Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 59 (di primi maggi forieri di catastrofi e di giustificati pessimismi)

Beh, oggi non si può parlare altro che di lavoro, soprattutto di quello che non c’è, e anche di quando riusciremo a condividere (per chi interessa) e a riprendere una vita sociale.

Vi dico come la vedo io e non potrà essere altro che una visione funerea per tanti motivi.
Sarò sintetico, in ordine sparso.

  • Nella sostanza, di come combattere il maledetto COVID-19 non sappiamo ancora nulla o quasi. I provvedimenti presi dal governo sono stati utili? Sembra di sì.
  • Le misure sino a ora adottate hanno un prevalente carattere di restrizione arbitraria delle libertà individuali. Sono, dal mio punto di vista, ampiamente anticostituzionali e altrettanto grossolanamente pericolose per il futuro.
  • La situazione economica – parlo per l’Italia – , già drammatica prima di questa crisi, è destinata a peggiorare in modo spaventoso.
  • In Italia c’è da molti anni quota parte degli elettori che esprime una spiccata xenofobia, un evidente razzismo, una pericolosa tendenza all’autoritarismo.
  • La crisi dovuta alla pandemia ha dato dignità di comportamento virtuoso alla delazione più becera.
  • Una quantità enorme di persone, tra qualche mese, dovrà fare i conti con le banche. Cosa potrà andare storto, secondo voi, a qualcuno che si è indebitato sino al collo perché ha aperto un’attività legata al turismo? A quel turismo di massa promosso da una classe politica deficiente che ha reso le nostre città dei divertimentifici?
  • Sinora, diciamo negli ultimi trent’anni tutto (?) è andato liscio perché la stragrande maggioranza delle persone è riuscita a mettere insieme il pranzo con la cena. Non sarà più così tra sei mesi.
  • Già oggi, c’è un clamoroso deprezzamento etico del lavoro, con persone che pur di poter portare a casa qualche euro svendono professionalità preziose in aste al ribasso online, fornendo gratis et amore servizi che hanno, anzi devono avere, un costo. Lo faccio anch’io, non sto a dirvi come, mentre il perché è evidente.
  • Il lavoro da casa, in linea di massima, conviene al capitalismo in senso stretto, non sicuramente a chi lavora. La cosiddetta flessibilità sarà un’ulteriore arma in mano ai grandi potentati economici e alle multinazionali.
  • Storicamente, in queste situazioni, la malavita organizzata cresce. Lo fa perché ha rappresentanti nella politica e perché ha inimmaginabile disponibilità di mezzi. Gli usurai faranno affari d’oro.
  • La disparità economica sociale allargherà ancora di più la sua forbice e molti sceglieranno la via più facile dell’illegalità di tutti i tipi.
  • Scoppieranno disordini nelle piazze e le persone chiederanno che sia ristabilito l’ordine. L’ordine non sarà ristabilito, ma l’esperienza fatta durante la fase acuta della pandemia da COVID-19 sarà utile. Le restrizioni alla libertà personale saranno un gioco da ragazzi, e si chiuderà il cerchio.

Aggiungo che ho scritto di getto, senza premeditazione e di proposito non ho messo nell’elenco puntato che per i teatri, per i lavoratori del teatro e per la cultura non si è fatto nulla.
Buona fortuna a tutti.

7 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 59 (di primi maggi forieri di catastrofi e di giustificati pessimismi)

  1. giuliano 2 maggio 2020 alle 7:25 am

    ti lascio una mia osservazione personale che aiuta a capire cosa sta succedendo, almeno in una parte: in fabbrica, per molti anni, le lettere di ammonizione del personale erano rare, arrivavano solo in casi eccezionali. Dopo la metà degli anni ’90, con l’arrivo di una legge (sacrosanta) sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, le lettere di ammonizione divennero tante, anche per motivi futili sui quali si poteva sorvolare (del tipo: ti togli il casco in mezzo al piazzale, dove non ci sono carichi sospesi e nemmeno un cavo elettrico in un raggio di duecento metri). Il motivo del cambiamento sta nella possibilità di azioni legali contro i capi, compresi gli amministratori delegati. Le lettere d’ammonizione (dopo la terza c’è il licenziamento) possono essere utili se succede qualcosa di grave e ti portano in tribunale, dimostrano che il capo “ha preso provvedimenti”. Poi, certo, non tutti i magistrati abboccano e le responsabilità vere saltano fuori lo stesso: io penso spesso agli operai dell’acciaieria Thyssen di Torino, una strage dove tutti portavano certamente il casco e i guanti e le visiere e le scarpe, ma non sono serviti a niente. Le testimonianze dei sopravvissuti, al processo, erano terrificanti.
    Ecco, è molto probabile che, finita la pandemia, molti amministratori e anche qualche medico (pensa al Pio Albergo Trivulzio a Milano) si ritrovino in tribunale, come accusati. Per il resto, le tue paure sono anche le mie, e ne aggiungo un’altra: fra due anni è il centenario della marcia su Roma… si riuscirà a mantenere l’ordine?

