Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 29 (di donne e bellezze).

L’Arte nel suo mistero, le diverse bellezze insiem confonde…
È un verso tratto dal primo atto di Tosca di Giacomo Puccini, ed è quello che pensavo quando, anni fa, scattai questa foto all’interno del Museo Revoltella a Trieste.

Le bellezze erano la pittura e la danza.

4 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 29 (di donne e bellezze).

  1. CASSANDRO 3 aprile 2020 alle 10:18 am

    Tutto ciò che non comprendiamo subito lo classifichiamo “mistero”(dell’arte poi non ne parliamo che, dove i quadri, ad esempio spesso parlano, “nel suo mistero le diverse bellezze insiem confonde”) anche perché la vita tutta è un mistero, sempre che non si voglia accettare la precisazione di Shakespeare

    “La vita è solo un’ombra che cammina,
    un povero attore che si dimena e va pavoneggiando
    sulla scena del mondo la sua ora.
    E poi non se ne parla più.
    E’ la favola raccontata da un idiota
    tutto strepito e furia
    che non vuole dire niente”.

    E’ un mistero pure chi può apparire . . . . . .

    S T R A N O M A . . .

    Io scrivo dei bei versi hai detto,
    che son galante, e sempre con rispetto

    tratto le persone, e forse appaio
    “strano” per ciò . . . ma che ciò non è un guaio.

    Ah, questi sì che son buoni giudizi!
    Lo so che sembro spesso un poco “strano”,
    e che talora vengono per sfizi
    prese le mie parole. Piano piano

    (occorre dare tempo al tempo invero
    per accertare se questo è un mistero!)

    però la gente — quella intelligente
    siccome sei tu — capisce che
    la mia “stranezza” è solo apparente
    . . . una maniera d’essere, perché

    (ognuno ha le sue armi e le usa
    per come crede, senza chieder scusa!)

    possa renderti omaggio e fare in modo
    che tu sorrida e con allegria
    affronti questa vita, ed in un brodo

    di ossequio, gentilezza e magia
    riesca ad annegarti. Ah, se ne godo
    se dici: “ ‘Strano’, e poi . . . ‘mamma mia,

    le tue parole son tutte da bere,
    mi mandano a volte sulle sfere,

    ed altre volte mi fan da calmiere!

    . . . Continua ad esser “strano”, per piacere

    così pur scacci i virus pantere!

    (Cassandro)

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  2. Amfortas 3 aprile 2020 alle 12:21 PM

    Cassandro, se ci mettiamo a citare il Macbeth non la finiamo più 😂
    Anche se io mi vedo meglio nei panni della Lady, ma pazienza!
    Ciao, Paolo

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  3. CASSANDRO 3 aprile 2020 alle 1:25 PM

    Scusami, Amfortas, se ho risposto sul mistero principe, cioè quello dalla vita, e non ho ben focalizzato il sottotitolo del tuo suggestivo post (“di donne e bellezze”), che pur traluce dalla tua emblematica fotografia.

    Stai creando una memorabile antologia, un fior da fiore delle tue più belle foto. Anche il titolo è per me molto suggestivo, “Tutto” e “Chiuso”.

    Comunque tornando al tema delle “donne e bellezze” (mio argomento preferito anche in tempi di coronavirus . . . e vorrei vedere!) cerco di intervenire su questo, senza più parlare di Lady Macbeth, che alla propria femminilità rinuncia (nella tua foto sembra di vederla già sul trono agognato), cercando proprio di spiegare il loro sempiterno “mistero” (grazie pure a quel signore “barbuto” che credo non abbia le tue preferenze), che tutta l’avvolge e la ricopre.

    CHE E’ LA DONNA

    — “Che è la donna te lo dico io.
    Hai tu presente un bel savoiardo,
    di quelli fatti come vuole Iddio,
    morbido e tondo? . . . oppure un leopardo

    pronto a scattare se vede una preda?
    . . . o il caro accoccolarsi di un gatto
    che fa le fusa e sembra che chieda
    “ancora”, e la coda rizza quatto

    sporgendo lieve il muso? Eh sì, però
    è così lei solamente se
    le vai tu a genio, se no

    si sbriciola il biscotto in un due tre,
    ti azzanna il leopardo, e dirai: ‘Ohhh,
    mi graffi forte, micio . . . e che è?’

    Ah, come Pocket Coffee è ella in più,
    che ti dà forza e ti tira su,
    e al ciel ti manda mentre va giù giù.

    Ma sempre che sia ‘entro la scadenza’
    di empatia, se no è meglio star senza:
    credi a chi ne ha fatto esperienza!”

    — “E allora, è sempre lei che comanda?”

    — “Certo! . . . rendendo vita or dolce e blanda
    pari allo stare dentro una ghirlanda

    . . . o con pioggia come il Dio la manda,
    se solo cambia idea . . . E allor si sbanda!”

    Ed è pure capace nel suo cuore
    di coltivare, tacita, un amore,

    se non può esternarlo, come un fiore
    che sol per lei profuma ed ha colore,
    fiera di amar così anche il dolore

    Comunque sia resta un mistero
    che neppure Freud ha risolto,
    che a “was will ein Weib?” in vero
    giammai rispose . . . Pensa tu uno stolto!

    (Cassandro)

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  4. Amfortas 3 aprile 2020 alle 3:28 PM

    Tra l’altro, Cassandro, questa foto ha una storia dietro. Fu scattata nel febbraio del 2018 quando io ero in…carrozzella! Mi ero infatti appena rotto il tendine di Achille e non volevo saperne, nonostante l’ingessatura, di stare a casa. Così, accompagnato da mia moglie, andai a questo “evento” interessante e scattai come potevo da seduto. Fare di necessità virtù si dice, no? E infatti, dalla singolare prospettiva in cui ero costretto, indovinai questo scatto. Quanto a Freud, boh. Oggi gli farei volentieri un ritratto: onirico.
    Ciao, Paolo

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