Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il genio di Leonardo da Vinci trova un omaggio all’altezza della sua fama al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Ora, di questo lavoro ci sono millanta recite al Teatro Verdi e io, indisposto alla prima del 23 ottobre, quando decido di andare? Ovviamente all’unica replica in cui la protagonista si ammala. La sfiga! Certo più per lei che per me, ma insomma…(strasmile)

È sempre un piacere assistere alla nascita di una nuova opera d’Arte, soprattutto di questi tempi, in cui la cultura è messa ai margini del dibattito sociale a favore di risse pretestuose condotte con una volgarità di fondo che è l’antitesi del bello.

Il Teatro Verdi di Trieste, in occasione della ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e ottemperando ai suoi doveri istituzionali di promozione culturale, ha commissionato un nuovo allestimento da inserire nell’ambito dell’iniziativa “opere in un atto”, manifestazione collaterale al cartellone principale della stagione lirica.

L’incarico è stato affidato al compositore Antonio Di Pofi – da parecchio tempo impegnato nel cinema e nel teatro – e a Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti, che hanno scritto il libretto prendendo spunto da un episodio storico della vita di Leonardo: le nozze di Beatrice D’Este e Ludovico il Moro, di cui il genio del Rinascimento fu il wedding planner nel 1491.

Ne è uscito un lavoro interessante e originale, che meriterebbe – a mio parere – una visibilità maggiore dai media non solo locali.

L’allestimento si giova dei severi e sobri costumi d’epoca di Andrea Binetti ed è firmato da Morena Barcone la quale, nella recita cui ho assistito, ha dovuto anche sostituire sul palcoscenico Tonia Langella, l’interprete di Cecilia Gallerani che ha accusato un malessere e ha dovuto limitarsi a cantare dietro le quinte.
I protagonisti si muovono sul palco secondo stilemi classici, con una gestualità d’antan che però ben si amalgama con le scenografie virtuali pensate da Federico Cautero per 4DODO, che fanno sì che i personaggi siano quasi emanazioni sospese che galleggiano in un nobilissimo non luogo: la mente di Leonardo, protagonista occulto che non appare ma che al contempo domina con la sua presenza l’opera nello stile del McGuffin di cinematografica memoria o dell’espediente della “lettera ritrovata” in letteratura.
La cortigiana Cecilia Gallerani e il poeta Bernardo Bellincioni, come gli altri personaggi, sembrano esistere solo perché sono venuti a contatto con il genio il cui fulgore annienta personalità, fatti, opinioni; tutto destinato a scomparire come lacrime nella pioggia in questo allestimento di stampo cinematografico.
Tutta la compagnia artistica è sembrata all’altezza del compito, a partire dal baritono Nicolò Ceriani (Bellincioni) che ha una parte che è molto impegnativa dal lato vocale. Sono sembrate buone però anche le parti femminili interpretate dai soprani Miriam Carsana (Beatrice), Claudia Urru (Isabella) e Ilaria Zanetti (Macinella). Tonia Langella (Cecilia), molto provata dal malessere, può essere solo lodata per l’impegno.
La musica di Di Pofi sembra guardare più ai sentimenti di malcelata invidia che alla grandezza di Leonardo. Ne esce una pagina musicale piuttosto ombrosa e severa, introspettiva e per certi versi un po’ inquietante. I cantanti, Bellincioni in particolare, hanno parti impegnative in cui alternano il canto di conversazione a un irrequieto declamato. Più convenzionali, ma non prive di asperità, le parti femminili.
Andrea Certa, sul podio di un’Orchestra del Verdi ridotta nell’organico, convince con una lettura tesa di quest’opera breve ma non certo carente di tensione. La narrazione è serrata, le agogiche stringenti e le dinamiche generose colgono al contempo i mutevoli sentimenti dei personaggi, la frenesia delle giostre e la furia del Sanseverino in duello.
L’opera ha debuttato il 23 ottobre scorso e prevede una pletora di repliche sino al 5 novembre perché destinata anche alle scuole.
(foto di Fabio Parenzan)

Cecilia Gallerani Tonia Langella
Bernardo Bellincioni Nicolò Ceriani
Beatrice D’Este Miriam Carsana
Isabella D’Aragona Claudia Urru
Macinella Ilaria Zanetti
Direttore Andrea Certa
Regia Morena Barcone
Scene e scenografia virtuale Federico Cautero per 4DODO
Orchestra del Teatro Verdi di Trieste

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: