Di tanti pulpiti.

Dal 2006, episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 23 (di concetti borghesi, foto francesi, citazioni palesi e nascoste).

Diceva il sommo francese Henri Cartier-Bresson che la nitidezza è un concetto borghese, riferendosi alla fotografia: oggi per una simile affermazione sarebbe giustiziato in piazza oppure, più probabilmente, colpito da una shitstorm sui social.
Come se non bastasse, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, sempre in Francia gli intellettuali volevano Épater la bourgeoisie (scandalizzare il borghese o la borghesia).
Oggi non si scandalizza più nessuno per alcun motivo e la borghesia si è estinta da un pezzo, ormai.
Restano le foto poco nitide di proletari innamorati che andavano a Barcola, ormai tanti anni fa. Spariranno anche queste, un giorno, come lacrime nella pioggia. Anche per quelli come me che di Tannhäuser hanno visto solo qualche recita in teatro, e non le porte.

4 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 23 (di concetti borghesi, foto francesi, citazioni palesi e nascoste).

  1. SERGIO SESTOLLA 28 marzo 2020 alle 10:33 PM

    Nessun rammarico però, Amfortas, in quanto, tranne Tannhäuser nessuno ha mai visto le leggendarie porte.

    Comunque no, secondo me la borghesia non si è estinta, ma anzi per mia esperienza si sta rinforzando (coronavirus permettendo) e forse fra un certo tempo (no domani, ma dopodomani forse), che a me non sarà dato vedere, si farà valere.

    LA CLASSE MEDIA
    (Borghesia)

    A frequentare le Mostre e i Musei,
    tu facci caso, quasi sempre sono
    — lo stesso vale per Chiese e Mitrei,
    Palazzi antichi, con o senza trono —

    persone della media borghesia,
    assenti invece le ultime classi,
    . . . chè la visita costa . . . e chi regia
    amica fece ricchi: come sassi

    stanno le loro menti. Mi dispiace
    per gli “ultimi” che resteranno fuori
    — ah, Natura maligna incapace
    di accendere in lor grandi furori! —

    mentre per la classe media godo,
    che sempre più in alto salirà
    — siccome io salì — e non mi rodo
    per quelli che han soldi in quantità.

    Che stùdino, se no un dì, chissà
    . . . dir non lo voglio . . . che succederà . . .

    che il cambio della guardia ci sarà.

    Senza cultura forse c’è domani,
    ma certamente no . . . dopodomani!

    (Sergio Sestolla)

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  2. Amfortas 29 marzo 2020 alle 8:41 am

    Sergio, secondo me oggi la forbice tra ricchi e poveri si è allargata. La borghesia, per come la intendevamo una volta, è stata spazzata via.
    Oggi in tutte le cose si nota una estremizzazione che nel campo economico forse è più evidente. Musei, teatri, per fortuna sono affollati anche di persone non abbienti, chissà se ne trarremo beneficio. Boh.
    Ciao, Paolo

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  3. SERGIO SESTOLLA 29 marzo 2020 alle 10:37 am

    Alla lunga, caro Amfortas, dalla frequentazione di musei e teatri (fonte principale di quella ‘bellezza che salverà il mondo’) da parte di persone non abbienti” ne trarremo beneficio.

    Ci credo nel “dopodomani” in cui la classe media avrà più voce in capitolo.

    Storicamente la classe dominante per censo e quindi potere, la cosiddetta ‘aristocrazia’, è esistita perché è stata supportata, più o meno apertamente, dalla classe borghese, che ne ha tramandato la memoria, dove hanno in genere soggiornato ab immemorabili i grandi artisti: pittori (Giotto pascolava da bambino le pecore) , scultori (Borromini era uno scalpellino), musicisti (Bach era un semplice organista e Mozart per tutta la vita ha inseguito il sogno di un posto fisso), poeti (Quasimodo, figlio di un capostazione, fino a 30 anni fu un semplice impiegato), statisti (il consigliere tuttofare del Re Sole, Mazzarino, proveniva dai sevizi domestici e amministrativi della famiglia Colonna), ecc.

    La cultura discende fondamentalmente da questa classe grazie agli studi perseguiti (Pietro Aretino faceva tremare nobili ed ecclesiastici con i suoi libelli, e tutti quelli di conseguenza gli offrivano i loro favori

    Ciò stante, permettimi di dire che esistono . . .

    DUE ARISTOCRAZIE

    Sembrerà strano, ma a questo mondo
    le aristocrazie sono . . . due:
    quella del “censo”, che ti fa giocondo,
    che le cose terrene può far sue

    con tre schizzi di penna o col denaro
    — che spesso ha base nel tempo che fu –
    e quella del “pensiero” . . . E non è raro
    che possa appartenere pure tu

    a questa, se hai molto e ben studiato,
    . . . se ti sei fatto un culo così
    fra libri e pandette . . . ascoltato

    musica forte e no sol “do-re-mi”,
    scultura e pittura apprezzato,
    capìto che il mondo vero è qui.

    Sempre la prima l’altra temerà,
    sicchè di conquistarla cercherà

    — mecenatismo? . . . Boh, e chi lo sa? —
    e il grande aiuto suo gradirà,

    pur se giammai lo confesserà.

    No, alla prima non arriverai,
    figlio, ma alla seconda forse . . . Dài,

    chè un giorno la tua penna avrà il potere
    di stare al par di chi può tutto avere.

    . . . ma (pure qui) mai mai il tuo sapere
    al suo servizio senza il tuo volere!

    C’è nella Bibbia un Tizio che dice
    al figlio “Su’, primeggia e mai incuria
    ti domini, e avrò di che, felice,
    rispondere a chi mi farà ingiuria!”

    (Sergio Sestolla)

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  4. Amfortas 29 marzo 2020 alle 2:49 PM

    Boh Sergio beato te che sei ottimista 😃
    Io ho una visione meno rosa del futuro, ma ad essere sincero è sempre stato così. Vedremo? No, vedranno.
    Ciao, Paolo

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