Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Grande concerto a Lubiana con Paavo Järvi. A Trieste ci accontentiamo di Dante.

Dopo la brillante inaugurazione del Festival di venerdì sera, il primo concerto di luglio ha visto protagonisti Paavo Järvi sul podio della Münchner Philharmoniker e il pianista Piotr Anderszewski, impegnati in un programma molto interessante, vario e complessivamente non troppo inflazionato.

LAYOUTFOTOS; BITTE FEINDATEN ANFORDERN Probe der deutschen Kammerphilharmonie Bremen mit Paavo Järvi

Oggi, intanto, in quel di Milano sarà presentata la nuova stagione lirica (e credo anche sinfonica) del Teatro Verdi di Trieste.
Qualcuno potrebbe chiedere “Perché a Milano e non a Trieste?”
Risposta facile: Allianz, diventata main sponsor del Verdi ha deciso così. La presentazione, infatti, avrà luogo in una nuova location della società, al 47esimo piano della Torre Allianz.
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare.

Il concerto si è aperto con la controversa Sinfonia in Re minore “Nullte” di Anton Bruckner che ascoltavo dal vivo per la prima volta. Si tratta di un lavoro in cui, per quanto in fieri, si possono già individuare gli elementi fondanti del sinfonismo bruckneriano, nonostante l’autore stesso abbia mostrato una certa disaffezione per questa composizione scritta nel 1863: una certa magniloquenza, certo, ma anche un’avvolgente ispirazione melodica mi sono sembrati i tratti salienti di una pagina dall’architettura musicale forse non troppo equilibrata ma comunque coinvolgente.
Strutturata nei classici quattro movimenti, mi pare di poter dire che la sinfonia alterni momenti di grande suggestione ad altri in cui emerge una certa sensazione di routine, certo di altissimo livello, ma complessivamente meno convincenti.
Eccellente, invece, l’interpretazione di Paavo Järvi il quale, con gesto di rara pulizia, attentissimo alle dinamiche e concedendo poco o nulla all’esteriorità, ha guidato a una prova formidabile l’orchestra che ha brillato in tutte le sezioni per compattezza di suono e precisione anche negli attacchi più scoperti.
La seconda parte della serata prevedeva l’esecuzione del Concerto per pianoforte n. 3 in mi maggiore di Béla Bartók.
Esempio paradigmatico di compositore e pianista, Béla Bartók è uno dei grandi geni del Novecento e, per certi versi, mi è sembrato che la pagina musicale, scarna ed essenziale, abbia trovato un interprete ideale in Piotr Anderszewski che è parso sin troppo controllato nell’esecuzione, ovviamente impeccabile dal lato tecnico, che forse avrebbe tratto giovamento da un brio maggiore, soprattutto nel rondò finale che è scivolato via senza troppe emozioni. Ottimo il dialogo con l’orchestra, ben sostenuto da Järvi, che anche in questo caso è riuscito a lasciare un’impronta personale in particolare nel secondo movimento, permeato di raccoglimento e solennità.
Ancora la musica del Novecento protagonista nella terza parte del concerto, seppure le radici risalgano a una delle icone della musica tedesca dell’Ottocento e cioè il mai troppo lodato Carl Maria von Weber.
La Sinfonische Metamorphosen di Paul Hindemith è una composizione peculiare di difficile collocazione perché di ispirazione complessa e variegata. Vi si alternano passi quasi jazzistici (in particolare nel secondo movimento) ad altri che ricordano una certa ripetitività grottesca cara a Šostakovič passando attraverso momenti quasi da magniloquente sinfonismo del Bruckner di cui sopra.
Impossibile non spendere, in questo caso, un encomio per le prime parti – legni e fiati, nello specifico –  della straordinaria orchestra tedesca, ancora una volta brillantemente guidata da Paavo Järvi.
Alla fine il pubblico, numeroso ma meno di quanto mi aspettassi, ha tributato un grande successo a tutti e un vero e proprio trionfo, meritatissimo, al direttore estone.

 

 

 

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7 risposte a “Grande concerto a Lubiana con Paavo Järvi. A Trieste ci accontentiamo di Dante.

  1. illeguleio 3 luglio 2018 alle 12:21 pm

    Si parla sempre di avvicinare il teatro alla gente, però in effetti non si era specificato di dove dovesse essere la gente a cui si intendeva avvicinare il teatro!

