Di tanti pulpiti.

Dal 2006, episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 19 (di fiorite metafore)

Oggi siamo tutti piegati dalle intemperie, come nella prima foto. Ma rialzeremo la testa, come nella seconda. Vero?

10 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 19 (di fiorite metafore)

  1. Emma RD 22 marzo 2020 alle 8:31 PM

    Eh già, ne usciremo tutti ridimensionati… e più attenti alle piccole buone cose della vita…
    Intanto, viva le risorse interiori e la tecnologia!

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  2. Amfortas 23 marzo 2020 alle 8:52 am

    Cara Emma, buongiorno e come sempre grazie per dedicarmi un po’ del suo tempo. Speriamo sia come dice lei, io sono piuttosto pessimista…ma senz’altro viva la tecnologia. Buona giornata, Paolo

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  3. Emma RD 23 marzo 2020 alle 11:59 am

    Che fosse un po’ pessimista l’avevo capito da tempo ma, finché abbiamo fiato dobbiamo andare avanti escogitando il miglior modo possibile! Spero di non infastidirla troppo, buona giornata anche a lei.

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  4. Amfortas 23 marzo 2020 alle 12:44 PM

    Signora Emma, nessun fastidio, anzi! I suoi commenti sono per me motivo di orgoglio, dico davvero. Paolo

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  5. CASSANDRO 24 marzo 2020 alle 8:40 PM

    Sempre occorre rialzare la testa . . . sempre occorre non mollare . . . specialmente quando uno comincia ad avere . . . . . .

    SESSANT’ANNI

    Difficile è avere sessant’anni
    . . . no che sia difficile arrivarci,
    difficile è gestirli senza affanni
    ad evitare che dei fichi marci

    ti vengano scagliati contro o che
    calci diano a te siccome allora
    l’asino li appioppò forte al suo Re,
    il leone morente alla buonora.

    Così si tira avanti in difesa,
    accortamente a non pestare i calli
    a chi di te è più giovane — e la resa

    di te si aspetta e vuole che tu sballi —
    che si spazientisce se ben tesa
    la testa tieni ancor come i cavalli.

    E tu, tignoso, a fare ancora “ihhhììì…!
    ed a toccarti di nascosto lì.

    (Cassandro)

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    • Amfortas 25 marzo 2020 alle 9:03 am

      Cassandro carissimo, magari averceli 60 anni…
      Però, parlo per me, gli istinti sono sempre quelli di una volta. Il fatto è che ci si scontra col fisico che non ce la fa più. Quando faccio macrofotografia spesso mi stendo a terra, il tempo di rialzarmi ed è cambiata la stagione!
      Ciao, Paolo

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  6. CASSANDRO 25 marzo 2020 alle 12:49 PM

    Questa di colui di “alta età” che si predispone a fare una fotografia “istantanea” sdraiato a terra e di trovare quando si rialzerà e quindi la svilupperà una foto “storica” me la vendo, caro Amfortas.

    Se permetti, e mi perdoni di affollare il tuo “Tutto chiuso”, con riferimento al permanere degli “istinti che sono sempre quelli di una volta” (benissimo!), ecco qualcosa che potrebbe valere un poco di conforto.

    L’ ETA’ ALTA CHE NON DICO
    (Cambiamento)

    In verità, eh sì, non mi lamento
    se i miei capelli si son fatti bianchi,
    se più non corro forte come il vento
    e senza occhiali cala nebbia a banchi.

    (Ma di piangerci sopra mi si affranchi).

    Sarebbe assurdo dire “Non l’accetto
    io questo cambiamento”, in quanto ho
    quell’ età alta, di tutto rispetto,
    cui non pensavo prima manco un po’.

    (E quando arriva non si può dir “no”!)

    Ma quale questa sia non lo dico
    perché ancora ho certi pensieri
    sul gentil sesso, e non vorrei da “antico”

    quindi passare . . . pur se non da ieri
    la mia altezza va da quercia a fico,
    ed impettito sto malvolentieri.

    (Ma accorciano puranco i corazzieri?)

