Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Mensili: dicembre 2018

La Top 10 degli articoli del 2018.

Anche quest’anno siamo ai titoli di coda e perciò si impone (si fa per dire) il solito post di chiusura in cui evidenzio gli articoli più letti nel corso del 2018.
Intanto desidero ringraziare tutti i fedelissimi lettori perché si soffermano a leggere le mie recensioni o altro: sono scritte in un italiano stentato, inutilmente prolisse e autoreferenziali (strasmile). Credo che – nonostante tutto – la famosa cloaca a cielo aperto chiamata Facebook in qualche modo mi favorisca perché in quella sede la gente fa di peggio: non è facile, ma ci riescono agevolmente (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Qui la voce mia soave, parte seconda.

Dopo la prima puntata, che ha riscosso confortanti risultati e consensi, ecco qui la mia seconda chiacchierata sull’opera lirica.
Questa volta affronto un argomento un po’ più spinoso, se qualcuno vuol dire la sua in merito è il benvenuto.

La serenità delle feste natalizie espressa in sintesi.

Natale 2018_00001

Da Trieste a Venezia, da Lubiana a Budapest: un po’ qua e un po’ là, insomma.
Anche quest’anno nonostante qualche incidente di percorso sono state una cinquantina le serate passate a teatro, da dove esco con un umore sempre migliore di quando entro qualche ora prima.
Perciò auguri a me, alla mia famiglia, ai miei amici e a tutti coloro che mi vogliono bene.
Agli altri, sia detto serenamente, fanculo.

Qui la voce mia soave.

Come molti dei miei happy few sapranno, oltre a esercitare critica musicale su questo blog sono anche vicedirettore di OperaClick con cui collaboro da ben tredici anni.

Proprio su codesta testata giornalistica da qualche giorno è online un podcast con alcune mie considerazioni su recenti spettacoli teatrali, da Milano a Venezia, da Genova a Trieste.

Lo potete trovare qui, così potrete dare una voce a questo Amfortas che leggete da tanti anni. Sono gradite, ovviamente, considerazioni, critiche e insulti (Strasmile).

Sapete già come sono fisicamente, anche se la fotografia non mi rende giustizia,  nel senso che dal vivo sono molto più repellente (simile).

Insomma fate uno più uno e vedete un po’ voi che risultato ottenete!

Recensione espressa di Attila di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala di Milano: il flagello della noia.

È andata, dai.

Repetita iuvant.

Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.

Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento. Leggi il resto dell’articolo

Divulgazione semiseria dell’opera lirica: la prima del Teatro alla Scala di Milano vedrà protagonista Attila di Giuseppe Verdi, il flagello dei nasi.

Dunque, siamo nell’imminenza della prima scaligera, evento che scatena gli istinti più bassi – e già non sono alti di solito – dei melomani: quest’anno l’onore e l’onere dell’apertura spetta all’Attila composto da Giuseppe Verdi. Un’opera che non è mai entrata davvero nel cuore degli appassionati ma che, almeno dal mio punto di vista, non è certo così disprezzabile.
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Stagione della Società dei concerti di Trieste: serata da ricordare con i Philharmonisches Capriccio Berlin, il sestetto d’archi dei Berliner.

Nel settembre del 1971, Herbert von Karajan inaugurò la stagione della Società dei concerti di Trieste con i “suoi” Berliner Philharmoniker di cui era a quel tempo Direttore stabile: negli anfratti di casa mia ci deve essere ancora il programma di sala della serata. Leggi il resto dell’articolo

Un popolo di santi, poeti, navigatori e assassini. Tutti presenti al Festival Wunderkammer a Trieste alla Torre del Lloyd.

A Trieste, si sa, l’offerta culturale è sovrabbondante e molto al di sopra delle possibilità di ricezione di una città demograficamente anziana di poco più di duecentomila anime. Leggi il resto dell’articolo

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