Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il sonno della ragione genera mostri, ma anche il letargo del corpo non è granché.

Come alcuni dei miei happy few sanno, quando sono andato alla Risiera di Trieste per corredare di alcune foto l’articolo per la Giornata della Memoria sono incorso in uno spiacevole incidente.

Mai distrarsi!


Certo, ho sbagliato io a pensare che alla mia veneranda età mi possa ancora cimentare in sport estremi come lo scendere dall’automobile (strasmile), ma pazienza. Il tendine di Achille sinistro ha ritenuto di abbandonarmi e ho dovuto solo accettare la sua decisione, che peraltro mi è costata quasi tre mesi di immobilità.
Tra l’altro è stato meraviglioso dal punto di vista sociologico il minuto successivo all’incidente, perché sono quegli episodi che ti fanno recuperare fiducia nel genere umano.
Insomma ero disteso a pelle d’orso sull’asfalto, dolorante e piuttosto stravolto; a qualche metro la reflex, rotolata via, un po’ più in là il cavalletto.
Per fortuna un giovanotto – ero nel parcheggio di un affollato supermercato – mi ha visto e premurosamente mi si è avvicinato chiedendomi:

Cosa è successo?
Credo di essermi fatto male a una gamba
– risposi –
Ah ok, pensavo le fosse preso un infarto! – e girò le spalle e con passo veloce se ne andò lasciandomi lì disteso a terra –

Io ci misi quel quarto d’ora a rialzarmi, recuperai l’attrezzatura e comunque entrai in Risiera a scattare le foto che, noteranno gli esperti, sono effettivamente leggermente mosse (stasmile).
Dunque mi sono ritrovato con una gamba in gesso, a gennaio e in carrozzina.
Siccome sono facile alle discese negli inferi dal punto di vista psicologico, ho pensato che assolutamente avrei dovuto trovare una exit strategy. Mi imposi quindi, tra le altre cose, di scattare foto, tante foto, anche in quelle condizioni di disagio. Per tenere occupata la mia mente ondivaga e instabile, ecco.
Perciò in attesa del prossimo post che riguarderà gli esiti artistici di un Macbeth a Lubiana, vi propongo alcuni scatti di quel periodo che in certi casi riflettono perfettamente l’umore contingente. Vedrete animali di pelouche che si animano e altri nuovi mostri.
Perché lo faccio? Perché le forme di Arte, anche praticate da lontano e in modo dilettantesco sono terapeutiche e soprattutto, ora che sto meglio, mi tornano utili per mettere un punto fermo su quel periodo e lasciarmelo alle spalle.
Sono graditi commenti e considerazioni, ovviamente, e pensate che poteva andarvi peggio: avrei potuto allegarvi i file delle mie solitarie esibizioni canore di arie d’opera (ultrasmile).

Se volete vedere le foto, cliccateci sopra.

Annunci

10 risposte a “Il sonno della ragione genera mostri, ma anche il letargo del corpo non è granché.

  1. giacinta 13 maggio 2018 alle 4:57 pm

    Bellissime le composizioni old style, nature morte estremamente vitali.

    p.s.
    Mi chiedo quali oggetti assembleresti per un old style nostrano.

    Mi piace

    • Amfortas 14 maggio 2018 alle 8:24 am

      Giacinta, ciao. Grazie per l’apprezzamento 😉
      Una volta scattai per un concorso a tema “Italia” e diedi un’interpretazione piuttosto severa che non fu particolarmente apprezzata, diciamo così. Quando torno a casa vedo se riesco a postarla qui, magari aggiungendola alla gallery già presente. Sii fiduciosa, quindi 😉
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  2. fausta68 14 maggio 2018 alle 6:06 am

    Suggestive le foto, noto che è molto più cupo il tuo pensiero quando fotogtafi persone e più leggero con le “cose”.
    Spero che ti sia rimesso completamente!

    Mi piace

    • Amfortas 14 maggio 2018 alle 8:30 am

      Fausta, ciao. Noti bene, perché preferisco di gran lunga fotografare oggetti inanimati che persone e, quando lo faccio, cerco di trasformarle come in questo caso. Peraltro le foto cupe, come dici tu, sono state apprezzate molto perché hanno vinto un concorso. Quello che vedi immortalato è mio fratello, le cui sembianze ho trasformato con un certo sadismo 😂
      Sto meglio, ma per tornare come prima (ammesso che sia un bene!) ci vorranno ancora un paio di mesi come minimo.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  3. felice567 14 maggio 2018 alle 2:31 pm

