Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 28 (di navicelle e Bob Dylan)

 

Oh, tutto di navicelle coperto è il flutto.

È un verso del Prologo dall’Attila di Giuseppe Verdi.

Qui siamo a ottobre dell’anno scorso, in occasione della Barcolana. Un vero e proprio assembramento di quelli che oggi verrebbero sanzionati con la fucilazione.

 

Alla fine ci guida il vento, sempre. E tutto dipende dalle prospettive.

Quali sono le nostre prospettive: The answer my friend is blowing in the wind.


 

8 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 28 (di navicelle e Bob Dylan)

  1. giuliano 1 aprile 2020 alle 7:50 am

    io ero rimasto fermo alle cimbe…
    tu che sei un uomo di mare, forse sai che il mio cognome è anche il nome di una barca a vela, penso veneziana. Ho anche la traduzione in inglese: ketch
    hai mai fatto un giro su una cimba?

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  2. Amfortas 1 aprile 2020 alle 8:32 am

    Ciao Giuliano, il tuo cognome è una splendida barca, non ne conosco però l’origine. E non sono mai montato su di una cimba, accidenti.
    In compenso, a parte la mia ex barca, ho “navigato” sulla “batela” di mio zio. Era ormeggiata nel Canale di Ponterosso, qui a Trieste, e dovevamo aspettare la bassa marea per entrare o uscire, altrimenti ci incastravamo sotto il ponte. Un paio di volte abbiamo rischiato di farlo!
    Ciao Paolo

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    • giuliano 1 aprile 2020 alle 2:23 pm

      intanto ho trovato un “buco” su wikipedia, il bovo non c’è e la barca che si chiama ketch ha un altro nome. Però da google ci si arriva.
      io ho navigato solo sui battelli di linea del lago, fino a Bellagio, l’isola Comacina, queste cose qui. E poi su una chiatta, su un traghetto, i vaporetti. Insomma, non valgo niente come marinaro.

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      • Amfortas 1 aprile 2020 alle 3:28 pm

        Giuliano non per niente si dice “marinaio di acqua dolce” 😂
        In realtà anni fa, sul Lago di Garda, vidi una tempesta di vento assai pericolosa, che avrebbe messo a dura prova anche un rude marinaio abituato ad altri cimenti.
        Io di brutte esperienze in mare ne ho fatte più di una: a vela, al largo di Miramare per un neverin e a motore, in Quarnero con la Bora è in Istria con il libeccio. Tanta paura 😂

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  3. SERGIO SESTOLLA 1 aprile 2020 alle 11:02 am

    Il vento porta tutto: risposta, ammonimento, consiglio, amore . . . l’uomo nacque col “soffio” del divino!

    PAROLE AL VENTO E NO
    (Blowing in the wind)

    Augurati tu di non dovere
    mai dire a chi ti è assai caro
    “Te lo avevo detto!” . . . perché nere
    nubi ci stanno allora, e nessun faro

    — come di notte senza luna piena —

    a illuminare la scogliera. Mai
    un tal giorno in vita tua ci stia,
    perché “Avrei dovuto”, ti dirai,
    “insistere di più perché la mia

    idea prevalesse (ah, che pena!),

    o in qualche maniera convincesse
    chi accanto a me or piange e si dispera”.
    Ma per fortuna il destino intesse
    fili diversi, e nessuna sera

    (a questo punto cambio la scena)

    eterna è: prima o poi albeggia,
    il sole torna e si scorda ognuno
    il mancato ascolto, che pareggia
    il “Te lo avevo detto”. Uno a uno.

    Però un monito ci scorra in vena:

    “Il consiglio di chi ti ama abbraccia,
    specie se vien da mamma tua perché
    lei sol può dirti: ‘Lavati la faccia
    così sarai più bella di me!’.

    Solo la madre tua per te si svena.

    Son spesso le parole un tormento,
    pur se spesso ti ingolfi “non le sento”
    pur se ancor più spesso son “memento”,

    e per fortuna immensa . . . lenimento.
    Sì, senza lor sarebbe il mondo spento.
    Non sol risposta, pure ammonimento

    . . . “blowing in the wind’ . . . lo porta il vento.

    ( Sergio Sestolla)

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  4. Amfortas 1 aprile 2020 alle 12:57 pm

    Vento che non è certo mancato a Trieste nelle ultime settimane e che ha spazzato l’atmosfera di putrescente marciume che aleggiava sulla città. Purtroppo i politici sono come nei versi di Da Ponte: Come scoglio, immotI restano.
    Ciao, Paolo

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  5. SERGIO SESTOLLA 2 aprile 2020 alle 5:28 pm

    Un po’ di pietà, Amfortas, pure per i politici che “come scoglio immoti restano”, che ricercano la nostra tranquilli, la nostra pace, forse perché non sanno che il “Pace, pace mio Dio” (della Forza del destino),si riferisce a diversa situazione.

    Cerchiamo di capirli ed apprezzarli: lavorano ed hanno lavorato di fino

    BASTA COI POLITICI! (1)
    (Onore al merito!)

    “Rubano i politici!” . . . E con ciò?
    “Si fanno fare dei regali!” . . . Embèh?
    “Fan con le fans quelle cose che
    tu bene sai ed io bene so?”

    Sarà, ma a criticare non ci sto.

    Qual meraviglia? . . . L’indignazione
    è invidia! . . . Lasciamoli ‘mangiare’,
    farsi corrompere . . . e pur scopare
    gratis! . . . E ciò perché, attenzione,

    faticando assai più di Sansone,

    non se lo sono forse meritato?
    Non sono andati forse a piatire
    un seggio? . . . uno scranno? . . . e poi dire
    al Capo: “Più che Dio tu sia lodato! . . .

    A te io non sarò mai mai ingrato! . . .

    Tutto ciò che vuoi io farò”?
    E allora BASTA! . . . Riconosciamo tosto
    che molto han traccheggiato per quel posto.
    E sia “Onore al merito!” perciò!

    “Presentat’armi” a chi si logorò!

    Chi se ne fotte se invece “E noooo”,
    avresti detto tu, “non te lo do
    (o “la”, a secondo i casi) manco un po’!” ?

    Ma l’hai capito, o no, che sei Totò,
    al quale verrà detto sempre “Sciò!”,
    e loro Cary Grant? . . . Sveglia, ahò!

    E allora, così sia . . . “Chapeau! . . . Chapeau!”
    Ti puoi salvare sol con lo sfottò!

    (Sergio Sestolla)

    ( 1 ) PREMESSA

    E’ giustu ‘ddu pruverbiu catanisi
    ca di fotografari è capaci
    chiddi ca di politica su’ ‘ntrisi:
    “Cu mangia mangia, abbasta ca c’è ‘a paci!”

    (E’ veritiero quel proverbio catanese
    che di fotografare è capace
    coloro che di politica sono intrisi per proprio interesse:
    “Chiunque mangia . . . mangi pure, purchè ci sia pace!”)

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  6. Amfortas 2 aprile 2020 alle 6:12 pm

    Caro Sergio, mi hai fatto ricordare un antico motto del mio primo istruttore di fotografia, che recitava così: Nella letteratura esistono gli scrittori e gli scriventi, allo stesso modo nella fotografia esistono fotografi e fotografanti. Credo si possa aggiungere, in un tripudio di participi presenti, che esistano politici e politicanti.
    Ciao, Paolo

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