Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Tannhäuser al Teatro La Fenice di Venezia: una serie di sfortunati eventi.

Purtroppo deluderò chi aspetta con ansia notizie dai temibili gabbiani assassini dell’orrida Venezia ma il pomeriggio di ieri è stato pur sempre ricco di avvenimenti.
Intanto il previsto tenore Stefan Vinke è stato sostituito, causa indisposizione, dal collega Paul McNamara. Come se non bastasse ha dovuto dare forfait pure la arpista e, non essendo disponibile un sostituto, la parte è stata affidata alla bravissima Roberta Ferrari al…piano elettrico. Inoltre, all’inizio una signora seduta vicino a me si è sentita male, perciò direi che per i gabbiani passiamo avanti (strasmile).venus-1

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L’amico Fritz di Pietro Mascagni al Teatro La Fenice di Venezia.

Questa volta l’orrida Venezia si è segnalata più che altro per il tasso di umidità equatoriale e per un favoloso incidente tra un americano con un trolley gigante e una mega carrozzina che menava due gemelline autoctone, che assomigliavano in modo inquietante a quelle di Shining. Le ruote dei due mezzi si sono incastrate sul pontile che porta a un vaporetto e ne è uscita una versione in realtà aumentata della prossima guerra mondiale.gemelle
Ma, per tradizione, l’apertura dei post dalla città lagunare deve aprirsi con qualche tragica notizia sui volatili, no? Ebbene questa volta i terribili gabbiani assassini devono cedere il passo alla notizia che a Trieste è in corso la rivolta delle cornacchie antropofaghe giganti. E credo che il cognome della sfortunata signora coinvolta non sia casuale. Aspettiamoci il peggio, ormai non abbiamo più scampo (strasmile).
E passiamo all’ordinaria amministrazione e cioè agli esiti artistici della serata alla Fenice. Leggi il resto dell’articolo

Veronica decide di morire, ovvero La Favorite di Gaetano Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia.

Il ritorno, dopo qualche mese, nell’orrida Venezia, è stato tutto sommato all’insegna della normalità. Persino i temibili gabbiani assassini lagunari mi sono sembrati un po’ impigriti e mogi, circostanza che un po’ mi preoccupa perché potrebbe anche essere una mossa strategica degli astuti pennuti per favorire la distrazione degli umani, in maniera di divorarli poi con un attacco multiplo a sorpresa. Vedremo nel prossimo futuro.
La serata invece mi ha regalato un’emozione: ho battagliato per il bracciolo della poltroncina nientemeno che con la mitica Simona Marchini, la quale, sventurata, si è pure scordata il cellulare acceso all’inizio del terzo atto. L’ho perdonata volentieri, in nome dei ricordi di gioventù (strasmile) e anche perché tra un paio di settimane avrò modo di vedere la sua regia di L’amico Fritz di Mascagni, sempre a Venezia.
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie e cioè all’esito della serata. Leggi il resto dell’articolo

Recensione sbalordita di Stiffelio di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice: regia?

Oggi è una giornata importante perché finalmente posso dare testimonianza indiscutibile della situazione terribile dei gabbiani assassini nell’orrida Venezia.
Questa mattina ho scaricato un paio di foto che ho scattato ieri e…guardate un po’! Credo che le parole non servano. L’orrore (strasmile).Monster
Ma passiamo alle cose meno serie. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di Die Zauberflöte (Il Flauto magico) di Mozart alla Fenice di Venezia: ovvero gli esami non finiscono mai.

I miei fan mi perdoneranno, ma oggi salto la parte più interessante e cioè quella che riguarda l’orrida Venezia, perché ieri c’era tanta gente che mi devo ancora riprendere dall’ansia. Vi dico solo che davanti a me, in platea, c’era Paolo Bonaiuti che batteva il tempo sulla moglie che gli stava seduta vicino. Una tragedia agghiacciante. E io posso pure sfidare i gabbiani assassini ma i politici no eh? Quindi abbiate pietà (strasmile).

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Il dittico Janàček – Poulenc al Teatro Malibran di Venezia: ovvero la strana coppia.

