Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Profondo russo al Teatro Verdi di Trieste: la magnifica violinista Anna Tifu conquista il pubblico triestino.

Con questo concerto si è chiusa la collaborazione tra il Teatro Verdi e il team dell’agenzia APS di Federica Zar, che per due anni ha fatto da ufficio stampa. Abbiamo collaborato bene, senza tensioni, il merito è senz’altro tutto loro. Un saluto alla carissima Angela Del Prete, con la quale ci rivedremo, si spera, in altri lidi!
Il concerto si replicherà domani, domenica 16 febbraio alle 18. Da non perdere, assolutamente.

Da una settimana al Teatro Verdi di Trieste si suona musica russa: dalla prima del Boris al concerto di ieri sera. Protagonista assoluto di questa full immersion è stato il direttore Alexander Anissimov il quale, con gesto pacato e grande signorilità, ha guidato l’orchestra locale a ottimi risultati artistici e, non guasta, si è fatto volere bene dai temperamentosi professori d’orchestra triestini.
Ed è stato proprio Musorgskji, con l’Ouverture dall’opera La Chovanščina, a essere servito come entrée nel quarto appuntamento con la musica sinfonica. In questa pagina delicata ed energica al contempo riecheggiano reminiscenze wagneriane – Lohengrin – piuttosto evidenti, soprattutto negli archi che pennellano l’atmosfera eterea dell’Alba sulla Moscova.
Scritto nel 1940 per il fenomenale David Oistrach, il Concerto in re minore per violino e orchestra è una splendida composizione di Aram Il’ič Khačaturjan. Articolato in tre movimenti, sembra scritto apposta per valorizzare le doti di un solista.
Anna Tifu, artista esperta a dispetto della giovane età, ne ha dato un’interpretazione adrenalinica, coinvolgente e addirittura debordante nell’Allegro finale, in cui – tra frenetiche e pittoresche suggestioni folcloriche – devono coesistere virtuosismo e partecipazione emotiva.
Ottima l’intesa, fatta di espressioni e sguardi, con Anissimov, quasi i due avessero sempre suonato insieme.
Trionfo per la bravissima Anna Tifu, chiamata più volte al proscenio dal pubblico, che con il suo entusiasmo si è guadagnato due bis.
Dopo l’intervallo è toccato a quell’artista geniale e controverso che risponde al nome di Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič, di cui è stata proposta l’ardua Quinta sinfonia in re minore: si tratta della “risposta positiva e stimolante da parte di un artista sovietico a delle giuste critiche”, come la definì lo stesso compositore quando si ritrovò contro tutto l’establishment culturale del regime sovietico.
Ed è proprio in questo complesso brano che l’alchimia tra il direttore e l’orchestra si è manifestata in modo evidente. Composto, calmo ed elegante sul podio, Anissimov ha dato una lettura tutt’altro che di routine di una pagina musicale che vive di improvvise accensioni e altrettanto repentini ripiegamenti e in cui convivono marce militari sin troppo esuberanti, musica funebre e danze.
Straordinaria, per bellezza di suono e compattezza, la risposta dell’Orchestra del Verdi che ha brillato in tutte le sezioni.
Il pubblico, non numerosissimo, ha festeggiato con entusiasmo tutti gli interpreti.

Modest Petrovič Musorgskij Ouverture dall’opera La chovanščina
Aram Il’ič Khačaturjan Concerto in re minore per violino e orchestra
Dmitrij Šostakovič Quinta sinfonia in re minore
Direttore Alexander Anissimov
Violino Anna Tifu
Orchestra del Teatro Verdi di Trieste

 

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