Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tutto chiuso: Intervallo 60 (di persone irregolari e grandi direttori d’orchestra)

Oggi devo festeggiare un compleanno. Non il mio, ma quello di Valerij Abisalovič Gergiev il quale, a mio modestissimo parere, è uno dei più grandi direttori d’orchestra del panorama odierno.
È un musicista originale, estremamente spumeggiante nelle sue interpretazioni sia operistiche sia sinfoniche. Con Gergiev sul podio non ci si annoia di certo e spesso riesce a rendere interessanti pagine musicali che do per scontate. Dirette da lui, invece, scopro qualche particolare che m’era sfuggito in tanti ascolti live o discografici.
Ma a me piace soprattutto perché lo considero un irregolare dal punto di vista umano; non si sa mai cosa aspettarsi, non è scontato ed è palesemente fuori dalle righe e dagli schemi (forse un po’ logori) sia dell’artista genio e sregolatezza sia di quello che dedica la vita all’Arte. Gergiev sta in una specie di terra di mezzo in cui tutto può accadere, quando lo vedo dirigere mi chiedo sempre “Chissà cosa s’inventerà, ora”.
Per certi versi mi ricorda Charles Bukowski col quale condivide un certo gusto per l’eccesso.
Credo che oggi più che mai abbiamo bisogno di persone irregolari, che ci facciano riflettere e non ci diano risposte certe.
Un po’ come questa mia foto, che potrebbe essere tante cose.

2 risposte a “Tutto chiuso: Intervallo 60 (di persone irregolari e grandi direttori d’orchestra)

  1. SERGIO SESTOLLA 3 maggio 2020 alle 10:06 am

    E chi si arrischia a dire cosa raffiguri questa tua fotografia, Amfortas!

    Si può andare da un bagliore dato dall’accendino per sigarette sulla superficie lucida di un pianoforte a coda ad un Ufo sfrecciante visto dalla balaustra di un balcone, oppure da una spiga di grano selvatica al momento del sorgere del sole ad una semplice luce fioca nello scuro.

    D’accordissimo comunque sul fatto che abbiamo bisogno di “persone che ci facciano riflettere e non ci diano risposte certe”.

    Per quanto mi riguarda, è’ già da un bel po’ di tempo, infatti che . . .

    TRASCURO CHI HA CERTEZZE

    Trascuro chi ha certezze di qualunque
    tipo codeste siano: così
    solamente io sto bene ovunque,
    e con chiunque, tanto lì per lì

    poi ben trovo una guida, una risposta,
    che mi consola e che mi fa sperare
    che tutto andrà bene, che la posta
    in gioco possa un giorno conquistare.

    Se mi macera quindi dubitanza
    e ad ogni passo mi chiedo “Perché?”
    . . . “Ma come mai?” . . . “Meglio la sostanza

    oppur la forma?”, bene cresco, e
    la mia cultura accresco e in abbondanza
    poi dono idee a chi sta con me.

    Il dire sempre sempre “Son sicuro”
    ti può portare a sbattere nel muro.
    E’ il dubbio luce fioca nello scuro.

    In Chiesa solo stanno le certezze.,
    come: “E’ il Maligno a fare nefandezze:
    da solo l’uomo non fa le schifezze”.

    Che sia così non me ne faccio beffe,
    però dubbi ne tengo a bizzeffe!

    (Sergio Sestolla)

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    • Amfortas 3 maggio 2020 alle 5:36 pm

      Caro Sergio, in effetti dubitare di tutto e tutti può essere un ottimo insegnamento per la vita, come ben testimonia la foto “nulla è come appare”.
      Grazie per la costanza dei tuoi versi, ora che siamo alla Fase2 non mi resta che scrivere l’ultimo post 😀
      Ciao, Paolo

      "Mi piace"

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