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  2. Paolo 3 luglio 2018 alle 3:07 pm

    Ciao Paolo,
    Da quel che leggo nelle tue cronache musicali a Lubiana, molto spesso ci sono concerti od opere con artisti, orchestre e cantanti di grande valore, artistico ed economico. Tanto meglio per gli appassionati sloveni. (qui da noi, invece…) Mi viene spontanea pero’ qualche domanda poiché non credo che questi artisti diminuiscano i loro “corrispettivi ” per l’occasione.
    Sapendo che Lubiana è un po’ più grande di Trieste: Ci sono più amanti della grande musica che da noi, e disposti a mettere un prezzo di biglietto più alto? Hanno sale da concerto più grandi? Oppure il loro Ministero della Cultura investe più fondi? Per farla breve: “Chi ghe dà i schei?”

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    • Amfortas 3 luglio 2018 alle 4:18 pm

      Paolo, ciao. Ci sono alcune distinzioni da fare, nel senso che noi triestini continuiamo a considerare Lubiana come facevamo tanti anni fa, con un certo senso di superiorità. Non era giustificarto una volta e oggi fa ridere. Lubiana è la capitale della Slovenia, stato indipendente, e per le capitali lo stato trova sempre soldi. IL Festival è sempre stato di alto livello ed è arrivato alla 66esima edizione. I biglietti sono quasi sempre a prezzi popolari, molto meno cari che a Trieste, così come complessivamente in Slovenia sono più bassi che in Italia.
      C’è di buono che la prossima stagione triestina si presenta piuttosto bene: ne parlerò nei prossimi giorni.
      Ciao e grazie!

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      • Rob 5 luglio 2018 alle 10:36 pm

        Cari Amfortas e Paolo, e’ tutto relativo. I prezzi (soprattutto degli abbonamenti) per i concerti di musica classica e danza a Zagabria (Lisinski, Teatro Nazionale Croato) sono generalmente molto inferiori rispetto a Lubiana (Cankarjev Dom, Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto) anche quando le due citta’ vengono visitate dalla stessa orchestra con lo stesso programma. Confrontando il Lisinski e il Cankarjev Dom: a Zagabria ci sono un po’ di piu’ posti ma i prezzi sono molto piu’ elevati. In Slovenia si cerca di guadagnare di piu’ e la chiamano “politica di marketing diversa”. Trieste e’ piu’ cara. Il Chinese Dance Theatre di Lanzhou si presenta a Lubiana l`11 luglio 2018 con biglietti a 49, 39,29 e 19eu mentre all’Emilia Romagna Festival a Forli’ l’8 luglio 2018 la stessa troupe e lo stesso programma vengono offerti a 15 e 10eu, sotto i 10 anni gratuito. I biglietti per la stessa orchestra sinfonica in tour per es. a Ravenna sono inferiori rispetto a Lubiana. Quest’anno pero’ il Royal Concertgebow Orchestra ha prezzi ragionevolissimi (progetto europeo?) per il concerto di Lubiana a settembre. Non ci sono regole particolari dipende pure dagli sponsor che variano da rappresentazione a rappresentazione. Per la musica classica esiste un gruppo abbastanza ristretto di fedelissimi, un gruppo di studenti con I biglietti scontati, poi c’e il richiamo dei “grandi nomi” con spettatori con biglietti gratuiti offerti dalla ditta sponsor ai propri dipendenti e partner professionali ed infine ci sono gli appassionati dei paesi vicini e i turisti casuali della capitale slovena. Il Ministero della Cultura distribuisce soldi un po’ a tutti cmq. solitamente non si tratta di cifre elevate.

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      • Amfortas 6 luglio 2018 alle 8:20 am

        Rob, ciao. Preziose le tue precisazioni in merito al costo dei biglietti. Secondo me ci sarebbe ulteriormente da indagare la differenza, fondamentale, tra le sale da concerto e i teatri all’italiana. Di solito nelle prime, anche in occasione di opere in forma di concerto, si vede e sente benissimo ovunque, mentre in moltissimi teatri ci sono posti venduti a prezzi assurdi (in Italia) in cui non si vede nulla. E, soprattutto in caso di opere è un problema non da poco perché non si capisce dove vogliamo andare a parare i registi. Cosa che succede anche in posti di ottima visibilità, qualche volta 😂
        Ciao e grazie.

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      • Rob 5 luglio 2018 alle 10:39 pm

        Correzione: al Lisinski i prezzi sono molto piu’ bassi rispetto al Cankarjev Dom.

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