Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 49 (della flessibile rigidità etica del vento)

Questi post al tempo del COVID-19 hanno una particolarità che non conoscete: sono scritti di getto, senza preparazione (e perciò, inevitabilmente, con qualche strafalcione che poi correggo quando me ne accorgo).
Di solito non faccio così, il mio workflow è molto più rigido: scrivo su di un editor, correggo, controllo, peso aggettivi e sostantivi, trovo sinonimi. Di questi tempi però non ho voglia e, anche se non è proprio il mio modo di fare, improvviso.
È una modalità che uso anche nella fotografia. Il mio background culturale mi suggerisce un certo qual senso teatrale, che ovviamente va preparato e studiato nei particolari; altre volte improvviso.
Del resto anch’io sono un po’ così, a fasi alterne, diciamo. Mi piace programmare ma anche improvvisare, per quanto nel secondo caso cominci a fare un po’ di fatica perché non si arriva a quasi 65 anni senza qualche ferita, che poi va a pesare sulla parte giocosa e più scanzonata di noi stessi.
La foto di oggi, che forse ho già pubblicato ma non ne sono sicuro, fa parte della parte di me che improvvisa. È che pensavo alla bora che oggi è discreta e al vento emozionale che, ogni tanto, porta via anche quello che non vorremmo.

4 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 49 (della flessibile rigidità etica del vento)

  1. CASSANDRO 22 aprile 2020 alle 2:02 PM

    L’improvvisazione, cui ti appelli, Amfortas, è la parte più collegata all’anima.

    Ad esempio, nel disegno, assai più dell’opera freddamente completata, preferisco lo “schizzo”: è lì secondo me che tramite la matita l’anima dell’artista arriva sulla carta.

    In fotografia ne hai ben dato un saggio con la tua foto del vento emozionale che spira quando ex novo si crea.

    Ciò avviene pure, anzi è stato istituzionalizzato, in letteratura con i Certamen letterari, che molte volte diventano sfida e provocazione pure nella bella vita privata di tutti i giorni, quella del tempo in cui ci si parlava vicini vicini, ci si guardava negli occhi e si veniva attratti anche dal movimento delle labbra, libere da infrascamenti.

    C E R T A M E N ( Lui, Lei, Lui . . . )

    — “Tu dammi un qualsiasi argomento
    ed io ti faccio . . . una poesia
    . . . o meglio, metto in rima in un momento
    qualche pensiero . . . Sù, avanti . . . Via!”.

    — “Spaccone anzi che no, fammi vedere
    che mi sai dire della . . . ‘verità'”.
    — “Ci avrei giurato che pur di sapere
    che fosse mai . . . partivi tu da qua.

    E lo saprai! . . . Essa è quella cosa
    che, gira e rigira, prima o poi,
    . . . pur se ti sta, è noto, un poco odiosa . . .
    vien sempre a galla . . . vuoi o non vuoi”.

    — “Scocciare in rima è una squisitezza,
    che non ti fai scappare . . . vero, vile? . . .
    . . . e me la pagherai! . . . E la . . . ‘bellezza’?
    mèttila in versi . . . ma sii più gentile”.

    — “Se la ‘bellezza’ si vuole ammirare
    basta guardare te . . . questo non scoccia!!! . . .
    quando in costume nero, in riva al mare,
    a Ferragosto . . . sshlàpp . . . ti fai la doccia”.

    — “Beh . . . questa mi sta bene! . . . ma ora, di’ . . .
    veniamo a quando — ahimè! — io resto sola,
    chè vai lontano e mi lasci qui
    . . . la ‘lontananza’ in rima . . . no, non vola!”

    — “E invece, sì . . . La ‘lontananza’ è quella
    triste parola, che, fino a che torno,
    ti rende al mondo . . . inutilmente bella,
    come falce di luna a mezzogiorno”.

    (Cassandro)

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  2. Amfortas 22 aprile 2020 alle 3:04 PM

    Ciao Cassandro, quando nomini i certamen mi sovviene Wagner, che dell’argomento si occupa in due grandiosi capolavori: Tannhäuser e, soprattuto, I maestri cantori di Norimberga.
    Semplificando in modo indecoroso, in entrambe le opere sono protagonisti 2 menestrelli che infrangono le regole della gara, presentando, diciamo così, due rime fuori tema e per certi versi provocatorie. Per non parlare poi dei famosi Trovatori medievali che pure Verdi indagò con profitto.
    Per quanto riguarda il disegno, credo di essere il peggior disegnatore di sempre. Ne ho data ampia prova nella mia vita, eppure il nonno era un pittore dilettante ma apprezzato. Chissà a chi sono andati i suoi geni!
    Ciao, Paolo

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  3. SERGIO SESTOLLA 22 aprile 2020 alle 6:45 PM

    Molte volte, dicono, i ‘geni’ saltano una o due generazioni, così forse si è trattato con la tua capacità di disegnare o meno.

    Comunque, mai dire mai o disperare, caro Amfortas: si puo disegnare una immagine con la reflex, e qui ci riesci benissimo, o con un verso.

    Io ogni tanto ci provo a fare correre la matita della fantasia. Sempre che il soggetto valga!

    A B O R D O P I S C I N A

    Sarebbe facilissimo, un gioco
    te disegnare, bianca, rilassata
    a pancia sotto… sotto un sol di fuoco…
    qui, a bordo piscina, già affollata.

    Da sola correrebbe la matita,
    lieve lieve incurvando dove c’è
    da piegare… alle spalle… in vita
    … nel morbido “più giù”, dolce e osè,

    laddove il tanga non si sa se esiste,
    lieve filo di luna fra le dune,
    e fra queste svanito… e non è triste,
    chè quelle sono fuori del comune.

    Pittore io però per niente sono,
    solo dei versi so scarabocchiare,
    per cui da lontano, buono buono,

    ci provo sulla carta a fermare
    la silhouette tua che come un dono
    offri al sol di giugno da abbronzare

    … e a me, ‘tu non sapendo’, da ammirare.

    “Tu non sapendo”? . . . Beh, lasciamo stare!
    . . . chè sei venuta poi a domandare
    che avessi scritto standoti a guardare!

    Da donna che non guarda . . . diffidare!

    (Sergio Sestolla)

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  4. Amfortas 23 aprile 2020 alle 8:18 am

    Sai Sergio, purtroppo nel mio caso i geni che si sono rifiutati di abitare da me sono tanti. Oltre al disegno, come ho già scritto più volte nonno suonava, papà suonava, mamma suonava, zio suonava. Io, che sono solo suonato, faccio il critico musicale.
    Ci deve essere una logica in tutto ciò, perversa, ma ci deve essere!
    Ciao, Paolo 😀

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