Di tanti pulpiti.

Dal 2006, episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Qui la voce mia soave, parte seconda.

Dopo la prima puntata, che ha riscosso confortanti risultati e consensi, ecco qui la mia seconda chiacchierata sull’opera lirica.
Questa volta affronto un argomento un po’ più spinoso, se qualcuno vuol dire la sua in merito è il benvenuto.

2 risposte a “Qui la voce mia soave, parte seconda.

  1. Enrico 8 gennaio 2019 alle 2:13 PM

    Giusta riflessione al termine, credo anch’io che l’opera si sia evoluta passando dal melodramma dell’800 al teatro in musica del ‘900 (che aveva ancora molte affinità col melodramma) all’opera contemporanea, che a mio avviso è ancora teatro in musica ma rivolto ad un pubblico abituato a cinema e TV, quindi ad un tipo di narrazione più “diretta” se così si può dire.
    Peraltro trovo che l’erede diretto del melodramma possa essere trovato in opere cinematografiche che riuniscono grandi effetti speciali con suggestive musiche “di scena” – ebbi questa impressione quando due anni fa vidi al cinema “La bella e la bestia” della Disney (che per inciso mi piacque molto)

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    • Amfortas 8 gennaio 2019 alle 3:59 PM

      Enrico, ciao. Non possso che condividere quanto dici.
      L’opera si evolve e oggi parla al pubblico con un linguaggio contemporaneo. Temo che un’opera moderna scritta con gli stilemi del melodramma classico sarebbe un disastro…ma chissà…non si sa mai.
      Ciao e grazie!

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