Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 24 (di vita e girovita).

La vita è dolce o i dolci sono la vita? Questo marzulliano interrogativo è meno banale di quanto possa apparire in un primo momento.
Infatti, vista la quantità di prelibatezze zuccherose che sta sfornando ex-Ripley (se non sapete chiedete pure) credo che si possa dire che probabilmente i dolci cambiano la vita.
Sicuramente cambiano il girovita.

6 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 24 (di vita e girovita).

  1. SERGIO SESTOLLA 29 marzo 2020 alle 11:04 am

    Anche se, come tu, Amfortas, riesci a sostenere “i dolci cambiano la vita”, ci se ne può pure fregare se il girovita aumenta, quando è Lei ad essere, anche sotto il profilo fisico, splendidamente . . .

    ZZUCCARATA ( Lei, Lui, Lei ecc. )

    (Lei)
    — “Ma che sbadata! . . . Ma questa mattina
    debbono capitare tutte a me?!
    Guarda che ho fatto! . . . Sbatto la bustina
    di zucchero . . . così . . . ed ecco che

    di sotto è rotta e m’è volato in faccia.
    Pure sulla tua giacca . . . la disdetta! . . .
    guarda, è finito . . . Uh, che figuraccia!
    Ed anche qui . . . dentro la camicetta,

    ed anche . . . oh, nooo! . . . Ma, sì, più dentro ancora!
    . . . Che schifo! Sono tutta impiastricciata . . .
    ed il caffè è amaro . . . !”

    (Lui)
    _________________ — “Embeh! . . . e allora? . . .
    sarai . . . come a Catania . . . ‘zzuccarata!'”

    Chè quando si vuol fare un complimento
    laggiù si usa, sai?, questa parola:
    ‘Di zzuccuru tu si’ . . . ‘ cantava al vento
    Turiddu a Santuzza . . . e puri a Lola.

    E poi hai fatto bene, perchè . . . pensa! . . .
    se prendo or senza zucchero il caffè,
    dato che lì è finito . . . in ricompensa
    più tardi avrò da te . . . spero . . . un Nestè!”

    (Lei)
    — “Ma che ti salta in mente? . . . Dove trovi
    certi parallelismi, amore mio?!
    Di ogni fatto ingenuo ti giovi
    per trasformarlo subito in . . . ‘avvio’.

    Stiamo in un bar . . . In pubblico noi siamo.
    E tu a fare certe osservazioni . . .
    La gente lo capisce . . . Ci facciamo
    una figura . . . se le tue espressioni

    qualcuno sente oppur dalla tua faccia
    avverte questa tua ‘golosità’!
    Dài . . . non guardarmi come chi a caccia
    scorge le lepri andar di qua e di là.

    Mi vedi adesso pure ‘zzuccarata’!
    . . . E che son diventata un bombolone?
    un lecca lecca? . . . una cioccolata? . . .
    un croccantino? . . . un pezzo di torrone? . . .

    Diventi ogni dì più esigente . . .
    ‘E dàtti ‘na carmata!’ . . . Che ti è preso? . . .
    Non t’accontenti ormai più di niente!
    Più tempo passa e più diventi teso

    . . . nel senso che sul tema sempre pronta
    una risposta hai tu . . . Io lì per lì
    fingo di non capir . . . faccio la tonta,
    ma c’è, mio caro, un limite anche qui . . .

    E se mi stanco . . . sei fregato, allora!
    Infatti se ribatto: ‘E cosa aspetti
    a prendertelo qui? . . . te lo dò ora
    il mio Nestlè’! . . . tu, beh, . . . come ti metti?”

    (Lui)
    — “E come vuoi, amore, che mi metta!? . . .
    A te la prima mossa, e poi . . . aspetta.

    . . . O nooo! . . . Ti sei fermata? . . . E come mai? . . .
    Deciditi! . . . Lo fai o non lo fai?

    Sei sotto scopa . . . Dài, osa! . . . Osa!
    E che? . . . Non la fai più la spiritosa? . . .

    quella che tiene la battuta pronta?
    . . . Beh, chi non sa contare, dopo . . . sconta!”

    (Lei)
    — “D’accordo! . . . Non la faccio . . . La vergogna
    mi vince qualche volta . . . Che carogna

    tu fossi certamente l’ho pensato,
    ma fino a tanto . . . no. Mi hai stoppato.

    Però, quanto al Nestlè . . . e quando tu
    l’assaggerai? . . . Non ci contare più!!!

    Mai e poi mai . . . Fino a che morrò
    sarà la mia risposta ‘E no!’ . . . ‘E no!’

    Di Tantalo la fine tu farai . . .
    Più ti farai accosto e più vedrai

    ritrarsi la sorgente, e ciò perchè
    lo spiritoso tu l’hai fatto . . . Tiè!”

    (Lui)
    — “E poi . . . per te . . . sarei carogna io? . . .
    E tu che sei? . . . un angelo di Dio!

    Ma il cherubino con i ricci in testa
    non tiene la battuta tanto lesta,

    non stuzzica, ma calma le persone,
    da lui non si diffonde tentazione,

    ed ha alucce bianche per volare
    . . . non per sbatterle in faccia . . . non ti pare?

    Vedrò, comunque, se la manterrai
    questa minaccia, o ti scioglierai

    siccome zucchero in caffè nero
    o biondo the . . . Perchè, per quanto è vero

    il mondo, resti sempre ‘zzuccarata
    . . . pur se m’hai fatto oggi . . . una inquartata”.

    (Sergio Sestolla)

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  2. Amfortas 29 marzo 2020 alle 2:54 pm

    Sergio, sai cosa m’ha ricordato la tua poesia, forse per il retrogusto siciliano? Michele Sindona. Chissà, forse si è fatto fregare dal desiderio di qualcosa di dolce, boh. Anche questo non lo sapremo mai, ma vivremo bene ugualmente!
    Ciao, Paolo

    "Mi piace"

  3. CASSANDRO 30 marzo 2020 alle 10:12 am

    Sì, sì . . . “i dolci cambiano la vita”, o la rendono più armoniosa: peraltro spesso le cose dolci sono al fianco nostro

    LE TUE LABBRA

    Le labbra tue non sono labbra, sono
    fiocchi di neve lievi, pan di spagna,
    schiumone al mandarino, sono cono
    di crema quando sopra lo si bagna

    di cioccolato fuso. Non so dire
    quel che sentii quando mi baciasti
    alla stazione prima di uscire . . .
    In mente mia vibrarono i tasti

    di sinfonia divina e la linguetta
    con tocco appena appena fu il clou.
    Hai tu presente quando freccia svetta

    in alto, verso il sole, anzi più su?
    . . . o fulmine che albero intercetta?
    Ecco, non fu così! . . . Molto di più!

    E poi per strada ce ne siamo dati
    mille e più mille . . . e non ci son bastati!

    (Cassandro)

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  4. Amfortas 30 marzo 2020 alle 11:09 am

    Ciao Cassandro, del resto già Giacosa e Illica mettono in bocca a Cavaradossi, non a caso, la frase “O dolci baci o languide carezze.
    Comunque, ribadisco, i dolci più che al nostro fianco li sentiamo sulla nostra vita!
    Ciao, Paolo

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