Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La Fura dels Baus e Orff protagonisti all’apertura del Festival di Lubiana.

Anche quest’anno seguo il Festival di Lubiana, che tra le altre cose propone – dopo Das Rheingold e Die Walküre di qualche anno fa – le ultime due giornate del Ring wagneriano. A dirigere sarà quel geniaccio di Valery Gergiev il quale, a mio parere, è uno dei più eccitanti direttori del panorama odierno. Ieri il vernissage con i Carmina burana di Orff e la sfrenata fantasia della Fura dels Baus.
Mi sono divertito molto, anche perché Lubiana è una città molto bella e frizzante dal punto di vista culturale.
Seguirò anche altri appuntamenti, a partire dal concerto di Elina Garanča di domani 29 giugno.

Per l’inaugurazione del 65esimo Festival di Lubiana si è pensato, come pochi anni fa, a una pagina musicale universalmente nota per una manifestazione che fa della popolarità, nella sua accezione più nobile, il tratto distintivo: i Carmina burana di Carl Orff, questa volta proposti in un allestimento scenico firmato dalla Fura dels Baus.
Carmina burana è una cantata scenica in cui si alternano alcuni componimenti poetici che risalgono al Medioevo, rielaborati e trasfigurati dal compositore tedesco. Il debutto avvenne a Francoforte, nel 1937, in piena epoca nazista. La pagina è particolarmente conosciuta per l’uso (e abuso, mi verrebbe da dire) che è stato fatto del primo brano (O Fortuna), più volte proposto nella colonna sonora di film, spot televisivi e quant’altro.
In realtà l’opera è una grandiosa composizione di musica corale e i testi, per lo più almeno misconosciuti quando non incompresi del tutto, ne sono parte fondamentale.
Proprio per questo motivo ho trovato intrigante la regia di Carlus Padrissa – pur con qualche eccesso, com’è sempre per gli allestimenti della Fura –  e cioè per la capacità di far comprendere meglio il vero senso dell’opera, che è un grande viaggio adrenalinico intorno al pianeta uomo.
Difficile spiegare a parole il rutilante spettacolo, basterà sapere che vi si trovano tutti (o quasi) i tópoi del credo registico della Fura: un certo gusto per il grottesco, proiezioni immaginifiche, ironia spinta, artisti immersi in vasche d’acqua, tecnici sul palco che spostano le macchine di scena, costumi coloratissimi e una discreta voglia di provocazione. Il mix scenotecnico funziona, anche grazie – nella contingenza peculiare della location – ad alcuni schermi giganti che consentono agli spettatori più defilati negli ampi spazi della Piazza del congresso di apprezzare i particolari.
Dal punto di vista strettamente musicale, si sa, queste kermesse all’aperto presentano qualche criticità: in primis l’indispensabile amplificazione, che tende ad appiattire le dinamiche orchestrali.
Detto questo, Josep Vicent dirige con passione ed entusiasmo la Filarmonica slovena, che gli risponde con prontezza e precisione in tutte le sezioni e se qualche volta i decibel paiono eccessivi, pazienza. Ottimo anche l’amalgama tra i cori, che contribuiscono anche scenicamente alla riuscita della serata.
Apprezzabile il contributo dei solisti, tra l’altro impegnati in acrobazie che li costringono in posizioni poco ortodosse per cantare. A questo proposito addirittura eroico è sembrato il controtenore Jordi Domènech, appollaiato a qualche metro d’altezza e costretto in spazi angusti. Brava Amparo Navarro, soprano di voce gradevole e ottimo il rendimento del baritono Carlos Daza, dalla vocalità robusta e ampia. Spazio anche per le brillanti capacità di mimica e gestualità dell’attrice Luca Espinosa.
Ovviamente bissata O Fortuna in una serata trionfale, apprezzatissima da un pubblico straripante e sorvegliata con discrezione dalle forze dell’ordine, com’è inevitabile di questi tempi.

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2 risposte a “La Fura dels Baus e Orff protagonisti all’apertura del Festival di Lubiana.

  1. dragoval 28 giugno 2017 alle 4:22 pm

    Fura del Baus e Carl Orff……deve essere stato davvero uno spettacolo magnifico – e con la prospettiva di Gergiev che dirigerà Wagner…..splendide scelte, splendido programma (non vedo l’ora di leggere poi i tuoi resoconti in merito, sperando che gli allestimenti siano pienamente all’altezza delle aspettative).

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    • Amfortas 29 giugno 2017 alle 8:25 am

      Dragoval, ciao. Sì è stata una bella serata, anche se si è riconfermata – per certi versi – la famosa sentenza di Toscanini che sosteneva che “all’aperto si gioca a bocce e non si fa musica”. La valutazione di queste kermesse deve essere fatta con la cautela che impongono l’amplificazione e il disturbo di elementi esterni come il vento, cani, gatti e spettatori ululanti 😉
      Per il futuro vedremo, Geriev per me è una garanzia!
      Ciao e grazie.

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