Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 11 (In fernem Land)

Castello di Predjama (Slovenia)

Restiamo al Lohengrin, dopo i cigni dell’Intervallo precedente  e passiamo al Racconto del Graal nel terzo atto:
Da voi lontan, in sconosciuta terra
Havvi un castel, che ha nome Monsalvato

Forse il Castello assomigliava a questo? Mi piace pensare di sì.

15 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 11 (In fernem Land)

  1. CASSANDRO 16 marzo 2020 alle 11:30 am

    E se nel castello Monsalvato l’audace in battaglia Lohengrin, e dolcemente romantico nel rapporto con la castellana Elsa, così si rivolgesse? Sarebbe tanto assurdo?

    UNA CASTELLANA

    Madonna che me state entro lo core
    per voi traggo i miei giorni e le mie sere
    con lo pensiero fiso in quest’amore
    che vago rende me sine lo bere.

    Credo d’essere in cel quando vi vedo
    e ancor più sovra se la man vi sfioro,
    e nulla nulla nulla al mondo chiedo
    se incontro il guardo vostro verde e oro.

    Se un dì vi leggerò questo sonetto
    e di foco sottile arderete,
    ma per tacere il gentil diletto

    “Messere, via…” mi sospirerete,
    di più vi lauderò con gran rispetto
    chè più che donna voi un sogno siete.

    (Cassandro)

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  2. CASSANDRO 16 marzo 2020 alle 12:41 PM

    E se così rispondesse la ingenuotta castellana? Non so chi potresti vederci in una così sinceramente ardita?

    RISPOSTA DELLA CASTELLANA

    Sogno” soltanto?… Ma ne siete certo,
    Messer Cassandro?… Ma a voi paio
    sì tanto inconsistente?… Siete esperto
    di villanelle ed armi… ma che guaio,

    che a me, e pure a voi, tosto ne viene,
    se qui non rinvenite un alcunché
    che faccia vostre voglie piene piene.
    Mirate in dentro, e bene a fondo!… Ah, se

    guardaste meglio i miei tratti sottili
    … ma pure rotondetti… e queste mani,
    che delicate tengo, e mai in vili
    atteggiamenti… e pur manco vani,

    al par di ciò che taccio e metto a banda

    … per gli altri e no per voi . . . Il mio: “Via,

    messer” valeva per… “via, in veranda…

    passiamo a laudar lì virtude mia!.

    Non lo notate che splende la notte
    e son le stelle in celo galeotte?

    Neppure il nome vostro chiederò,
    almeno ora . . . Mi credete o no?

    Non amo restar “sogno” o rosa in boccio…
    Son stata chiara, uhè, . . . Messer “de coccio”?

    (Cassandro)

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    • Amfortas 16 marzo 2020 alle 1:17 PM

      Caro Cassandro, nel 1800 avresti avuto un avvenire come librettista di opere, lo sai vero? Avresti potuto competere con Cammarano, Piave, Romani. Se avessi fatto buoni prezzi Verdi di avrebbe sicuro preso in considerazione, attento al soldo com’era…
      Ciao!

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  3. giuliano 16 marzo 2020 alle 2:53 PM

    non so se ti interessa, ma Ferno (in fernem Land, almeno per te) è un paese dalle parti di Busto Arsizio (Varese) dove conosco un paio di persone. Dubito che vi si fermino i cigni, perché è vicinissimo alla Malpensa… (magari in questi giorni, con tutta quella quiete inusitata)
    🙂

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  4. Amfortas 16 marzo 2020 alle 4:38 PM

    Ciao Giuliano, non lo sapevo. Guardando le mappe di inquinamento dell’aria dopo il lockdown potrebbe essere pure che a Ferno i cigni atterrino direttamente 😃 schifando Malpensa.
    Tu, come va?

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    • giuliano 16 marzo 2020 alle 8:09 PM

      qui non male, però sembra di essere nella barzelletta del tizio che era caduto dal decimo piano e passando davanti al settimo dice: “mah, fin qui mi diverto, c’è un bel panorama…”
      penso che sia una sensazione comune a una gran parte di noi tutti, in questi giorni
      magari in fondo c’è un camion pieno di materassi, come nei film

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  5. Amfortas 17 marzo 2020 alle 9:27 am

    Ciao Giuliano, speriamo che il camion sia bello ampio!
    Qui, almeno per ora, la situazione sembra grave ma non gravissima, speriamo bene.
    Ciao, Paolo

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  6. SERGIO SESTOLLA 17 marzo 2020 alle 10:54 am

    E allora parliamo di qualcosa dove viene ricordato il cigno, questo bellissimo ed elegante volatile.

