Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Divulgazione semiseria dell’opera lirica: la prima alla Scala con Tosca di Puccini, l’opera che fece inorridire Mahler.

Dunque, anche quest’anno siamo prossimi al via del folle circo mediatico che gira intorno alla prima della Scala: l’opera che inaugurerà la stagione scaligera sarà Tosca di Giacomo Puccini.
La prima sarà visibile sabato prossimo 7 dicembre su RAI1 dalle 17.45, e nelle parti principali ci saranno tre cantanti molto famosi e molto, molto bravi: Anna Netrebko (Tosca), Francesco Meli (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia). Ovviamente dirigerà Riccardo Chailly il quale, diciamolo, ogni anno riscopre qualcosa nelle partiture che tornerà a scomparire due minuti dopo l’ultima recita di questa produzione. La regia è affidata a Davide Livermore, che io adoro.
A tutti loro il mio in bocca al lupo.
Detto questo, come ormai da tempo anche quest’anno scriverò una recensione espressa della prima e, posso già anticipare, già so che sarà il mio post più letto e commentato dell’anno, perché anche chi non distingue Puccini da Young Signorino si fa intrippare dalla prima alla Scala.
Ora, di Tosca si potrebbe semplicemente dire che è l’ennesima opera tratta da un testo teatrale che parla della necessità che ha il Potere, sempre e in ogni epoca, di zittire ed eliminare il dissenso. Ma io sono prolisso, perciò, se non vi accontentate di questa sintesi, annoiatevi pure col resto (strasmile).
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Recensione seria di Turandot di Puccini al Teatro Verdi di Trieste: Kristina Kolar, che meraviglia!

Diciamo buona la prima, anche se come sempre qualche criticità emerge, anche in serate complessivamente valide.
Ma non è finita qui, perché domani c’è Aida. Mi tocca fare gli straordinari (strasmile)!37172BB9-7776-437E-8ED8-DEB3C20D365F Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di Don Carlo di Giuseppe Verdi al Teatro la Fenice di Venezia: nulla è come appare!

È impossibile cominciare la recensione del Don Carlo di Giuseppe Verdi allestito alla Fenice di Venezia prescindendo dal clima, nel senso più ampio del termine, in cui si è svolto.
Tutti sanno degli effetti della spaventosa ondata di marea di qualche giorno fa, che ha ostacolato – ma non è certo il danno maggiore – le prove dello spettacolo e messo tutti in condizioni psicologiche che definire difficili è pallido eufemismo.
Perciò, come ha sottolineato – forse dilungandosi un po’ troppo – il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, un ringraziamento va a tutti coloro che sono riusciti a far sì che la prima prevista per ieri, 24 novembre, si svolgesse regolarmente.
Per sdrammatizzare un po’, dicevo ieri che La Fenice è l’unico teatro al mondo che non solo è risorto dalle proprie ceneri ma che si è pure scrollato di dosso le alghe (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Trieste – Teatro Verdi: apertura di stagione della Società dei concerti. Grande prestazione del Cuarteto Quiroga e di Jörg Widmann.

Ieri, mentre mi apprestavo a prendere i primi appunti sul mio libriccino delle recensioni, ho notato che insieme a veloci considerazioni su spettacoli passati, c’erano anche idee per fotografie e, nientemeno, una metodica lista della mia pressione arteriosa.
Ho pensato che la vita è un gran casino, e che ognuno ha i libriccini che si merita (strasmile).

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Il genio di Leonardo da Vinci trova un omaggio all’altezza della sua fama al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Ora, di questo lavoro ci sono millanta recite al Teatro Verdi e io, indisposto alla prima del 23 ottobre, quando decido di andare? Ovviamente all’unica replica in cui la protagonista si ammala. La sfiga! Certo più per lei che per me, ma insomma…(strasmile)

È sempre un piacere assistere alla nascita di una nuova opera d’Arte, soprattutto di questi tempi, in cui la cultura è messa ai margini del dibattito sociale a favore di risse pretestuose condotte con una volgarità di fondo che è l’antitesi del bello. Leggi il resto dell’articolo

Schumann, Wagner e Liszt per il secondo concerto della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: brilla la stella di Giuseppe Albanese.

Dovete sapere che siccome ero sconvolto dalla penuria di spettatori nel precedente concerto, su Twitter ho lanciato un appello: ho promesso un selfie con me a chi sarebbe venuto a teatro! Ebbene, il mio noto fascino da ottuagenario scarsicrinito ha colpito ancora ed effettivamente c’era più gente, questa volta. Certo, nessuno mi ha chiesto di immortalarsi insieme e a me, ma pazienza, conta il pensiero (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Partita la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste. Gianluigi Gelmetti e lo Stabat Mater di Rossini incantano un pubblico non esattamente numeroso.

Mi interrogavo, ieri sera, sulle motivazioni che mi spingono a continuare ad andare a teatro. La risposta è una sola: perché alla fine di un concerto, di un’opera, sto meglio.
Perciò anche quest’anno, chi segue il mio ormai vecchissimo – ai tempi di Internet – blog, potrà essere informato su ciò che succede al Teatro Verdi di Trieste e…in altri siti, come Venezia, Lubiana e tanto ancora.
Insomma, buon teatro a tutti! Leggi il resto dell’articolo

I’m in Bayreuth state of mind 2019. Anna Netrebko debutta a Bayreuth nei panni di Elsa nel Lohengrin.

Giovedì prossimo, 25 luglio, inizia il Festival di Bayreuth 2019 con il Tannhäuser diretto da uno dei miei artisti preferiti, Valery Gergiev. Un direttore per il quale, a mio modesto parere, vale sempre la pena spostarsi. Io lo ascolterò a Lubiana, alla fine di agosto, con l’Orchestra del Teatro Mariinsky in un concerto che si presenta interessante a dir poco.

Foto di Daniel Koch

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Andrea Binetti, in veste di rianimatore, cerca di resuscitare l’operetta al Teatro Verdi di Trieste.

A volte ritornano, o cercano di farlo. Ma, a mio modestissimo parere, l’operetta per come la conosciamo è morta. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria del DVD di Pikovaja Dama (La dama di picche) di Pëtr Il’ič Čajkovskij: quando il teatro lirico emoziona davvero!

Ai bei tempi lo facevo più spesso, ma ora non mi dedico più con frequenza alla recensione di DVD. Peraltro, come sapete benissimo, i tempi non sono più belli. È probabile però che ci sia un ritorno di fiamma e mentre lo scrivo già mi ha preso ancora più caldo. Insomma, si comincia con Čajkovskij e, credetemi, è un bel cominciare.

Tutto ciò in attesa della presentazione della nuova stagione del Teatro Verdi di Trieste, che avverrà il prossimo 11 luglio.
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