Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Il bacio di Tosca al Teatro Verdi di Trieste.

Tra qualche giorno arriveranno le mie considerazioni sulla nuova stagione del Teatro Verdi (lirica e sinfonica), per ora accontentatevi di questa recensione della prima di Tosca.
Fa piacere che il pubblico sia stato numeroso e partecipe, è un ottimo segno per il teatro e per la città.
Anticipo che la mia convinzione sull’inutilità del dibattito tra i sostenitori delle regie moderne e tradizionali si è rafforzato ulteriormente: la gente vede quello che vuole vedere – io compreso, credo – e non c’è molto altro da aggiungere.
Forse (strasmile).
PS Il mio amico Fabio Parenzan deve aver avuto qualche contrattempo con le foto che aggiungerò quando saranno disponibili, perciò abbiate pazienza! Leggi il resto dell’articolo

Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste: una lettura (un po’) fuori dagli schemi.

Ok, sto sempre qui a dire che bisognerebbe inserire in cartellone qualche titolo meno scontato, che non sia di strettissimo repertorio, però Tosca è sempre Tosca.
In attesa della conferenza stampa di presentazione della prossima stagione che si svolgerà mercoledì 7 giugno – ripresa poi per tutto il pubblico il giorno successivo, al Teatro Verdi – ho pensato che qualche notizia su quest’opera di Puccini dovevo pur scriverla (perdonate la costruzione sintattica accidentata, strasmile).

Sarah Bernhardt, qui in un’immagine di uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi: Félix Nadar

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Lo strano dittico Gianni Schicchi – Cavalleria rusticana al Teatro Verdi di Trieste: tè e pasticcini.

Beh, dopo aver mangiato (meglio, cercato di mangiare con un aggeggio assurdo) un dolcetto giapponese alla Cerimonia del tè, mi sono sorbito anche il dittico Gianni Schicchi/Cavalleria rusticana al Verdi.
Necessito di un digestivo Antonetto, ora (strasmile).
Serata…un po’ così, ecco.te2 Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di Madama Butterfly al Teatro alla Scala di MIlano: viene la Siri.

Repetita iuvant. Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.
Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento.
Comincio col dire che io sono contento della scelta di rappresentare la prima versione di Madama Butterfly, perché è molto raramente messa in scena. Quindi, a mio parere, sono inutili le elucubrazioni sulla lesa maestà della scelta, ogni giorno ovunque si allestisce la “solita” Butterfly. Leggi il resto dell’articolo

Madama Butterfly di Puccini al Teatro alla Scala di Milano: le 10 cose da sapere.

Anche quest’anno si sta per compiere il rito della prima alla Scala di Milano. L’opera scelta per l’inaugurazione è Madama Butterfly di Giacomo Puccini.
Potevo io non scrivere nulla in questa occasione? Beh, sì, ma sento che tutti voi piccini state aspettando che io vi spezzi il pane della lirica perciò eccomi qua con qualche curiosità sull’opera (strasmile). Ovviamente semiseria, perché i mallopponi paludati si trovano ovunque.puccini
Uno di questi, sintetico e informato, lo potete leggere su OperaClick.
Si è parlato (e straparlato) della scelta di Riccardo Chailly di eseguire la prima versione, quella che si schiantò alla Scala il 17 novembre 1904, tra grugniti, boati, ruggiti, risa, sghignazzate. Io preferisco la versione più nota e cioè l’ultima ma è del tutto irrilevante e fa bene il teatro milanese a proporre qualcosa di diverso. Perciò, in attesa della mia recensione – la prima si potrà vedere su RAI1 – , ecco qui quattro informazioni che forse sono meno note. Leggi il resto dell’articolo

La Bohème di Puccini vince sempre, anche al Teatro Verdi di Trieste.

Ne parlo diffusamente qui, su La Classica Nota che – a giudicare dalle mail che mi arrivano (insulti, ovvio!) – è piuttosto seguita.
Insomma, anche ieri si è ripetuto il miracolo della Bohème che è una di quelle opere che non tradiscono mai le attese emozionali degli spettatori. Magari sarebbe bene – ma so di essere in minoranza – rinunciare a qualche produzione di Bohème e provare con qualche titolo meno noto. Ma non sembra essere questa la policy dell’attuale management del Teatro Verdi che ha scelto diversamente. Vedremo che succede la prossima stagione ma le indiscrezioni sono piuttosto chiare: non si cambia rotta (però ci dovrebbe essere un Tristan, che è già una cosa).
La nuova stagione dovrebbe essere presentata entro pochissime settimane, ne parleremo ampiamente.
Io intanto vi allieto (ehm…) con un mio portfolio sul tema “Trieste e i suoi poeti”: ho scelto Umberto Saba, chi capisce il percorso narrativo vince non una bambolina bensì un caffè in mia compagnia.
Ammesso che sia un premio, ovvio (strasmile).

Festival di Lubiana: bel concerto di canto di Željko Lučić ed Evelin Novak.

I recital di canto sono una delle colonne portanti del cartellone del Festival di Lubiana e dopo l’inopinata rinuncia di Elīna Garanča (la settimana scorsa ha dato forfait per gravissimi motivi familiari), era molto atteso il concerto di Željko Lučić, affiancato dalla giovane Evelin Novak.
Il programma era decisamente nazionalpopolare, come credo sia giusto per un recital inserito in una manifestazione che si rivolge a un pubblico vasto qual è la kermesse slovena. Arie e pagine musicali notissime, quindi, tratte esclusivamente dal repertorio italiano più classico: Verdi, Puccini, Leoncavallo, Giordano e nessuna escursione nel Belcanto. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice di Venezia: bella senz’anima.

Certo, l’orrida Venezia non si smentisce mai. Lo pensavo ieri in cammino verso il teatro quando, nel sottrarmi ai buttadentro dei ristoranti incappavo nei venditori di quella specie di gelatine volanti multicolori e appiccicose che mi fanno orrore. Oppure, nei momenti in cui il mio lato romantico prevaleva, mentre mi affacciavo ai ponti delle calli e vedevo ingorghi di gondole nei canali e imparavo parolacce che m’erano sconosciute. Ma quello che non avevo mai visto era il fritto misto a guisa di torta nuziale, a tre piani. Una cosa davvero raccapricciante.
E, a proposito di gastronomia, la serata in teatro per certi versi mi è sembrata come quelle cene un po’ pretenziose durante le quali mangi piatti belli da vedere ma sciapi. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di La Bohème di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice di Venezia: una gradita sorpresa pasquale.

La Bohème, primo violino: Venezia 19 aprile 2014

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Recensione poco seria di Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste.

Madama Butterfly, Trieste 27 febbraio 2014

La Madama Butterfly di Puccini dilaga ovunque: in febbraio si è vista a Torino, Firenze, Genova e Trieste. Tra qualche settimana sarà la volta dell’orrida Venezia. Dove ti giri vedi una giapponesina e uno yankee assatanato. Leggi il resto dell’articolo

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