Chi mi segue da tempo sa che con l’orrida Venezia ho un rapporto contrastato (i nuovi lettori seguano il tag), nella migliore delle ipotesi. Figuriamoci allora quando ho letto, nei giorni scorsi, che si vorrebbe portare a Trieste il traffico di grandi navi. Un incubo. E non tanto per le navi, ma perché – come sanno tutti – dietro alle navi da crociera vanno i gabbiani attirati dai corpi dei turisti che cadono dai ponti. Turisti che di solito sono già morti ma spesso moribondi: alcuni precipitano perché ubriachi, altri perché il coniuge voleva liberarsene e cosa c’è di meglio di una spintarella verso il mare aperto? Una manna per i gabbiani assassini lagunari che, come ho già detto altre volte, erano bestie che un tempo si disputavano le sardine con le balene e i capodogli, che non deve essere proprio uno scherzo.gabb

Insomma vogliamo, qui a Trieste, le grandi navi? Dobbiamo sapere che nel pacchetto è compreso anche l’arrivo di stormi biblici di gabbiani assassini poliglotti geneticamente modificati (la foto è eloquente), spesso muniti di fotocamere rubate alle vittime giapponesi. Alcuni si fanno i selfie mentre consumano il tetro pasto.
Ma passiamo ora alle cose meno serie e cioè gli esiti artistici della serata veneziana (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Coin du Roi alla sua prima produzione: Serse di Händel al Teatro Goldoni di Venezia. Un paio di considerazioni serie.

Martedì scorso, vincendo la mia tendenza alla stanzialità e soprattutto il viscerale odio per l’orrida Venezia mi sono recato nella città lagunare per vedere il Serse di Händel allestito dalla neonata associazione Coin du Roi al Teatro Goldoni. Nei giorni precedenti due recite del Serse si erano svolte a Milano, al Teatro Litta. Se non sapete nulla di Coin du Roi, leggendo questa mia intervista al direttore musicale potete colmare la lacuna.teatro-goldoni7-766x297
Come potete immaginare, Venezia in questo periodo è particolarmente accogliente con il caldo e il suo tasso di umidità vicino al 100% ed è per questo motivo, suppongo, che è più affollata del solito: i turisti si limitano a morire di guai circolatori vari e solo dopo vengono divorati dai gabbiani assassini che, beati loro, non si sudano neanche il macabro pasto.
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Verdi di Trieste: il gioco di squadra paga.

Insomma, io cerco di evitare l’orrida Venezia per quanto mi è possibile e che succede? Me la ritrovo in casa, o meglio sul palcoscenico del Verdi! Un campiello di dimensioni quasi reali. E pensare che domani dovrò andare nella Venezia vera per il concerto di Jeffrey Tate, che interpreterà la Nona di Mahler. Mai una gioia, davvero.
Anche perché, a molti sarà sfuggito, ma io che nella città lagunare temo sempre per la mia incolumità sono particolarmente attento alle notizie, ora dopo i gabbiani assassini sembra che dovrò lottare pure con i coccodrilli (strasmile).
Ma veniamo alla serata di ieri al Teatro Verdi. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di Alceste di Gluck al Teatro La Fenice di Venezia: forza Juve!

Dal momento che questo pomeriggio “sono di turno” anche al Verdi di Trieste per un concerto, non mi perdo troppo in chiacchiere sull’orrida Venezia , che pure meriterebbe sempre una certa attenzione.
Mi limito a considerare che la prevalenza di bianco e nero in questo allestimento è stata particolarmente gradita dall’ultras juventino che c’è in me (oh, io ho visto Sivori giocare al Grezar eh? Strasmile).
Quindi ecco di seguito la cronaca della serata. Minuto per minuto.Alc6 Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria dell’Elisir d’amore di Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia.

Serata speciale ieri, al Teatro La Fenice di Venezia, perché è avvenuto una specie di miracolo.
Samantha Cristoforetti (@astrosamantha) ha ricevuto il premio “Stelle della Fenice nel Mondo”, una spilla in oro e metallo appositamente realizzata dagli artigiani vicentini del Consorzio Argento Italiano, che è stata consegnata prima dello spettacolo ai genitori Sergio e Angela.
Ma dove sta il miracolo? – chiederete –

Astrosamantha!

Astrosamantha!

Beh, il miracolo sta nel fatto che questo vecchio cinico nel vedere Samantha che ci parlava dallo spazio mentre scorrevano le immagini satellitari dell’orrida Venezia si è accorto che – almeno vista da lassù – Venezia non è poi così brutta e, oltretutto, si è un po’ commosso. Vi pare poco (strasmile)?

Venezia da...lassù!

Venezia da…lassù!

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