    DOVEVO IO NON POTEVI TU (Lui)

    M’aggrava a volte forte nostalgia
    di parlarti, vederti… di sentire
    quel tuo flusso d’anima che via
    da te verso di me tende a venire.

    Non lo contrasto questo sentimento
    formato più di sogni che ricordi
    in quanto tu, aerea, come vento,
    mi sei passata accanto e solo i bordi

    della mia vita hai lieve sfiorato…
    e mai mai sei andata oltre…
    chè “non potevi”… né t’ho incoraggiato

    a ricoprirmi tutto come coltre
    perché “dovevo”… ahi, duro fato!…
    con nonchalance bypassarti inoltre.

    E’ stato il mio un vivere retrò
    davanti al maledetto “non si può”,
    al dover dire sempre “…e no, e no!”

    Eppure il tempo è stato a noi benigno
    in quanto posso dir che nello scrigno
    della mia mente sta racchiuso un Cigno.

    Oggi nessuno sa minimamente
    ciò che avveniva, penso, in noi se
    ci intravedevamo fra la gente,
    o sorbivamo insieme un caffè

    — quanti ne abbiamo presi . . . era la chiave
    per aprire per noi una porta
    laddove rifugiarci . . . un conclave,
    dove a sedurmi stavi bene accorta —

    parlando… e all’improvviso sorridevi…
    del più e del meno, forse ben pensando
    ad altro, come me… ma “non potevi”
    mentre “dovevo” io… così ingannando

    di prima noi, fermi a non mostrare
    che ci legava più che simpatia.
    Che cosa avrei voluto dirti e fare

    or lo rivivo con la fantasia,
    negli attimi in cui posso volare
    nei cieli ad inseguire la tua scia

    … senza pensare qui di far ritorno…
    fra cirri appena rosa a me d’intorno
    con te mia guida, mio Unicorno!

    Segue malinconia sempre al… “dovere”,
    siccome al . . . “volere e non potere”.

    …Queste parole, di’ . . . quanto son vere?!

    (Sergio Sestolla)

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    • Amfortas 17 marzo 2020 alle 12:49 PM

      Ciao Sergio, leggo tra le righe una certa qual malinconia in questo tuo ultimo scritto. O, almeno, io ne percepisco un retrogusto amaro. Del resto, costretti a casa, credo che anche i bilanci – per chi, come noi credo, non è più giovanissimo – ci possano stare.
      In ogni caso ciao e grazie, Paolo

      "Mi piace"

  7. SERGIO SESTOLLA 17 marzo 2020 alle 2:17 PM

    Hai ragione, Amfortas.

    La malinconia aleggia nella composizione, facendo essa appunto parte di una commedia in versi, in cui questa è la vera invisibile protagonista, come nei Promessi Sposi la vera protagonista è la Provvidenza (Momigliano, credo).

    Anche nella lirica qualche momento di malinconia credo che sia ben presente: non so, forse Lohengrin quando lascia Elsa? (Scusa, ma solo per grandi linee conosco l’opera tua prediletta)

    E dato che siamo in tema, e che tempo ne abbiamo a iosa, eccotene un altro piccolo assaggio, in una compenetrazione di felicità (incontro) e disappunto (non poterla manifestare

    INCONTRO RAVVICINATO

    (Lui)
    Stretto il passaggio . . . ci siamo incrociati
    vis a vis, e tu . . . lo sguardo giù!
    . . . a terra, giù . . . fino agli infuocati
    bui antri dell’Inferno . . . Vedi tu

    a che siamo arrivati!? . . . A sfuggirci
    come guerrieri ostili, quando invece
    vorremmo essere amabili, e dirci
    che azzurro è il mondo e no nero pece.

    Per fortuna c’era a lato a me
    un varco piccolino ed allora
    di colpo ho virato, in modo che
    io non sfiorassi la bella signora

    che forse in mente sua avrebbe . . . Beh,
    tacciamo su ciò che, ovvio, s’ignora
    . . . pur se per certo si può dare che

    — a dispetto di tanti — ora per ora
    qualcosa ancor di dolce in noi c’è,
    e ce lo godiamo come allora,

    al par di vento forte più di bora,
    che ci avvolge e travolge, mica sfiora!

    Non c’è stata fra noi alcuna tresca,
    bensì un sentirsi Paolo e Francesca,

    o meglio pesce io, tu dolce esca.

    °
    ° °

    (Lei)
    Che tuffo al cuore . . . che “ntu-tun . . . ntu tù . . .
    “da dove mai sei spuntato fuori?”
    fra te e me non ce n’è di più
    di un metro, mezzo metro . . . che rossori

    stanno di botto a me salendo in volto
    . . . lo sento che mi avvampano le gote,
    che batte il cuore mio a cavallo sciolto,
    che un gran tremore interno . . . ah, se mi scuote!

    Ma come faccio a stare indifferente,
    se mi appari innanzi all’improvviso,
    e riporti tutta la mia mente

    a quando ti ascoltavo ed il sorriso
    mi si stampava in faccia enormemente,
    che ti avrei . . . so bene come . . . ucciso?!

    Il mio piccolo essere diviso
    tra terra è stato oggi e Paradiso.

    Che non càpiti ciò mai più, ti avviso
    . . . non voglio a rea sorte far buon viso,

    pur se mi sento come un fiordaliso. ( 1 )

    (Sergio Sestolla)

    ( 1 ) Fiordaliso nel linguaggio dei fiori significa felicità e leggerezza
    (http://www.giardinaggio.it/linguaggiodeifiori/singolifiori/fiordaliso.asp)

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  8. Amfortas 17 marzo 2020 alle 7:00 PM

    Ciao Sergio, nell’opera la malinconia più che esserci regna sovrana! Anzi, direi che il genere Larmoyant – per quanto a rigore sia limitato in modo abbastanza preciso – copra buona parte dell’opera dell’Ottocento, nel protoromanticismo e oltre.
    Per fare un esempio: Lucia di Lammermoor di Donizetti, ma ce nesono a decine.
    Ancora grazie per i tuoi interventi, ciao, Paolo

    "Mi piace"

  9. CASSANDRO 18 marzo 2020 alle 10:44 am

    Caro ospitale Amfortas, non mi vorrai lasciarmi fuori dai commenti Larmoyant. anche se in questo periodo lo stare in lagrime sarebbe ampiamente da evitare, o almeno da richiamare per addossargli qualche altra colpa, come se ne avesse poche!

    LA MIA MALINCONIA

    La mia malinconia solo tu
    la puoi capire, ed intuire che
    non ho più tempo . . . non ce ne sta più
    — e questo è grave assai — anche per te.

    Più non ritornerò in questa città,
    dove mi è dato di incontrarti a volte,
    dove tra un “Come stai?”, un “Bene!”, un “Mah . . .”,
    tra le parole vuote, in vero, molte

    frasi d’amor tacendo ci siam dette:
    le sentivamo solo noi in quanto
    erano al nostro cuor solo dirette,

    (come i taciti sguardi) . . . E, sì, che vanto
    questa complicità che alle vette
    dell’amor puro ci portava intanto!

    Or sei ricordo, e forse più . . . rimpianto!
    Covid-19, ahinoi, può tanto!

    Soltanto tu la mia malinconia
    per questo puoi capire, amica mia.

    Ha fine anche una bella poesia,
    pur stinge lucida fotografia!

    Chiudiamo tutto, e mettiamo via!

    (Cassandro)

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    • Amfortas 18 marzo 2020 alle 11:57 am

      Ciao Cassandro, questo blog è inclusivo 😀 e perciò non lascia indietro nessuno. Anche a casa, peraltro, il momento è decisamente larmoyant: sto mettendo ordine nel pc e mi viene da piangere nel vedere il casino che ho nelle cartelle. Se dovessi cercare qualcosa non la troverei mai!
      Ciao, Paolo

      "Mi piace"

  10. Enrico 11 aprile 2020 alle 5:56 PM

    Castello veramente bello, da me visitato con la famiglia il 3 Settembre u.s., dopo visita mattutina alle magnifiche Grotte di Postumia

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  11. Amfortas 11 aprile 2020 alle 8:21 PM

    Ciao Enrico, bellissime anche le grotte di Postumia che sono proprio lì a un tiro di schioppo! Auguri, Paolo

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