Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Amfortas vede gente e fa cose.

Questo è un post diverso dal solito, nel senso che si parla sì di musica ma – e non ricordo di averlo fatto altre volte – c’è pure una mia foto. Non una foto qualsiasi e ora vi spiego.
Un paio di giorni fa il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha deciso con gesto autonomo di levare lo striscione con  la scritta “Verità per Giulio Regeni” che faceva bella mostra di sé sul balcone del municipio in Piazza Unità. Dice, il Signor Sindaco, che c’era assuefazione visiva e che perciò quel simbolo non era più efficace. A dire il vero ha affermato anche – con una certa eleganza –  che lo striscione era un dente cariato e che ha voluto toglierselo.  Ovviamente c’è stata una vera e propria sollevazione da parte di molti cittadini, anche di coloro che hanno votato per l’attuale Sindaco.
Il quotidiano Il Piccolo è uscito con la prima pagina che rappresentava il volantino di Amnesty International appunto raffigurato sullo striscione.
Ho pensato: Io cosa posso fare? Ma non mi veniva nulla, e sì che sono un creativo mica da poco (strasmile).
Ieri sera c’era il concerto per la stagione sinfonica, però, e allora ho deciso così, d’emblée, che avrei potuto pacificamente manifestare il mio dissenso per la scellerata decisione. Perciò mi sono stampato il volantino e, con la manualità straordinaria che mi distingue me lo sono appiccicato alla giacca con tre graffette. E me ne sono andato in teatro come se niente fosse a esercitare il mio diritto/dovere di critico musicale.paolo-2
Come potete leggere su La Classica Nota, non è stata una serata esaltante, ma io sono uscito da teatro ugualmente soddisfatto.
Un saluto a tutti, alla prossima.

Terzo appuntamento con la sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

yoneAnche il terzo concerto della stagione sinfonica triestina si è risolto in un grande successo. Anzi, un trionfo.
Merito del direttore Pedro Halffter Caro, della formidabile violinista Kyoko Yonemoto e della grande Orchestra del Verdi.
Con uno splendido lavoro di gruppo sono stati onorati tre grandi compositori russi: Čajkovskij, Prokof’ev e Musorgskij. Come di consueto potete leggere su La classica nota le mie sensazioni sulla serata.
Un saluto a tutti, alla prossima!

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Due recensioni al prezzo di una dal Festival di Lubiana, protagonisti il violino, la London Symphony Orchestra e Gianandrea Noseda.

Non è stato facile, dopo la terribile notizia della scomparsa di Daniela Dessì, tornare a teatro. Lo ammetto senza problemi. Credo però che si debba andare avanti, ed è con questo spirito costruttivo che torno a scrivere di musica sul blog, per segnalarvi le mie due ultime uscite a Lubiana.

Sergej Krilov

Sergej Krilov

La prima recensione si riferisce al bel concerto del violinista Sergej Krilov.

La seconda alla trionfale sortita della London Symphony Orchestra guidata da Gianandrea Noseda, impreziosita dalla bravura della violinista Lana Trotovšek.

Vi assicuro che le mie parole non rendono giustizia alla bellezza del suono della LSO – circa cento professori d’orchestra, una sessantina gli archi – e neanche alla sobrietà della compagine da camera lituana.

Gianandrea Noseda è un ottimo direttore che, a mio parere, non è sufficientemente considerato in patria (e non è neanche l’unico a essere sottovalutato, peraltro). In realtà vale molto di più di colleghi eccessivamente strombazzati.
Vi allego anche un paio di foto che ho strappato alle arcigne maschere slovene (strasmile)

Un saluto a tutti, alla prossima!

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