Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: Donizetti

Recensione semiseria di Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: trionfa il tenore Piero Pretti.

Ok, nonostante le stampelle ce l’ho fatta a seguire anche questa produzione del Teatro Verdi di un lavoro che amo moltissimo. Consiglio a tutti di andare a vedere l’opera perché è davvero ben cantata e ottimamente diretta. L’allestimento di Giulio Ciabatti è bello e intelligente, insomma non mancate e se avete voglia lasciate qui la vostra opinione, così posso tracciarvi e vendervi una collana in soli 24 volumi in cui ho raccolto le mie recensioni (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

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Lucia di Lammermoor di Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: la malattia delle donne vergini.

La prossima settimana torna al Teatro Verdi di Trieste la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, perciò una volta di più è il momento della cosiddetta divulgazione semiseria, categoria particolarmente presente in questo non luogo virtuale di cui sono squallido tenutario (strasmile).

Natalie Dessay (ph. Ken Howard)

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Recensione abbastanza seria di La fille du régiment di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: Andrea Binetti, gran primadonna.

Insomma, anche questa è andata nonostante la mia temporanea infermità motoria. Infatti, novello Toti, ho lanciato la carrozzina oltre l’ostacolo e mi sono visto la prima in un lussuosissimo e per me inusuale palco.
Certo, mi sono perso più volte nei meandri del teatro e a un certo punto mia moglie ex Ripley mi ha usato indegnamente per fermare le porte dell’ascensore, ma pazienza (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Divulgazione semiseria dell’opera lirica: La fille du régiment di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste.

Zoraida di Granata, La Zingara, Alahor in Granata, Gli esiliati in Siberia ossia otto mesi in due ore, I pazzi per progetto, La romanzesca e l’uomo nero, Il furioso all’isola di San Domingo e, per finire questo florilegio, La Fille du Régiment: cosa lega questi titoli strampalati? Sì, avete indovinato (forse, strasmile), il comune denominatore è che sono opere di Gaetano Donizetti, compositore che si può definire prolifico, con un eufemismo alquanto cauto.
Non a caso – a torto o ragione qui non interessa – fu sdegnosamente chiamato storpiando il cognome in Dozzinetti, significando come la sua ispirazione non sempre fosse cristallina.
Beh, cominciamo con un Pavarotti d’annata (1972)

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Veronica decide di morire, ovvero La Favorite di Gaetano Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia.

Il ritorno, dopo qualche mese, nell’orrida Venezia, è stato tutto sommato all’insegna della normalità. Persino i temibili gabbiani assassini lagunari mi sono sembrati un po’ impigriti e mogi, circostanza che un po’ mi preoccupa perché potrebbe anche essere una mossa strategica degli astuti pennuti per favorire la distrazione degli umani, in maniera di divorarli poi con un attacco multiplo a sorpresa. Vedremo nel prossimo futuro.
La serata invece mi ha regalato un’emozione: ho battagliato per il bracciolo della poltroncina nientemeno che con la mitica Simona Marchini, la quale, sventurata, si è pure scordata il cellulare acceso all’inizio del terzo atto. L’ho perdonata volentieri, in nome dei ricordi di gioventù (strasmile) e anche perché tra un paio di settimane avrò modo di vedere la sua regia di L’amico Fritz di Mascagni, sempre a Venezia.
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie e cioè all’esito della serata. Leggi il resto dell’articolo

Elisir d’amore al Teatro Verdi di Trieste: buona la prima.

Di cui potete trovare la recensione qui, su La classica nota.
Consiglio chi può di andare a vedere questo spettacolo, mette di buon umore e na abbiamo bisogno tutti. Credo.

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Introduzione cialtrona e irrispettosa a L’elisir d’amore di Donizetti, al Teatro Verdi di Trieste questa settimana: la fattoria degli animali.

Sabine-Heinefetter

Sabine Heinefetter

Certo, la recensione della prima di venerdì prossimo comparirà su La classica nota, ma intanto forse è il caso di scrivere una specie di Elisir for dummies.
Tra appassionati, ogni tanto si sente dire: Un altro Elisir? Che palle… L’eleganza dell’espressione, che ho usato libenter anch’io e non solo per Elisir è dovuta al fatto che l’opera di Donizetti è tra le più rappresentate, non solo in Italia ma ovunque, e forse la possibilità di vederla spesso ci fa pensare non che sia un lavoro minore, ma che sia facile organizzare un cast decoroso e magari un allestimento intrigante.
E invece no, al contrario è un’opera estremamente impegnativa e sentirla cantata in modo soddisfacente è cosa rara. Qualità e quantità non sempre viaggiano insieme, si sa. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria e annoiata di Don Pasquale al Teatro Verdi di Trieste: 50 sfumature di bigio.

Ieri, al Verdi di Trieste, si è consumato un peccato mortale: la noia è scesa su Don Pasquale. Mia moglie ex Ripley, seduta accanto a me, sbadigliava. L’ultima volta che era successo fu nel 1981, in viaggio di nozze. Vedete un po’ voi. Leggi il resto dell’articolo

Don Pasquale di Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: dai Baci Perugina a San Nicolò.

Nell’ambito della stagione lirica questa settimana (giovedì 28) esordisce al Teatro Verdi di Trieste il Don Pasquale di Donizetti, una delle opere più celebri e amate del melodramma italiano. Insomma, mi tocca scriverne qualcosa prima della consueta recensione semiseria. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria dell’Elisir d’amore di Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia.

Serata speciale ieri, al Teatro La Fenice di Venezia, perché è avvenuto una specie di miracolo.
Samantha Cristoforetti (@astrosamantha) ha ricevuto il premio “Stelle della Fenice nel Mondo”, una spilla in oro e metallo appositamente realizzata dagli artigiani vicentini del Consorzio Argento Italiano, che è stata consegnata prima dello spettacolo ai genitori Sergio e Angela.
Ma dove sta il miracolo? – chiederete –

Astrosamantha!

Astrosamantha!

Beh, il miracolo sta nel fatto che questo vecchio cinico nel vedere Samantha che ci parlava dallo spazio mentre scorrevano le immagini satellitari dell’orrida Venezia si è accorto che – almeno vista da lassù – Venezia non è poi così brutta e, oltretutto, si è un po’ commosso. Vi pare poco (strasmile)?

Venezia da...lassù!

Venezia da…lassù!

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