Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Madeleine o alla ricerca di foto ed emozioni perdute.

Non è andata malissimo eh (strasmile)…foto di Linda.

_2FS7892-1Quando si porta a termine un progetto è sempre un bel giorno, quasi a prescindere dal progetto stesso direi._2FS7884-1
Così è oggi per me, perché dopo un anno e grazie alla fondamentale collaborazione di amici e colleghi fotografi, esauriti (o quasi…) i preparativi vari sono riuscito a dare forma concreta a un’idea che avevo in testa da molto tempo: una mostra fotografica._2FS7920-1
La genesi è stata piuttosto accidentata – una frase che ho scritto spesso su questo blog a proposito di opere liriche – perché gli inconvenienti sono un po’ come gli esami e non finiscono mai.
Così tra centinaia di flyer stampati per niente e problemi logistici spettacolari finalmente sabato, al Dolomitiko di Via Torino 30 a Trieste, nel pieno della movida triestina, nascerà Madeleine, la nostra mostra fotografica. L’esposizione sarà visitabile sino al 6 gennaio 2018._2FS7888-1
Abbiamo una pagina Facebook, un account Twitter e un altro ancora su Instagram.
Potete insultarci liberamente anche in codeste sedi, oltre che qui o, per i più arrabbiati, di persona (strasmile).
Non mi fate paura: ho sopportato senza grandi danni attacchi di direttori d’orchestra, soprani, registi, tenori, bassi e baritoni. Persino un controtenore, porca miseria, ha cercato di farmi del male (smile).
Insomma, sembra proprio che questa buffonata che scrissi tempo fa possa tornare attuale, ma più seriamente.
Queste sono le informazioni essenziali, perciò i più pigri possono anche saltare la parte leggi il resto dell’articolo qui sotto, in cui spiego perché ho scelto Madeleine come nome per la mostra e do anche qualche informazione più specifica sul progetto in generale.

Perché Madeleine?

A Marcel Proust il sapore di una madeleine – un dolcetto da colazione la cui reale natura è ancora oggetto di dibattito tra gli esegeti dello scrittore –  scatenò una serie di emozioni e ricordi tali da portarlo a scrivere la sua monumentale À la recherche du temps perdu (Alla ricerca del tempo perduto) in sette volumi in cui – semplificando molto – ripercorre la propria vita.
La madeleine è quindi un simbolo, una metafora, qualcosa che è intrinsecamente diverso da ciò che sembra. Forse un veicolo che ci porta in un mondo che non c’è più oppure, forse, un mezzo per capire come è cambiato il mondo negli anni.
Ora, il nostro progetto si ispira da lontano alla Recherce ma è meno ambizioso e assai più sintetico: attraverso il linguaggio della fotografia abbiamo creato un percorso dell’anima fatto di immagini che, in qualche modo, ci ricordano i luoghi (o non luoghi, chissà) dell’infanzia.
Le nostre madeleine sono state cercate con attenzione per vie anche non agevoli, tornando in luoghi quasi dimenticati nello spazio e nelle pieghe della mente. Ri-visitare certe terre di confine può essere terapeutico quando non addirittura salvifico ed è in ogni caso un viaggio emozionante che, a nostro parere, ha anche una valenza culturale di recupero o almeno ricordo di certe tradizioni.
Lo sguardo è però quello sereno della memoria, non quello del malinconico rimpianto. I tempi cambiano e dobbiamo essere capaci di reinventarci per proseguire il nostro cammino.
Per quanto riguarda noi è stato un itinerario interessante perché è affiorata qualche affinità, qualche punto di intersezione tra persone che hanno età e interessi diversi.
Ed è per questo motivo che Madeleine ha l’aspirazione di essere, per il breve tempo che vivrà, una mostra aperta e in divenire.
Accanto alle opere esposte ci sono due cornici vuote: sono gli spazi che vorremmo fossero riempiti con le foto di chi si sente ispirato dai nostri scatti, e magari desidera unire il proprio ricordo ai nostri.
In questo modo Madeleine potrebbe essere viva e palpitante e parlare a un pubblico più vasto.
È una scelta rischiosa e forse un po’azzardata, la nostra, ma i ricordi, le speranze, sono un patrimonio collettivo da conservare e divulgare.
Buon viaggio, allora.

6 risposte a “Madeleine o alla ricerca di foto ed emozioni perdute.

  1. felice567 25 novembre 2017 alle 10:45 am

    Peccato non esserci: avrei portato anch’io la mia madeleine. A teatro augurare buona fortuna non porta bene, non so come si dica per un evento fotografico: tanto fuoco!

    "Mi piace"

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