    E’ inutile perciò che me lo chiedi,
    bella, quanti anni ho . . . Ma cosa credi
    che io mi dia “la zappa sopra piedi”?

    Beh, ho l’età che mi vuoi dare tu,
    tu che vorresti darmi un po’ di più,
    del semplice parlare suppergiù!

    (Cassandro)

    Ovviamente non ci si ferma qui, perché, dato che la lamentela è comunque partita per il “fisico che non ce la farebbe più”, cerchiamo di edulcorarla un poco.

    NON LAMENTARSI MAI
    DELL’ALTA ETA’ RAGGIUNTA

    Se un Raffaello è morto addirittura
    a 37 anni, di che cazzo
    io mi lamento? La mia avventura
    su questa terra — dove un grande mazzo

    mi sono fatto, ma ho pur goduto —
    da oltre il doppio dura . . . e perciò
    “zitto e mosca”, in quanto ho conosciuto
    più cose assai di quello. No . . . no,

    non debbo lamentarmi . . . “Grazie, Dio,”
    — devo invece dire — “che hai permesso
    che cotanto vivessi”. Il mio addio
    (per restare in tema), penso spesso,

    sarà quando avròòòò . . . ma guarda tu . . .
    l’età ( 89 ), in cui l’immenso
    Buonarroti spari, e così in più
    fra i due oscillerei in modo intenso

    . . . come l’ampolla in cui brucia l’incenso.

    Se passo alla musica io sto
    fra due altri grandi: se ne andò

    a 35 Mozart e operò
    fino ad ottanta Verdi. No, no, no

    . . . non devo lamentarmi. Ora però.
    qualcosa voglio aggiungere a ciò:

    se studi arte pur trovi occasione
    per avere a tua vita un paragone

    . . . e fare anche il bel figurone
    di persona colta, e no secchione!

    Vivere tanto o poco è un incidente,
    val solo il “divino” ch’è in tua mente.
    come in quei quattro stava largamente.

    Ovunque, se ce l’hai, sarai presente,
    e vivrai in eterno per la gente

    . . . non come me, che non l’ho, e son ‘niente’!

    (Cassandro)

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    • Amfortas 25 marzo 2020 alle 4:45 PM

      Caro Cassandro, posto che nel mio caso anche parlare di “capelli” è una parola forte, ti concedo la licenza sulla mia battuta. Anzi, quasi quasi ti faccio scaricare un modulo da presentare firmato ogni volta che la proponi.
      Ciao, Paolo

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  7. SERGIO SESTOLLA 26 marzo 2020 alle 11:56 am

    Mai titolo è stato più azzeccato, Amfortas, di quello della tua serie di post “Tutto chiuso”.

    Io almeno lo interpreto anche – ben fermo al principio che su qualunque opera fatta da un artista si possono avvicendare molte altre interpretazioni rispetto a quella autentica – come qui è ‘Tutto chiuso’ ad argomentazioni di attualità sul coronavirus, in quanto si tratta solo di qualcosa del tempo andato e che ora rimpiangiamo. Non so quale psicologo ha detto “ci possiamo salvare se salviamo il passato”, il che mi ricorda l’esordio delle lezioni all’Università di Catania del mio professore di Scienza delle finanze, Zingali, e cioè “Torniamo all’antico e si farà progresso”

    Tornando quindi al tema odierno, molto buona mi appare questa del fotografo che passando la foto scattata da “istantanea” a “storica” si accorge di come scorra veloce il tempo, al pari di quell’altro (smile?), che con tono serioso diceva: “Come passa il tempo, ieri era martedì e già domani è giovedì!”

    Comunque, se Cassandro ha presentato la versione al maschile del “non mollare mai”, a cominciare dai sessant’anni (meglio premunirsi in tempo, in quanto poi di botto si arriva a settanta ed oltre), io presento quella al femminile, che per usare le parole di Emma RD (forse scritte per altro motivo) del “dobbiamo andare avanti escogitando il miglior modo possibile”.