    Condivido assolutamente le ragioni terapeutiche dell’esercizio dell’A/arte, a qualsiasi livello, anche amatoriale, che poi le sue direi che sono anche tecnicamente ben eseguite. La mia personale classifica. Primo posto: L’apparizione, una sorta di Velo della Veronica. Secondo: Vecchia Signora. La meta-fotografia (???) ha sempre il suo fascino. Terzo: Morta di una caffettiera. (Avrei titolato meglio: IN morte di una caffettiera). Su tutte e tre aleggia la malinconia e la tristezza… espressa però in modo ironico. Si capisce che non è stato un bel periodo (mi auguro sia passato!). Vabbe’, ho detto la mia, spero dei non aver toccato corde sensibili e di non essere stato inopportuno… ma mi premeva ringraziarla per il suggerimento di Le morti felici, di Giorgio Galli. Nella mia totale e crassa ignoranza (come per l’opera, d’altronde, ma qui mi corre in soccorso lei), avevo scambiato l’autore per il famoso storico/politologo, e mi stupivo che avesse scritto un libro di fiction. Felice d’aver scoperto che invece trattasi di un giovane con una bella penna, che, in modo leggero, mi ha immerso in vite (morti, soprattutto) di persone che non conoscevo con un taglio poetico.
    P.S.: ci davamo del tu? Non ricordo

    Mi piace

    • Amfortas 14 maggio 2018 alle 3:19 pm

      Felice, ciao, certo che ci diamo del tu, non c’è bisogno di formalità su di un blog e soprattutto con un cantastorie come me!
      Grazie dei feedback sulle foto, sempre preziosi. Bello anche il suggerimento sul titolo, direi proprio che ci hai preso.
      La fotografia è comunicazione (scrivere con la luce) e prevede il dialogo, altrimenti che comunicazione sarebbe?
      Per quanto riguarda Galli è stata una bella sorpresa anche per me e sono contento che il mio consiglio sia stato apprezzato.
      Ciao e grazie!

      Mi piace

  4. SERGIO SESTOLLA 15 maggio 2018 alle 9:16 am

    Per me “Morte di una caffettiera” va decisamente al primo posto.

    Ciò, oltre che per inconfutabili motivi artistici, per motivi personali, perchè io la caffettiera la “ucciderei”, in quanto rappresenta una spina nel fianco, una mia assoluta nemica, in conseguenza del fatto che quando è “viva” mi fa sovvenire continuamente che . . . . . .

    MI SCORDO TUTTO
    (La caffettiera)

    Mi scordo tutto… e che ci posso fare?
    Mica lo voglio!…. Càpita!… E’ l’età?…
    Già fin dalla mattina è un lottare
    fra ciò che faccio e ciò che fatto va.

    La mia nemica è la caffettiera:
    d’accordo con mia moglie lo fa apposta,
    per farmi complessare, perché spera
    che io mi arrenda… Ah, che faccia tosta!…

    Si fa chiudere zitta pure se
    di acqua io non l’abbia riempita,
    o, spesso e volentieri, di caffè…
    E che mi bevo il vuoto?… E’ riuscita,

    soltanto per dispetto, ad accettare
    che dentro il filtro io abbia messo
    zucchero e no caffè… Che ve ne pare?
    …già dalle sei mi si vuol fare fesso!

    L’ammazzerei per questi dispetti,
    ma non muoiono mai le Bialetti.

    Però resisterò… E no… e no!…
    Il tempo è passato . . . e con ciò?

    Non sono vecchio… Quanti anni ho?
    …E chi se lo ricorda!…“Boooh!”… che so?!

    Okkei, mi scordo tutto. . . per non dire
    che pur mi son scordato di morire!

    (Sergio Sestolla)

    Liked by 1 persona

    • Amfortas 15 maggio 2018 alle 3:21 pm

      Sergio Sestolla, ciao! Mi sa che le nostre caffettiere sono…parenti e, come recita la saggezza popolare parenti serpenti. Purtroppo sono sempre di più gli oggetti che mi si rivoltano contro…e credo proprio che non sia un problema loro 🙂
      Grazie della tua scelta e dei versi, sempre apprezzati come sai.
      Ciao e grazie.

      Liked by 1 persona

  5. vittynablog 15 maggio 2018 alle 9:08 pm

    Complimenti Amfortas per le belle fotografie. Ancor più belle se si pensa al contesto in cui l’hai scattate. Complimenti davvero, sei un artista a tutto tondo 🙂 Strana la gente, quel ragazzo invece di aiutarti ha pensato bene, dato che non eri in pericolo di morte, di voltarti le spalle e andarsene…be’ almeno non si è portato via la macchina fotografica. Pensiamo alla cosa positiva!

    Mi dispiace sapere che sei stato così male. Spero sia tutto superato e che tu possa riprendere la vita di sempre.

    Posso lasciarti un abbraccio? Ciao carissimo!!!!

    Mi piace

    • Amfortas 16 maggio 2018 alle 8:29 am

      Vitty, ciao. Prima di tutto grazie dell’abbraccio virtuale, che fa sempre piacere. Non sono un artista ma solo un fotografo dilettante piuttosto cocciuto e cerco di migliorarmi; qualche volta ottengo discreti risultati, altre volte meno ma ci provo sempre.
      Per quanto riguarda il mio incidente non è nulla di irreparabile, ancora un paio di mesi di pazienza e riabilitazione e tornerò come prima! Che la gente sia strana non lo scopriamo oggi ma effettivamente il comportamento del tipo mi ha un po’ spiazzato, per quanto lo trovi irresistibilmente comico e indicativo dei tempi. Buttiamola sul ridere, che è quasi sempre una buona idea.
      Ciao e grazie!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: