Di tanti pulpiti.

Dal 2006, episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Al Teatro Verdi di Trieste la primavera arriva con Stravinskij e Britten

A pochi giorni dall’atteso Rigoletto si è svolto al Teatro Verdi di Trieste un “Concerto di primavera” interessante e raffinato, che prevedeva due pagine musicali di rara esecuzione firmate da Igor Stravinskij e Benjamin Britten.
I brani sono sostanzialmente coevi – risalgono entrambi a metà Novecento del secolo scorso – e hanno in comune una laica religiosità che si esprime con atmosfere tipiche della musica corale sacra.
La Cantata per soli, coro femminile e cinque strumenti di Stravinskij, eseguita in apertura di serata, è stato il primo passo del compositore verso la musica dodecafonica e si basa su testi poetici medievali di autore ignoto.
La struttura, che si compone di sette parti, prevede oltre al coro femminile tre interventi molto impegnativi di tenore e soprano affidati a due artisti del coro della fondazione: il soprano Luisella Capoccia e il tenore Francesco Cortese.
Entrambi sono usciti bene da una prova difficile, nonostante un piccolo incidente proprio nel finale del Ricercar per il bravissimo Cortese, brillante a destreggiarsi in una parte lunga e soprattutto scomodissima per tessitura vocale. Buona anche la prova del soprano, che ha messo in mostra una voce piccolina ma educata.
Eccellente l’apporto del coro femminile e dei professori d’orchestra: Valter Zampiron e Daniele Porcile al flauto, Giovanni Scocchi all’oboe e corno inglese, Matteo Salizzoni al violoncello e Marco Bardi all’oboe, che ha sostituito la prevista Paola Fundarò.
A seguire è stata eseguita A ceremony of Carols di Britten – anche in questo caso i testi sono parzialmente anonimi – un lavoro singolare e di grande fascino in cui il coro femminile è protagonista assoluto.
Diviso in tre parti (Procession, Carols e Recession) prevede anche un interludio per arpa sola, qui interpretato dalla puntuale Sofia Marzetti, e due brevi interventi solistici di soprano e contralto (brave Vida Matičič Malnaršič e Anna Katarzyna Ir).
L’esecuzione è stata emozionante grazie al clima raccolto e al contempo brillante creato dal coro, capace di esprimersi con sentimento e precisione.
Paolo Longo, da quest’anno alla testa del coro della fondazione, ha diretto la “sua” compagine con la consueta passione in un repertorio che ama e che gli è particolarmente congeniale.
Pubblico scarso ma partecipe e generoso di applausi per una serata gradevole che si è chiusa con il bis di una Carol.
Un appunto al management del Verdi: forse sarebbe il caso, a maggior ragione quando si ascoltano brani non troppo noti, di stampare un libretto di sala meno striminzito.

gor StravinskijCantata per soli, coro femminile e cinque strumenti
Benjamin BrittenA Ceremony of Carols
  
DirettorePaolo Longo
  
SopranoLuisella Capoccia
TenoreFrancesco Cortese
  
FlautiValter Zampiron, Daniele Porcile
Oboe e corno ingleseGiovanni Scocchi, Marco Bardi
VioloncelloMatteo Salizzoni
ArpaSofia Marzetti
  
Coro femminile del Teatro Verdi di Trieste
  

Recensione seria di The rape of Lucretia di Benjamin Britten al Teatro Verdi di Trieste.

Cominciamo a chiarire, almeno qui, che The rape of Lucretia significa esattamente “Lo stupro di Lucrezia” e non ratto o altri vocaboli che sono serviti, in passato, solo a edulcorare in qualche modo la crudezza del lavoro di Benjamin Britten. Come sempre si tende a salvare le apparenze soprattutto dove non se ne sente il bisogno. In questo tutto il mondo è paese ma in Italia, con il Vaticano che è una specie di convitato di pietra sempre presente, per codesti annacquamenti siamo sempre stati all’avanguardia. Si potrebbero fare decine di esempi, in tutti i campi. Non vorrei divagare però, perché due righe sulla genesi di quest’opera sono indispensabili poiché non è certo popolare, soprattutto qui in Italia e a maggior ragione perché di Britten si celebra, un po’ clandestinamente per la concomitanza con i festeggiamenti verdiani e wagneriani, il centenario della nascita.
The rape of Lucretia, Trieste 23.03.2013 Leggi il resto dell’articolo

Recensione fulminea di Peter Grimes di Benjamin Britten alla Scala di Milano.

Per chi si fosse malauguratamente persa la diretta, ricordo che RAI5 replicherà la trasmissione sabato 26 maggio alle 00.04.

Sia lodata RAI5, la trasmissione diretta del Peter Grimes di Benjamin Britten è stata – almeno per me – un bel regalo. Mi pare fosse la terza recita di quest’allestimento che porta la firma prestigiosa per alcuni e perniciosa per altri del regista Richard Jones.

Come potete vedere da quest’immagine, i gabbiani assassini sono migrati dall’orrida Venezia a Milano (smile).
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