    E se una donna dice “non mollo”, almeno per mia esperienza — non so la tua Amfortas – non mollerò mai, manco se arriva Quello col triangolo in testa.

    BUONGIORNO E BUONASERA ( Lui e Lei )

    ( Una mattina)

    Quel tuo grido allegro alle mie spalle
    mi è giunto come un lampo “Eccomi qua! . . . “,
    ed io che ti sapevo assai più a valle
    sono rimasto come un baccalà:

    fermo . . . all’impiedi, dentro la cabina,
    con i gettoni in mano, al lungomare,
    da dove, come accade ogni mattina,
    ti stavo, di buon’ora, per chiamare.

    “Sorpreso?”, hai chiesto, dolce e provocante,
    chiusa – si fa per dire – in un vestito,
    che nascondeva il corpo tuo raggiante
    come nasconde il sole un solo dito.

    “Sorpreso!?!? . . . ” – ho detto – ” . . . Nooo! . . . Per così poco!
    Ovvio, se ti so a destra . . . stai a manca! . . .
    Sorpreso, se non hai un altro scopo?
    . . . che se l’azzecco . . . non la passi franca!”

    “Ma di’, secondo te . . . avrei fatto” –
    hai tu risposto – “tanta e tanta strada
    per dirti sol ‘Buongiorno’? . . . Ma sei matto!?! . . .
    Aspiro a qualcos’altro, caro . . . Bada!”

    Così franca ambedue non la passammo
    – sulla spiaggia ancor non c’era gente –
    chè da lì a poco tosto diventammo
    tu Era ed io Zeus esordiente.

    ° ° °

    ( Una sera )

    Non lo credevi tu che fino a qui
    fossi tanto capace di arrivare . . .
    e sol perchè poi c’era il mon ami,
    che a me piaceva tanto rincontrare!? . . .

    Ma te l’avevo detto: “non ti mollo!”,
    il cuore che ti apersi è sempre aperto.
    Vedrai! . . . ti butterò le braccia al collo
    un dì anche nel mezzo di un concerto

    o della messa all’elevazione.
    A me non frega nulla della gente!
    Son sentimento come tu ragione
    e in me prevale il corpo e no la mente.

    E per me corpo voglion dire occhi,
    sguardi fendenti, dritti fino al cuore,
    sorrisi che fan fremere i ginocchi
    da ricordare ore, ore ed ore . . .

    E respirare l’aria che respiri,
    guardar le stesse cose che tu guardi . . .
    Ecco perchè ho fatto mille giri
    per esser qui comunque, presto o tardi.

    Attento, quindi! . . . ancor succederà
    che all’improvviso la mia “buonasera! . . . “,
    dove non credi, ti raggiungerà,
    maliziosa, complice, sincera.

    (Sergio Sestolla)

    Ancora una volta come Emma RD “Spero di non infastidire troppo!”

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    • Amfortas 26 marzo 2020 alle 4:13 PM

      Caro Sergio, credo che il tuo prof di Scienza delle finanze citasse Giuseppe Verdi che in una lettera scrisse “Torniamo all’antico, sarà un progresso”, intorno al 1970 (circa, vado a memoria). Nessuno s’inventa nulla eh?
      La tua interpretazione del mio “Tutto chiuso” è attendibile: avevo anche altre frecce in faretra ma questa mi sembrava la più puntuta, perché posso abbinare le immagini ad altre cose che mi passano per la testa.
      Quanto alla Signora Emma, è una delle medaglie virtuali che questo blog si è meritato nel tempo, forse la più cara. Sapere che qualcuno legge le mie elucubrazioni è già motivo di orgoglio, ma una loggionista storica del Verdi di Trieste vale di più!
      I commenti tuoi e di tutti gli altri sono sempre un arricchimento per me e per tutti quelli – soprendentemente tanti! – che leggono questo blog da…una vita. Mi spiace solo che tra i miei molteplici talenti non ci sia la predisposizione alla rima, perché quando rispondo a te e Cassandro in prosa mi pare quasi di farvi uno sgarbo.
      A presto, dunque! Ciao, Paolo

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