Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il concerto di Capodanno al Teatro Verdi di Trieste: un buon inizio.

Insomma, ricominciamo e ancora auguri a tutti!

Olga Dyadiv

Il Teatro Verdi di Trieste ha salutato l’anno nuovo e il suo pubblico con un concerto straordinario che si è svolto proprio per Capodanno. Una scelta inconsueta a queste latitudini ma, a giudicare dal sold out registrato al botteghino, gradita dalla cittadinanza: fila interminabile per entrare e parecchie le persone rimaste senza biglietto.
Fa piacere vedere il teatro in gran spolvero, addobbato con gusto cordiale tipicamente festivo, con orchestra e coro schierati a fare da sfondo al breve intervento del sovrintendente Stefano Pace e alle dichiarazioni più impegnative e ridondanti del Sindaco Roberto Dipiazza. Peraltro, credo che le fortune di città e teatro siano strettamente legate e il 2019, da questo punto di vista, sarà un anno importante.
A dirigere il concerto è stato chiamato uno dei direttori più amati dagli appassionati triestini e cioè Pedro Halffter Caro, più volte acclamato negli ultimi anni sia nelle stagioni sinfoniche sia in quelle liriche.
Il programma, piuttosto nutrito e denso, portava la firma virtuale del bravo direttore nelle scelte delle pagine musicali, alternando qualche evergreen inevitabile in questi frangenti – il Brindisi dalla Traviata, bissato su richiesta del Sindaco – ad altri brani di ispirazione diversa come la popolare Carmen Fantasia da concerto per violino e orchestra di Pablo de Sarasate e la spumeggiante Glitter and be gay da Candide di Lenny Bernstein.
Anche se non sono queste le occasioni per esercitare una critica capillare alla serata, segnalo come il violinista Pavel Berman sia stato davvero formidabile nelle pagine di de Sarasate e con il suo virtuosismo abbia fatto esplodere il pubblico in lunghissimi applausi.
Forse per il Coro si sarebbe potuto scegliere qualcosa di più incisivo dei brani proposti, ma capisco che ci fosse necessità di una continuità con le musiche di Carmen e quindi va bene così, anche perché il rendimento è stato comunque ottimo.
Il soprano Olga Dyadiv, ben nota a Trieste, è sembrata più convincente nel brano da Candide che nella rossiniana Una voce poco fa, mentre solido è stato il contributo del tenore Motoharu Takei nel Brindisi verdiano.
Su tutti hanno brillato Halffter Caro e l’Orchestra del Verdi, davvero in gran spolvero, che ha spaziato con leggerezza, competenza e compattezza lungo tutto il variegato programma, mettendo in luce anche il virtuosismo delle prime parti.
Il concerto si è concluso con ben quattro bis (programmati), che trovate in locandina.
Oltre agli applausi a scena aperta alla fine il pubblico ha tributato un trionfo a tutti i protagonisti della serata.
L’appuntamento è ora con Nabucco, secondo titolo del cartellone operistico, che debutterà il 18 gennaio.

Wolfgang Amadeus Mozart Ouverture da Le nozze di Figaro
Gioachino Rossini Una voce poco fa
Georges Bizet – Pablo de Sarasate Carmen Fantasia concerto per violino e orchestra op.25
Pablo de Sarasate Zigeunerweisen per violino e orchestra op.20
Georges Bizet A duex cartos! e Marcia e Coro Les Voici da Carmen
Leonard Bernstein Glitter and be gay da Candide
Manuel de Falla Dal Balletto El sombrero de tres picos: Danza del molinero e Danza final
Alberto Ginastera Danze dal Balletto Estancia: Los trabajadores agricolas, Danza del trigo, Los peones de hacienda, Danza final
Georges Bizet Farandole da L’Arlesienne
Johann Strauss Die Zigeunerbaron
Gèronimo Gimènez La boda de Luis Alonso
Giuseppe Verdi Brindisi da La traviata
Direttore Pedro Halffter Caro
Violino Pavel Berman
Soprano Olga Dyadiv
Tenore Motoharu Takei
Maestro del coro Francesca Tosi
Coro e Orchestra del Teatro Verdi di Trieste

 

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16 risposte a “Il concerto di Capodanno al Teatro Verdi di Trieste: un buon inizio.

  1. fabiana stranich 2 gennaio 2019 alle 1:14 pm

    Mi sarebbe piaciuto essere presente, io sono una delle persone rimaste senza biglietto (mea culpa). Ho seguito il concerto alla tv ma l’audio pessimo non me lo ha fatto apprezzare troppo.
    Per l’anno prossimo mi organizzo 😉

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  2. Lorenza Cesaratto 2 gennaio 2019 alle 1:23 pm

    Sarebbe piaciuto anche a me. Ma sono in montagna… e neppure alla tv ho potuto vederlo. Peccato!
    Grazie per il resoconto almeno un po’ ho potuto godermelo.
    Buon anno a tutti

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  3. colfavoredellenebbie 3 gennaio 2019 alle 1:14 am

    Questo sì è un bel modo per cominciare l’anno…
    io ho giocato a tombola, vedi che decadenza? :((
    Auguri Amfortas, di buona musica e di buoni pensieri
    zena

    Piace a 1 persona

  4. Pingback:Divulgazione semiseria dell’opera lirica: Nabucco al Teatro Verdi di Trieste, ovvero Maria Callas e quel gran paraculo di Temistocle Solera. | Di tanti pulpiti.

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