Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

A Trieste ancora una bella serata dedicata al Lied.

Altra recensione, questa volta di un concerto di canto, a cui seguira dopodomani la cronaca della serata alla Società dei concerti.
Poi fermerò i motori per ritemprarmi prima della salita alla Cima Coppi di quest’anno, impegnativa soprattutto dal punto di vista emozionale, almeno per me.
Un saluto a tutti!

Cos’è una Liederabend? La risposta scherzosa è una rarità per Trieste. Così si diceva ieri, prima di assistere al concerto presso la Sala Piccola Fenice nel capoluogo giuliano, ma la battuta vale un po’ ovunque in Italia, soprattutto per quanto concerne le fondazioni liriche.
In realtà le serate dedicate al Lied, per quanto siano poco frequenti, possono contare sempre su di un pubblico numeroso, preparato ed esigente. Non stupisce perciò che anche in questa occasione gli spettatori gremissero la bella sala nel centro cittadino.
Il programma, interessante e raffinato, prevedeva un excursus tra alcuni di quei compositori di matrice mitteleuropea la cui musica a queste latitudini risuona se non familiare almeno screziata da una specie di affinità elettiva.
Centrato anche il “titolo” della serata, perciò: Finis Austriae, corrispondenze e dissonanze al tramonto dell’Impero.
Protagonisti della serata il soprano Laura Antonaz e il pianista Elia Macrì, artisti di eccellente livello che hanno condotto il pubblico in un metaforico viaggio che partendo da Italienisches Liederbuch di Hugo Wolf è arrivato sino ad Antonio Smareglia, transitando per Arnold Schönberg e Alban Berg e toccando alcune pagine musicali meno note di Dora Pejaćević e Marij Kogoj, oltre che alcuni brani di Vito Levi.
Laura Antonaz si è mossa con grande disinvoltura e classe in questo percorso, illuminando con la voce e soprattutto con un fraseggio da liederista di razza anche i più reconditi angoli dei testi, forte anche di una linea di canto pulita e di un’emissione vocale sana, scevra da forzature e tensioni.
Ottima anche l’intesa artistica con Elia Macrì il quale, da parte sua, ha tra le altre cose ben interpretato anche l’unica sonata per pianoforte scritta da Berg, restituita con leggerezza ed espressività.
Pubblico, come dicevo, straripante ed entusiasta che ha sommerso di applausi i due protagonisti di una splendida serata di musica.

A seguire la locandina.

Hugo Wolf
Auck kleine Dinge, Ihr jungen Leute, Mein liebster singt, Schweig’ einmal still, Wer rief dich denn, Ich hab’ in Penna
Arnold Schönberg
Erwartung, Schenk mir deinen goldenen Kamm, Erhebung, Waldsonne
Alban Berg
Sonata n1 per pianoforte
 Dora Pejaćević
Venedig
Marij Kogoj
Češka narodna,

Rasla je roža

Vito Levi
Preludio in Fa minore, Preludio in Re bemolle maggiore, Guarda che bianca luna, Preludio in Sol maggiore
Antonio Smareglia
Ruhelos, Per le strae

 

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