Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Euryanthe, capolavoro misconosciuto di Carl Maria von Weber. Ottimo Dvd della Naxos.

L’appassionato di musica lirica deve pur trovare conforto in questi tempi bui, in cui la musica dal vivo è quasi irraggiungibile. I Dvd sono un buon compromesso, soprattutto quando si possono vedere opere ormai uscite dal repertorio più praticato.
Perciò, in attesa di momenti migliori…

Euryanthe di Carl Maria von Weber è uno di quei capolavori di cui ci si chiede il motivo di una sostanziale scomparsa dai cartelloni dei teatri. Non è certo il solo, anzi, ce ne sono a volontà, ma di là del valore intrinseco la conoscenza della seconda opera del compositore tedesco, soprattutto per il mood noir e l’uso del coro, è fondamentale per capire scelte e atmosfere di alcuni drammi wagneriani: Lohengrin in primis, a mio parere.
Il Theater an der Wien è una delle colonne della cultura mitteleuropea e nel 2018 ha proposto Euryanthe in un allestimento di classico stampo minimalista firmato da Christof Loy. Inutile anche cominciare la consueta diatriba sull’ambientazione fedele o meno al libretto: questa non lo è. A qualcuno piacerà ad altri no e de hoc satis.
Ciò che conta è che la narrazione teatrale sia fluida e che l’atmosfera di tensione insita nella musica sia percepibile nelle spoglie scene firmate da Johannes Leiacher, per esempio. E, allo stesso modo, che i costumi di Judith Weihrauch distinguano il diverso rango sociale dei protagonisti.
Efficace l’impianto luci di Reinhard Traub, che sottolinea le reazioni emotive dei personaggi e accentua la drammaticità della trama con improvvisi passaggi dal buio alla luce accecante.
Il lavoro di cesello di Loy esce prepotentemente nella caratterizzazione dei caratteri e nella gestione dinamica delle scene.
Ottima la direzione di Constantin Trinks, sul podio della ORF Vienna Radio Symphony Orchestra che brilla in tutte le sezioni, capace di evidenziare gli strazianti contrasti interiori delle soggettive personalità e di accompagnare i cantanti nelle fatate atmosfere romantiche della vicenda.
Formidabile il rendimento del Coro che, come detto all’inizio, è non solo fondamentale nello sviluppo narrativo ma assurge alla dimensione di vero e proprio personaggio dell’opera.
Nel cast, tutto di gran livello e omogeneo, spiccano il carismatico baritono Andrew Foster-Williams (Lysiart), il mezzosoprano Theresa Kronthaler – Eglantine di non comuni capacità vocali – , il tenore Norman Reinhardt nell’ingrata parte di Adolar e la struggente e malinconica Jacquelyn Wagner, soprano dalla voce cristallina e sicura, nei panni di Euryanthe.
La regia televisiva di Paul Landsmann non fa danni e privilegia riprese ampie, evitando quei primi piani così sgradevoli che affliggono molte registrazioni dal vivo.

Euryanthe Jacquelyn Wagner
Adolar Norman Reinhardt
Eglantine Theresa KronThaler
Lysiart Andrew Foster-Williams
Re Ludwig Stefan Cerny
Herzogin von Burgund Eva-Maria Neubauer
Direttore Constantin Trinks
Regia Christof Loy
Scene Johannes Lejacker
Costumi Judith Weihrauch
Luci Reinhard Traub
Drammaturgia Klaus Bertisch
Regia televisiva
Orf Vienna Radio Symphony Orchestra
Arnold Scohoenberg Choir

 

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