Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Al Festival di Lubiana il tenore Marcelo Álvarez entusiasma il pubblico: prossimo appuntamento col Rigoletto.

A parte il consueto telefonino, come già per il concerto di Diana Damrau, tutto bene (strasmile)
Nell’ambito delle numerose manifestazioni del Festival di Lubiana consideravo il recital di Marcelo Álvarez come un appuntamento imperdibile, sia per questioni affettive personali – vidi “nascere” Álvarez artisticamente e l’ho ascoltato poi innumerevoli volte – sia per il valore del cantante.
Non hanno fatto lo stesso ragionamento gli appassionati sloveni i quali, inopinatamente, non hanno certo affollato la grande sala del Cankarjev dom. Certo, c’erano comunque parecchie persone ma me ne sarei aspettate molte di più.
Qualche riserva, ex ante, l’avevo invece sul programma del concerto che si presentava come un mix privo di un vero e proprio filo conduttore: circostanza che ha nuociuto, a dire il vero, più all’Orchestra Filarmonica di Zagabria che ad Álvarez stesso.
Non che si siano verificati problemi particolari, ma mi pare di poter affermare che Constantine Orbelian non abbia sempre trovato la necessaria varietà di dinamiche nelle numerose Ouverture proposte, limitandosi a un generale mezzoforte che ha mortificato le pagine tratte da Norma e Il barbiere di Siviglia, per esempio, mentre più centrati sono sembrati gli intermezzi da Manon Lescaut e Cavalleria Rusticana o il famoso can-can di Offenbach tratto dall’Orphée aux Enfers. La compagine croata è comunque capace di un suono bello e omogeneo, in cui spiccano le sezioni degli archi e dei legni.
Nell’accompagnamento alle arie le cose sono andate meglio, anche perché Álvarez ha dettato, diciamo così, l’agenda al podio.
Personalità e comunicativa debordanti, qualche gigionata d’antan (nei tre bis), musicalità ancora immacolata: queste le caratteristiche che hanno accompagnato da sempre la ormai lunga carriera del tenore argentino. La voce è del tutto diversa dagli esordi, com’è logico che sia, ma conserva ancora quell’empatica solarità di timbro che la rende immediatamente riconoscibile: gli armonici si sono invece affievoliti, smagriti, un po’ come l’artista stesso che ha perso molti chilogrammi rispetto a pochi anni fa.
Nella prima parte del concerto, dedicato alla musica francese, ho apprezzato molto la capacità di fraseggio e le nuance interpretative del tenore: emozionanti e ben cantate le arie da Le Roy d’Ys , Le Cid e soprattutto la romanza del fiore da Carmen, in cui anche con pochi gesti scenici Álvarez è riuscito a ricreare tensione emotiva entrando nel personaggio.
Dopo l’intervallo è stato il Verismo a farla da padrone, con l’eccezione di un partecipato E lucevan le stelle da Tosca. Arie impegnative per la tessitura scomoda, tutta sul passaggio, che hanno creato qualche difficoltà di legato e nell’emissione, che è parsa meno morbida che nella prima parte, soprattutto nella celeberrima aria di Canio da Pagliacci. Decisamente migliori le esecuzioni di È la solita storia del pastore e soprattutto di Giulietta! Son io! In cui Álvarez ha trovato accenti commoventi e allo stesso tempo una sobrietà interpretativa esemplari.
Il pubblico ha decretato un gran successo alla serata, con applausi prolungati a orchestra, direttore e solista. Álvarez ha concesso tre bis a furor di popolo: due arie di zarzuela (Amor, vida de mi vida e No puede ser) e, per finire, un gioioso evergreen nazional popolare come ‘O sole mio.

J.Offenbach Ouverture da Orphée aux Enfers
E.Lalo Vainement, ma bien aiméè da Le Roy d’Ys
G.Puccini Intermezzo da Manon Lescaut
G.Bizet La fleur que tu m’avais jetée
P.Mascagni Intermezzo da Cavalleria Rusticana
J.Massenet O souverain, o juge, o père da Le Cid
R.Zandonai Giulietta! Son io! da Giulietta e Romeo
V.Bellini Ouverture da Norma
F.Cilea È la solita storia del pastore
C.Gounod Adagio dal Faust
R.Leoncavallo Vesti la giubba da Pagliacci
G.Rossini Ouverture da Il barbiere di Siviglia
G.Puccini E lucevan le stelle da Tosca
Tenore Marcelo Álvarez
Direttore Constantine Orbelian
Orchestra Filarmonica di Zagabria

2 risposte a “Al Festival di Lubiana il tenore Marcelo Álvarez entusiasma il pubblico: prossimo appuntamento col Rigoletto.

  1. Don José 24 agosto 2018 alle 4:29 PM

    Anche tu lo segui da quel Rigoletto del ’96 alla Sala Tripcovich(dove mi sbalordi’ nel 2° cast)?

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