Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Don Giovanni di Mozart a Lubiana: un’occasione per due chiacchiere semiserie.

Un paio di settimane fa, prima che il mio tendine d’Achille decidesse di vivere un paio di mesi costretto nel gesso (strasmile), sono andato a Lubiana a vedere il Don Giovanni di Mozart al Teatro dell’Opera.
Non scriverò una classica recensione, ma l’occasione mi ha dato lo spunto per qualche considerazione laterale.1_DSTx_8826
Piccolo inciso: in questi giorni a Lubiana sono in programmazione (tra gli altri) Don Giovanni e Káťa Kabanová di Leóš Janáček, quest’ultima nella bellissima produzione che vidi due anni fa e che vale proprio il viaggio. Triestini, in marcia!
Dunque, Don Giovanni. La produzione che ha aperto la stagione è stata recensita dall’ottima Rossana Paliaga qui, su OperaClick.
Il libertino di Mozart, si sa, è uno dei titoli più rappresentati in assoluto e ovviamente è stato declinato registicamente in migliaia di modi. È la classica opera che si presta alle letture anche più stravaganti perché tratta di un mito (qui la recensione di un libro ad hoc sui miti, bellissimo) entrato nell’immaginario collettivo e talmente popolare da essere ormai anche citato – anche a sproposito – da persone che di lirica sanno nulla.4_DSTx_9069
In questo caso il regista Diego De Brea opta per la messinscena di uno spazio atemporale caratterizzato da un taglio cinematografico accattivante, quasi da day after o da fumetto noir, mentre i costumi sono in linea con la scelta di non connotare temporalmente la vicenda. Le luci, quasi sempre direzionali e violente (anche troppo, incidentalmente), contribuiscono a rimarcare un’atmosfera livida, tenebrosa e inquietante.
Ne esce un Don Giovanni di quelli che piacciono a me, cinico e freddo, calcolatore e cattivo, che effettivamente smorza di molto la parte più burlesca e spumeggiante del carattere (dramma giocoso, dovrebbe essere) ma che a mio parere risolve bene il personaggio che mantiene certi indispensabili tratti di ambiguità. Correttamente il doppio di Don Giovanni, Leporello, è plasmato sulla stessa linea interpretativa.18_DSTx_0060
Più convenzionale il lavoro registico sugli altri protagonisti che vede la consueta Donna Elvira ipercinetica e agitata, una Donna Anna sensuale ed evasiva, Don Ottavio cicisbeo inutile ma un po’ più virile della norma, Masetto teneramente vendicativo e un Commendatore molto, ma molto imbestialito.
Interessante, invece, la scelta di sottrarre Zerlina da bamboleggiamenti e moine proprie di una tradizione ormai stanca e ripetitiva facendone una furbona, sensuale e tutt’altro che innocente e pudica.
La compagnia di canto (i nomi a seguire in locandina) è stata complessivamente all’altezza della situazione, ma mi sento di spendere qualche parola supplementare di elogio per Martha Hirschmann, Donna Elvira, che vorrei risentire in un teatro più ampio ma che comunque è stata eccellente alla prima del 25 gennaio scorso.
Unica, parziale, criticità è stata la direzione di Živa Ploj Peršuh, un po’ troppo morbida nel contesto. Va detto però che il direttore è subentrata all’ultimo momento per improvvisa indisposizione del previsto Loris Voltolini.26_DSTx_0628
Ovviamente una visione così dura del capolavoro mozartiano non avrebbe sopportato il sestetto finale consolatorio o come volete chiamarlo, ma si è chiusa con la discesa agli inferi del protagonista.
Quello che mi interessa sottolineare è come a pochi chilometri da Trieste si possa vedere e godere di un teatro lirico moderno, attuale, privo di quella austera sacralità che sempre più sembra parente stretta di una sostanziale mancanza di idee che di una convinta scelta di affidarsi a una tradizione ammuffita e noiosa, stantia.28_DSTx_0778
E vale anche per la Káťa Kabanová citata all’inizio. Inoltre, a mio parere, entrambe le produzioni non mi sono parse certo inutilmente opulente e quindi dispendiose.
Chi vuol intendere intenda.
Un saluto a tutti e alla prossima, che presumibilmente sarà il consueto post di introduzione alla Fille du régiment di cui è prevista la prima al Teatro Verdi di Trieste, il 16 febbraio.

Foto: SNG Opera in balet Ljubljana / Darja Štravs Tisu

Don Giovanni Jože Vidic
Leporello Peter Martincic
Donna Anna Urška Arlič Gololičič
Donna Elvira Martha Hirschmann
Zerlina Norina Radovan
Masetto Darko Vidic
Don Ottavio Dejan Maksimilijan Vrbancic
Il Commendatore Luka Ortar
Direttore Živa Ploj Peršuh
Regia e scene Diego De Brea
Costumi Blagoje Micevski
Maestro del coro Zelika Ulcnik Remic
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Lubiana
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