta da Il corno magico del fanciullo.
Il pubblico ha decretato un gran successo alla serata e i due artisti hanno concesso due bis schubertiani in un trionfo di applausi.
E, come dicevo sopra, peccato per chi non c’era.

Annunci

2 risposte a “Il Lied trionfa al Verdi di Trieste nell’ambito della stagione della Società dei concerti.

  1. illeguleio 24 febbraio 2017 alle 5:30 am

    Gli ultimi anni sono stati fortunati per gli amanti dei lieder in zona: prima il Die schöne Müllerin a Duino, poi il Die Winterreise e ora questo.
    Nonostante la risposta di pubblico sia stata tutte e tre le volte a dir poco fredda (a Duino credo fossimo al massimo una ventina di persone, il Winterreise dell’anno scorso ad occhio è stata la serata con meno pubblico presente nella stagione) spero vivamente si continui a portare lieder a Trieste, sperando nel mentre il pubblico si ravveda e si avvicini a questa splendida forma musicale.

    Mi piace

    • Amfortas 24 febbraio 2017 alle 8:55 am

      Leguleio, ciao. Vero quello che dici (ci sono stati anche i Wesendonck Lieder) ma per la Winterreise era un po’ meglio. Credo che parte del problema sia anche nel fatto che questi eventi, causa mancanza risorse, sono poco pubblicizzati. Personalmente vorrei anche che il Verdi inserisca nell’arco della stagione qualche recital di canto.
      Ciao e grazie.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: