Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 18 (di mari e di venti)

Forse pensavamo di non avere tante cose da raccontare, e invece…

Non ascoltare i consigli delle persone, ma solo quelli del vento che passa e ci racconta le storie del mondo.

(Claude Debussy)

6 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 18 (di mari e di venti)

  1. giacinta 22 marzo 2020 alle 7:45 PM

    …dare forma al vento.
    Che bella!
    🙂

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  2. CASSANDRO 22 marzo 2020 alle 9:52 PM

    “Non ascoltare i consigli delle persone” facile a dirsi!

    Ma se si vive dando consigli a destra e a manca, specialmente in questo periodo, come “lavati le mani”, o “resta a casa”

    Ci manca solo che ce li porti il vento!

    C O N S I G L I

    (Lui)
    — “Ma, dico, è mai possibile che tutti
    a tutti voglian dare dei consigli?
    . . . così i cattivi ai buoni . . . i belli ai brutti,
    i coraggiosi ai timidi e ai conigli,

    e ancora . . . i viveur ai puritani,
    i grassi ai magri . . . i calvi a chi ha capelli,
    fino ai giganti che li danno ai nani,
    e poi, ovvio, il rovescio . . . questi a quelli

    – a loro volta con sussiego o brio –
    li danno e li riprendono per sè.
    In questo baillame solo io

    non vengo consigliato, e so il perchè:
    penso che ci vorrebbe almeno Dio
    per dirmi cosa debbo far con te”.

    ° ° °

    ( Lei)
    — “Con me che fare? . . . Ma non me lo dire?! . . .
    Allora ci hai la testa come il muro!
    O come il polpo sei, che più a bollire
    lui se ne sta e più diventa duro!

    Ancora, quindi, tu non sai che fare
    con chi ti ha notte e giorno nella testa?
    . . . con chi, e giorno e notte, sta a pensare
    che sei la sua speranza . . . la sua festa . . .

    il sogno suo vivente . . . la sua luce . . .
    l’incanto suo . . . la sua gioia viva?
    . . . con chi è acqua di mar che si conduce
    ogni ora a te, che sei la sua riva?!

    Ma che? . . . Lo debbo scriver dal notaio?
    . . . Scolpirlo a chiare lettere di fuoco?! . . .
    Son io, ahimè! . . . “c’aggia passato ‘o vajo!”,
    pur se ritengo questo tutto un gioco.

    Chè se così non fosse . . . ecco . . . ti piglio
    con queste mani il collo e come mai
    le serro, e poi anch’io chiedo consiglio:
    “Che faccio? . . . stringo?” . . . E tutti in coro:” . . . Dài!”

    Puranco il vento mi sussurra: “E vaaaai!”

    (Cassandro)

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    • Amfortas 23 marzo 2020 alle 8:50 am

      Ciao Cassandro, in effetti hai ragione. Ma ti ricordi dei consiglieri fraudolenti? Oggi non si usa più usare questa locuzione, ma loro proseguono il lavoro! Ciao, Paolo

      "Mi piace"

      • SERGIO SESTOLLA 23 marzo 2020 alle 1:42 PM

        Non so Cassandro, ma per quanto mi riguarda se Troia fosse il Coronavirus, e la sua diffusione avvenisse con la velocità dei cavalli di Reso, ah come li vorrei pronti e sùbito un Ulisse e un Diomede, i consiglieri fraudolenti per antonomasia!

        Circa la frase di Debussy, ecco, ora che è tempo di ricordi, cosa mi torna in mente.

        (20 anni io, 18 Lei)

        QUELLE TUE BIANCHE MANI

        Quelle tue bianche mani di pianista

        che volan su e giù per la tastiera

        vorrei baciare

        e la tua testa altera

        stringere dolcemente e accarezzare.

        Quand’io ti vedo al pianoforte intenta

        a suonare Bach, Chopin o Debussy

        assai più della musica mi tenta

        il ritmico moto di tue dita.

        Ora sul mi

        battono lentamente,

        poi sul fa e sul do. Poi pausa.

        Quindi ancor sul fa e poi sul re

        allegramente trillando.

        Lieve l’aurato crin ondeggia

        seguendo il tempo dello spartito.

        Tutto mi incanta

        …resto svanito

        mentre piacevole arieggia

        per la celeste aria infinita

        la dolce melodia

        d’una ballata

        o di un’Ave Maria,

        che spàndesi al tocco di tue dita.

        (Sergio Sestolla)

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  3. Amfortas 23 marzo 2020 alle 4:01 PM

    Caro Sergio, a me invece i tuoi versi ricordano di quando, ragazzo, mio papà mi diceva che ho le mani da pianista. Nel frattempo sono andato incontro a un’orribile mutazione, perché ora le mie mani paiono quelle di uno scalpellino 😂
    Ciao, Paolo

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