Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Trieste – Teatro Verdi: apertura di stagione della Società dei concerti. Grande prestazione del Cuarteto Quiroga e di Jörg Widmann.

Ieri, mentre mi apprestavo a prendere i primi appunti sul mio libriccino delle recensioni, ho notato che insieme a veloci considerazioni su spettacoli passati, c’erano anche idee per fotografie e, nientemeno, una metodica lista della mia pressione arteriosa.
Ho pensato che la vita è un gran casino, e che ognuno ha i libriccini che si merita (strasmile).

È cominciata la 88esima stagione della Società dei concerti, che nel corso del tempo ha portato a Trieste – lo si può ben dire – i più grandi protagonisti della musica classica. Non voglio mettermi a declamare un leporello, ma credo che i nomi di Karajan, Cortot, Horowitz, Rostropovic, Argerich, Rubinstein e De Sabata siano sufficienti a dare un’idea, giocoforza limitata, del preziosissimo percorso compiuto dal 1933 da questa benemerita associazione culturale.
La responsabilità della prima stagionale è stata affidata a un vivace e talentuoso complesso musicale: il Cuarteto Quiroga, insieme a uno dei clarinettisti più bravi dell’attuale panorama musicale, Jörg Widmann, nelle vesti di special guest.
Il programma, raffinato e originale, prevedeva un fulmineo viaggio nel tempo che ha compreso pagine musicali di Gaetano Brunetti, compositore italo-spagnolo di metà Settecento sino al novecentesco argentino Alberto Ginastera passando per il protoromantico tedesco Carl Maria von Weber.
Ora, con una simile scaletta credo che gli interpreti abbiano un unico obiettivo: quello di far percepire mediante le pagine musicali il mutamento climatico, sociale e culturale, di secoli diversi. In questo senso, mission accomplished, perché le frivolezze tipiche delle composizioni di corte del Settecento sono state ampiamente stemperate dalle crude nevrosi del Novecento nella prima parte del concerto, mentre, dopo la pausa, l’Ottocento di disarmante attualità di Weber – con quel Terzo movimento quasi jazzistico – ha conferito equilibrio anche morale, quando non etico addirittura, alla serata.
Jörg Widmann è stato all’altezza della propria fama, certo per l’indiscutibile virtuosismo, ma soprattutto per la straordinaria capacità di modulare le dinamiche anche spigolose richieste dalla parte, che fu scritta per Heinrich Baermann che del clarinetto è stato uno dei più grandi interpreti.
Come scrissi a suo tempo in altra occasione il Quartetto non è un complesso musicale, ma una metafora della convivenza, un esempio di educazione civica.
Il Cuarteto Quiroga, esordiente a Trieste, conta su solisti d’eccezione che collaborano per ottenere un risultato comune, quello dell’armonia e dell’equilibrio. Nessuno sgomita, tutti sono gregari e protagonisti al contempo. Comunicano con gli sguardi e con il linguaggio del corpo: suonano gioiosamente insieme.
Così la vaporosa e incipriata atmosfera del Quartetto di Brunetti pare appena screziata d’inquietudine dal meditato Largo amoroso del secondo movimento, per poi riprendere serenità nel Prestissimo conclusivo.
La composizione di Ginastera riflette le contraddizioni del tempo e le influenze espressioniste di Stravinskij, forse più ancora che di Bartók, si percepiscono chiarissime nel furioso Allegro iniziale. Anche nei movimenti successivi il dialogo tra gli archi è teso, ma le priorità restano la comunicazione e l’equilibrio.
Di Weber ho già accennato prima, ma non posso non raccontare di come, ascoltando ad occhi chiusi il Rondò finale, l’immaginazione mi abbia portato a pensare a qualche primadonna impegnata nella sua aria di baule.
Perché è così, a teatro forse si sogna, forse ci si lascia andare; sicuramente se ne esce arricchiti e, mi piace pensare, più giovani.
Il numeroso pubblico ha tributato un successo pieno a tutti gli artisti, visibilmente soddisfatti e appagati almeno come chi scrive.

Gaetano Brunetti Quartetto in si bemolle maggiore L185
Alberto Ginastera Quartetto n.1, op.20
Carl Maria von Weber Quintetto per clarinetto e archi op.34
Clarinetto Jörg Widmann
Cuarteto Quiroga

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: