Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Spigolature for dummies sul quinto concerto al Teatro Verdi nell’ambito della rassegna “Giovani talenti”: Vive la France!

César Franck

Riprendono, dopo una pausa di un mese, le serate della rassegna “Giovani talenti” al Teatro Verdi di Trieste.
Sono concerti registrati in teatro e trasmessi poi in differita sulla televisione regionale Telequattro, sabato alle 21.00 e domenica alla 23.30.
Il programma di questa settimana è un omaggio alla musica francese della seconda metà dell’Ottocento e principia con una breve composizione sacra – Psaume150, scritta nel 1883 – di César Franck.

Nella pagina musicale, prevista per organo, orchestra (ridotta) e coro, si riconosce subito l’andamento tipicamente liturgico, caratterizzato dalle suggestioni intime dell’impasto armonico in cui il coro si erge a protagonista.
A seguire alcuni lacerti (primo, terzo e quinto movimento) dalla Symphonie espagnole op. 21 di Édouard Lalo – composta nel 1874 – che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è una sinfonia ma un concerto per violino e orchestra.
Compositore francese atipico, d’ispirazione artistica sfuggente, Édouard Lalo si è cimentato in molti generi musicali con alterna fortuna. La Symphonie espagnole è uno dei suoi lavori più celebri ed è dedicata a Pablo de Sarasate, leggendario violinista e compositore spagnolo.
Il brano, accattivante e intenso, si inserisce nel filone della rivisitazione del folclore musicale spagnolo cui appartiene anche Carmen di Bizet, che è infatti composizione coeva: gli ascoltatori più smaliziati riconosceranno l’avvolgente ritmo dell’Habanera, danza popolare di origini cubane.
La pagina musicale è articolata in cinque movimenti e l’orchestra ha una funzione tutt’altro che subalterna al solista.
Chiuderà la serata la Sinfonia n. 3 in do minore “Sinfonia per Organo”, op. 78 di Camille Saint-Saëns, il “Brahms francese”, come colpevolmente è stato definito. Scrivo colpevolmente perché ogni Artista ha le sue caratteristiche e queste semplificazioni non hanno senso.
La Terza di Saint -Saëns – composta nel 1885 – è un brano peculiare, in cui convivono felicemente elementi classici, da Romanticismo ottocentesco, e altri screziati di una tecnica coloristica che guarda al Novecento.
Altra caratteristica della sinfonia è che, almeno sulla carta, è divisa in due movimenti, circostanza insolita per questa forma musicale.
L’ascolto, a mio parere, può essere abbastanza impegnativo proprio per la continua alternanza di passi melodici e struggenti ad altri caratterizzati da un senso di inquietudine piuttosto pronunciato.
Il prossimo concerto, che chiuderà la rassegna, andrà in onda il 17 aprile.

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