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  2. Amfortas 2 maggio 2020 alle 7:41 am

    Ciao Giuliano, ottima osservazione che scopre un’altra fogna e cioè la necessità primaria che si definisce, senza troppi giri di parole “pararsi il culo”. È ormai diventata una specie di faro in una notte nebbiosa, tutti ne sono attratti perché in questo modo si scaricano le responsabilità su altri i quali, a loro volta, lo fanno su terzi. È per questo che certi processi durano decenni e si concludono spesso con un nulla di fatto.
    Non ti sto a precisare per motivi di riservatezza ma in certi casi si comminano sanzioni alla cazzo solo per ignoranza: tanto il sanzionato può andare in tribunale e dimostrare che il provvedimento era sbagliato. C’è un problema però e cioè che mentre chi sanziona passa ad altro subito dopo, eventuali processi richiedono tempi e risorse che non sono sostenibili.
    Quanto al centenario sarà “divertente”, speriamo di poterne riparlare…
    Ciao, Paolo

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  3. CASSANDRO 2 maggio 2020 alle 2:57 pm

    Per non correre il rischio di dovere dire fra qualche tempo: “Aveva ragione Amfotas che temeva di ricominciare a bere, perché tutto sarebbe andato sempre peggio, sperando che almeno qualcuno lo fotografasse o gli dedicasse una poesia” (cfr. chiusura della tua risposta nel post sottostante), provvedo subito e mi tolgo il pensiero.

    O meglio, più che mia è tua, nel senso che ho riprodotto in versi, a mio uso e consumo, per mia memoria, le tue parole von le quali realisticamente hai scritto in maniera puntuale, e che coincide al cento per cento col mio modo di pensare (io avrei pure parlato della botta che ci sarà con le carte di credito per quelli che pagano il loro debito a rate mensili!).

    Spero che non ti dispiaccia, e in attesa che si torni alle fotografie dei ristoranti dove si reclamizza paciosamente “La settimana dei porcini”.

    AMFORTASIANITA’
    (Dal blog di Amfortas
    “di tanti pulpiti”)

    Come combattere quel maledetto
    COVID-19 non si sa:

    solo restrizioni, ehm, di getto
    abbiamo avuto noi di libertà,

    mentre l’economia tutta intera
    è precipitata in crisi nera

    innalzando il tasso di razzismo
    e la tendenza all’autoritarismo,

    ridando vita alla delazione,
    e a debiti ultraprevisione

    specie nel settor che si pensava
    in crescita, il turismo, e si sbagliava.

    Sarà fra sei mesi una gran pena
    mettere insieme il pranzo con la cena.

    Si svende già a ribasso furioso
    lavoro ch’era un tempo prezioso,

    e quello svolto a casa, se adeguati,
    sarà arma in mano ai potentati.

    E cresce malavita organizzata,
    e come in un’orgia, un’ammucchiata,

    disponendo di capitali vivi,
    farà noi soggetti, ovvio, passivi:

    saran più ricchi i ricchi ed invece
    i poveri staranno in nera pece.

    per cui la scelta dell’illegalità
    sarà la sola opportunità.

    Disordini in piazza ci saranno,
    e al fine di evitare altro malanno

    ‘ordine’ si vorrà da uomo forte,
    e saremo schiavi fino a morte!

    Si sarà così ben chiuso il cerchio,
    su libertà mettendo il coperchio.

    Sempre così succede – il saggio giura —
    quando ammazzata è stata la cultura.

    (Cassandro)

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  4. Emma RD 2 maggio 2020 alle 5:03 pm

    Che devo dire? Le paure sono tante, ci rendiamo tutti conto che la situazione è drammatica, dei disordini di piazza (e nelle carceri) abbiamo già avuto un assaggio ma… avete pensato che la limitazione della nostra libertà personale al momento non ci viene da chi festeggerà il “centenario”? Certo come sempre è accaduto, ci sarà chi se ne approfitterà e sarà dura per tutti. Il mio innato ottimismo sta andando a farsi benedire…
    Buona fortuna a tutti.

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    • Amfortas 2 maggio 2020 alle 6:08 pm

      Cara Signora Emma, ha ragione anche lei dall’alto della sua saggezza.
      Non so, oggi, rileggendo l’articolo ho pensato che forse sono stato troppo negativo. Però leggo che anche lei comincia a nutrire qualche dubbio, perciò…
      Speriamo almeno di rivederci in teatro!
      Paolo

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  5. Pingback:La Fase Arrangiatevi (di cupi versi di uccelli del malaugurio, superstiziosi disagi e sconci gesti apotropaici). | Di tanti pulpiti.

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