Di tanti pulpiti.

Dal 2006, episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Daniele Gatti dirige l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai l’integrale delle sinfonie di Brahms.

Il 22 e il 29 aprile dallAuditorium Rai di Torino in diretta su Radio3 e in live streaming su www.raicultura.it

Il 9 e 10 giugno anche in TV su Rai5

È il direttore d’orchestra milanese Daniele Gatti il protagonista dell’esecuzione integrale delle sinfonie di Johannes Brahms, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone a porte chiuse all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino nelle serate di giovedì 22 e giovedì 29 aprile alle 20. Entrambi gli appuntamenti, parte del cartellone dei “Concerti di primavera-estate”, sono trasmessi in diretta da Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Rai5 li proporrà in prima serata in due giornate consecutive, il 9 e il 10 giugno prossimi. 

2 e 3 febbraio 2020 DANIELE GATTI Direttore | Daniele Gatti Maestro del Coro | Gea Garatti Ansini Johannes Brahms Ein deutsches Requiem (Requiem tedesco), per soli, coro e orchestra, op. 45 (1868) Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo domenica 2 febbraio 2020, ore 18.00 – Turno P lunedì 3 febbraio 2020, ore 20.00 – Turno S Durata musicale: 1 ora e 20 minuti circa

Gatti è Direttore musicale dell’Opera di Roma e dell’Orchestra Mozart, ed è Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Ha ricoperto incarichi presso orchestre come quella del Concertgebouw di Amsterdam, dell’Accademia di Santa Cecilia, presso la Royal Philharmonic Orchestra e la Royal Opera House di Londra. I Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Symphonieorchestrer des Bayerisches Rundfunk e la Filarmonica della Scala sono alcune delle istituzioni sinfoniche che dirige regolarmente. Recentemente è stato protagonista dei due film-opera Il barbiere di Siviglia, vincitore del Premio Abbiati della Critica musicale italiana, e La traviata, realizzati dall’Opera di Roma con Rai Cultura e trasmessi su Rai3.

Torna sul podio dell’Orchestra Rai per due settimane consecutive, dopo aver diretto ben sei diversi programmi nel corso del 2020, e lo fa con tutte e quattro le sinfonie scritte da Johannes Brahms: autentico banco di prova per le orchestre e i grandi direttori. 

Il percorso che portò Brahms all’esordio nel genere sinfonico fu lungo e travagliato, fatto di anticipazioni e continui ripensamenti. Tra le cause del suo indugiare lo scontro lacerante tra l’impossibilità etica di sottrarsi alla forma musicale più elevata e la sua insicurezza, legata a una ricerca spasmodica di perfezione. Certo è che scrivere sinfonie dopo Beethoven non era impresa semplice. Brahms stesso confessò in una lettera al direttore d’orchestra Hermann Levi: «non puoi avere un’idea di ciò che si sente, avvertendo dietro le spalle i passi di un gigante come quello». Infine diede vita a quattro mirabili capolavori, tutti seguiti da un grandissimo successo. Nonostante siano state scritte a blocchi da due, tra il 1776 e il 1777, e il 1883 e il 1884, le sinfonie sembrano intrinsecamente legate da una certa malinconia, che le rende metafore sonore dei sentimenti più intimi del loro creatore.

Nel primo concerto, giovedì 22 aprile, Gatti apre con la Terza e chiude con la Prima sinfonia. La Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90 godette di un ampio successo fin dalla sua prima esecuzione, avvenuta a Vienna il 2 dicembre 1883 con i Wiener Philharmoniker diretti da Hans Richter. Celeberrimo il suo terzo movimento, usato dal noto regista ucraino Anatole Litvak per il film Aimez vous Brahms?.

La Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 invece fu completata da Brahms nel 1776, ma i primi abbozzi risalgono al 1755. La distanza che intercorre tra l’inizio del lavoro e la sua conclusione è da ricondurre alla continua insoddisfazione e alla già citata incessante ricerca di perfezione da parte del compositore tedesco. Nel Finale è possibile riconoscere una reminiscenza del celebre tema dell’Inno alla gioia di Beethoven. La prima esecuzione della Sinfonia in do minore, avvenuta il 4 novembre 1876 a Karlsruhe sotto la direzione di Felix Otto Dessoff, ebbe un grande successo. Il direttore d’orchestra Hans Von Bülow la ribattezzò la “Decima Sinfonia di Beethoven”, quasi a indicare in Brahms l’erede del compositore di Bonn.

In ottemperanza alle ultime disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si svolgono a porte chiuse, senza la presenza del pubblico nell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.

COMUNICATO STAMPA

4 risposte a “Daniele Gatti dirige l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai l’integrale delle sinfonie di Brahms.

  1. Pier 10 giugno 2021 alle 10:16 PM

    Carissimo, ho appena finito di sentire le sinfonie 3 e 4 di Brahms su RAI 5, e anche il “celeberrimo” terzo movimento che ovviamente ho riconosciuto solo ascoltandolo. Non sono forte in melodramma ma in musica sinfonica sono proprio un disastro. Condivido con te l’apprezzamento per Gatti (sentito, mi pare, in una recente Traviata televisiva). E’ bello quando la telecamera indugia sui singoli musicisti, valorizzando i diversi strumenti. Non capisco perché nei titoli di coda vengono elencati tutti i cameramen, i fattorini, gli addetti al catering e i singoli componenti dello staff, e mai i nomi dei maestri dell’orchestra. Mi sembra ingiusto.Come se nelle partite di calcio si nominassero solo i nomi degli allenatori e degli steward, escludendo i calciatori.
    Un abbraccio, alla prossima

    "Mi piace"

  2. Amfortas 11 giugno 2021 alle 8:49 am

    Caro Pier, ho sempre pensato anch’io che almeno le prime parti dell’orchestra dovrebbero essere nominate, invece nella migliore delle ipotesi è indicato il primo violino. Gatti, che riceve pareri controversi soprattutto nelle direzioni operistiche, è per me uno dei direttori più interessanti del momento, uno di quelli per i quali mi sono sempre mosso volentieri da casa. Anche recentemente un suo Rigoletto non è stato accolto benissimo. In generale preferisco direttori che escano un po’ dagli schemi, quello che conta è che ci sia unità d’intenti con la regia e che la narrazione teatrale risulti omogenea e fluida.
    Da qualche giorno siamo entrambi arrivati a 66, non fare finta di niente!
    Ciao, Paolo

    "Mi piace"

  3. Amfortas 12 giugno 2021 alle 7:37 am

    Ciao Pier, io l’anno prossimo in luglio! Andremo a vedere i cantieri insieme 😂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: