Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Ancora I puritani al Teatro Verdi di Trieste, questa volta solo per immagini.

Purtroppo per i miei lettori le fotografie saranno sempre più presenti sul blog, tenetelo presente. Leggi il resto dell’articolo

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Recensione semiseria de I puritani di Bellini al Teatro Verdi di Trieste: Gene Simmons dei Kiss cerca di nascondersi tra le damigelle, ma viene riconosciuto subito.

Già alla generale di mercoledì avevo percepito qualche stranezza tra le damigelle della corte degli Stuart, ma solo ieri, alla prima, sono riuscito a realizzare cosa mi solleticava la fantasia. Ebbene sì, tra le pudiche castellane s’era intrufolato il trasgressivo Gene Simmons dei Kiss. Non mi sfugge nulla (strasmile) e proprio non riesco a essere serio, soprattutto. Abbiate pazienza (smile).
Segnalo anche che lo spostamento delle rotative fuori Trieste ha portato un beneficio ai lettori del quotidiano Il Piccolo: quest’anno non ci è stata inflitta l’umiliazione di leggere la recensione sul giornale un minuto dopo la fine dello spettacolo: no xe un mal senza un ben, si dice in vernacolo (strasmile).

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I puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste: un poker d’assi ritorna dal passato.

Dopo l’evento della Semiramide a Venezia e prima del Macbeth, sempre nella città lagunare, si inserisce l’apertura di stagione al Teatro Verdi di Trieste con I puritani di Vincenzo Bellini. Un trittico di capolavori formidabili che, per diverse ragioni, si possono considerare come pietre miliari dell’opera lirica italiana.
In questi tre lavori le figure femminili sono lo specchio, in declinazioni affatto diverse, dell’eroina del melodramma italiano della prima metà dell’Ottocento. Leggi il resto dell’articolo

La stagione lirica 2015/2016 al Teatro Verdi di Trieste.

Anche in questo caso le avvertenze sono quelle del post precedente. Sostanzialmente riparo a un torto fatto dal quotidiano locale, Il Piccolo, alla città e al Teatro Verdi.
Ricordo che venerdì 17 novembre si apre la stagione lirica 2017, con Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij, opera meravigliosa, da non perdere per alcun motivo al mondo.
Qui sotto una foto (mia) dell’allestimento del 2009, sempre a Trieste.

Buona lettura (per chi ha pazienza, strasmile).

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La sonnambula di Bellini al Teatro Verdi di Trieste, ovvero Balla coi pupi.

Ho sempre pensato che la regia possa essere un valore aggiunto a un’opera lirica, e per questa mia convinzione ho dovuto pure litigare – si fa per dire –  e rispondere a mail sdegnate di appassionati scandalizzati per allestimenti a loro parere troppo azzardati. Il problema principale è che per fare una regia non bastano le idee, bisogna anche saperle realizzare bene dal punto di vista scenotecnico.
A seguire la cronaca di una serata che – dal punto di vista di cui sopra – è risultata davvero infelice.
Poi, perché il pubblico triestino abbia massacrato la regia del Flauto magico e lasciato passare l’orribile messa in scena di ieri sera, resta un mistero insondabile. Leggi il resto dell’articolo

Divulgazione abbastanza seria dell’opera lirica: La Sonnambula di Bellini al Teatro Verdi di Trieste.

Trieste ha (finalmente? Boh.) raggiunto lo status di città turistica, perciò anch’io, in quanto monumento, sono aperto il Primo Maggio (strasmile). Ecco perciò una breve presentazione dell’opera che esordirà al Teatro Verdi venerdì 5 maggio.

Poche opere, a mio parere, sono distanti dal nostro attuale sentire come La Sonnambula di Vincenzo Bellini.
La trama è esile, ingenua, delicata, gentile, anche a volerla sovraccaricare di simboli freudiani – che pur ci sono nel libretto di Felice Romani –  connotandola degli stereotipi tipici della pazzia femminile, uno dei temi ricorrenti del Belcanto della prima metà dell’Ottocento.
Dove troviamo, oggi, gentilezza e delicatezza? Da nessuna parte, ed è proprio per questo che l’Arte è salvifica, l’ho scritto mille volte: ci permette di sospendere per un paio d’ore gli strilli angosciosi della realtà. Leggi il resto dell’articolo

Norma di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste: trionfo di Marina Rebeka

Sapete che non sono facile agli entusiasmi, ma davvero ieri è stata una serata grandiosa.
Per Marina Rebeka e tutta la compagni artistica, certo, ma anche per Trieste e il Teatro Verdi.
Qui, su La Classica Nota, la mia recensione della bellissima Norma di ieri sera.AlbNorma

Un saluto a tutti, vi aspetto per i commenti e, se potete e vi pare il caso, condividete l’articolo tramite i social.

#normaproject: Intervista a Fabrizio Maria Carminati, direttore di Norma di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste

Fabrizio Maria Carminati alle prova - foto di Fabio ParenzanOrmai manca meno di una settimana alla prima di Norma, perciò ho pensato di disturbare Fabrizio Maria Carminati, che sarà sul podio dell’Orchestra del Verdi, per fargli qualche domanda.
Trovate tutto qui, su La classica nota.
E attenzione, domani torno a Venezia dopo un po’ di tempo per lo Stiffelio di Verdi.
Pensatemi in lotta con i gabbiani assassini mascherati… (strasmile)

Norma di Vincenzo Bellini a Trieste: la protagonista occulta e i lupi mannari per il #normaproject

Da un particolare punto di vista, uno dei personaggi principali della Norma di Bellini entra in scena quasi di soppiatto.

Marina Rebeka

Marina Rebeka

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Norma di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste: parte il #normaproject

Norma al Teatro Verdi di Trieste, dal 29 gennaio al 6 febbraio.
No, dico, Norma, cioè uno dei monumenti della musica lirica. Profferisti un nome che il cor m’agghiaccia dice Pollione nel libretto di Felice Romani.
E Norma è, in effetti, opera da far accapponare la pelle, soprattutto per la parte da soprano della protagonista ma anche per il tenore, che si gioca tutto nell’aria e nella cabaletta iniziale cantate a freddo. O per l’interprete di Adalgisa (mezzosoprano), la cui tessitura vocale è tipicamente anfibia e galleggia tra acuti da soprano e gravi profondi.
Il basso (Oroveso) è meno impegnato ma deve essere autorevole nell’accento senza scadere in inappropriate forzature stilistiche.normats
Anche il coro ha una funzione importante e ovviamente, centrale è l’operato del direttore d’orchestra.
Insomma ci sta tutto un piccolo progetto dedicato a quest’opera di Vincenzo Bellini e io – che sono diabolico – ho ben pensato di chiamarlo #normaproject, scimmiottando mestamente il bel lavoro che fece l’ufficio stampa del teatro per l’opera che ha aperto la stagione e cioè il Don Giovanni.
Cosa prevede #normaproject? Niente di troppo diverso dalla consueta divulgazione semiseria dell’opera lirica che propino di solito ai miei happy few, solo che dividerò le mie tristi iniziative tra questo blog, La classica nota e il mio account Twitter. Pillole di Norma in random, diciamo, senza regole o scadenze temporali per arrivare tutti – me compreso – più preparati alla prima del 29 gennaio.
Ci sarà l’uso criminale del libretto, ovviamente, nel senso che abbinerò qualche immagine invereconda ai versi di Romani e so che non me lo perdonerete. Probabilmente qualche intervista ai protagonisti e altre buffonate tipo questa che scrissi qualche anno fa e che ripropongo oggi, tanto per rompere il ghiaccio.
La recensione della prima alla Scala nel 1831, alla quale – forse non lo sapevate – sono stato presente. Leggi il resto dell’articolo

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