Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: recensioni

Macbeth di Giuseppe Verdi a Lubiana: il troppo stroppia, anche nelle regie operistiche.

I registi d’opera sono croce e delizia (croce, molto spesso, stasmile) dei melomani e della critica ed è una tendenza transnazionale ormai radicata. In questo caso c’erano troppe idee, alcune anche apprezzabili, ma è mancata la capacità di canalizzarle in uno sviluppo coerente dal punto di vista drammaturgico. Eppure un drammaturgo c’era in locandina, come da tradizione tedesca.
Resta il fatto che, a mio parere personale, un teatro così desta curiosità ai vivi, al contrario di certi allestimenti nati vecchi e spesso già morti. Ah vista ah vista orribile (strasmile)!

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Recensione abbastanza seria di Così fan tutte di Mozart al Teatro Verdi di Trieste: buona la prima.

Ok, ormai lo sapete. Io vorrei un teatro diverso a Trieste, più vivo e movimentato, ma sembra che non sia possibile. Moriremo teatralmente democristiani, con allestimenti che non dicono nulla di nuovo e vogliono, al contempo, accontentare tutti.
Pazienza, perché tanto Mozart resta Mozart! Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: trionfa il tenore Piero Pretti.

Ok, nonostante le stampelle ce l’ho fatta a seguire anche questa produzione del Teatro Verdi di un lavoro che amo moltissimo. Consiglio a tutti di andare a vedere l’opera perché è davvero ben cantata e ottimamente diretta. L’allestimento di Giulio Ciabatti è bello e intelligente, insomma non mancate e se avete voglia lasciate qui la vostra opinione, così posso tracciarvi e vendervi una collana in soli 24 volumi in cui ho raccolto le mie recensioni (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Le morti felici di Giorgio Galli, una lettura colta e interessante.

Oggi, in assenza forzata – per i noti (?) problemi di salute – di cronache musicali di spettacoli dal vivo, vi parlo di un libro. Di un bel libro che però, lo dico subito, non è per tutti. La mia non è una discriminazione choosy, ma solo un’avvertenza: voglio dire che Le morti felici di Giorgio Galli (Edizioni Il Canneto) va affrontato in modalità slow reading. Se il vostro approccio alla lettura non prevede l’accessorio, lasciate perdere. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di La fille du régiment di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: Andrea Binetti, gran primadonna.

Insomma, anche questa è andata nonostante la mia temporanea infermità motoria. Infatti, novello Toti, ho lanciato la carrozzina oltre l’ostacolo e mi sono visto la prima in un lussuosissimo e per me inusuale palco.
Certo, mi sono perso più volte nei meandri del teatro e a un certo punto mia moglie ex Ripley mi ha usato indegnamente per fermare le porte dell’ascensore, ma pazienza (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Don Giovanni di Mozart a Lubiana: un’occasione per due chiacchiere semiserie.

Un paio di settimane fa, prima che il mio tendine d’Achille decidesse di vivere un paio di mesi costretto nel gesso (strasmile), sono andato a Lubiana a vedere il Don Giovanni di Mozart al Teatro dell’Opera.
Non scriverò una classica recensione, ma l’occasione mi ha dato lo spunto per qualche considerazione laterale.1_DSTx_8826 Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Il trovatore al Teatro Verdi di Trieste: noia, tanta noia.

Le difficoltà economiche in cui versa il teatro triestino sono senz’altro importanti e condizionano la programmazione. Però non è questo un alibi che possa assolvere per sempre da ogni peccato e, ieri sera, i peccati sono stati molti e tutt’altro che veniali.
Il fatto che il pubblico non contesti o disapprovi gli esiti artistici di una produzione è una foglia di fico spendibile sino a un certo punto.
Perciò, almeno a mio parere, sarebbe il caso di intraprendere strade diverse. In fretta, perché il tempo passa e mentre in altre città – mi limito all’Italia – qualcosa di nuovo, anche discutibile, si vede, a Trieste siamo indietro. Trieste non lo merita, per quanto anch’essa non sia più quella di una volta.
Neanch’io lo sono, peraltro, ma cerco in qualche modo, con fatica immensa, di non lasciarmi sommergere dal tempo e dalle ragnatele. Leggi il resto dell’articolo

La Top Ten del 2017, con vincitore scontato.

Ok anche quest’anno siamo all’uscita singola, anche se io di questo blog mi sento più comprimario che protagonista.
La buona notizia è che nonostante il perdurare di quella cloaca a monitor aperto che è Facebook, qui su Di tanti pulpiti la gente continua a venire e a lasciare commenti su di un argomento che definire di nicchia è davvero eufemistico. Trovo sia più un atto di fede se non addirittura di fanatismo.
Eppure, mi piace ricordarlo, nel 2017 siete passati per questi lidi in tanti e comunque – e ne sono felicissimo –  più dell’anno scorso in cui avevo notato una flessione.

Era prevedibile che il post più letto fosse quello che ho dedicato al Piccolo di Trieste: hanno fatto una grandiosa figura di merda e mi pare giusto così. Leggi il resto dell’articolo

Il nuovo libro di Elvio Giudici ci parla del teatro lirico dell’Ottocento.

Considero Elvio Giudici il mio Maestro e perciò con grande gioia vi parlo del suo ultimo lavoro.

Dopo i volumi pubblicati nel 2016, dedicati al teatro lirico del Seicento e del Settecento, torna alla ribalta Elvio Giudici con una nuova pubblicazione in cui affronta l’Ottocento, disponibile dal 30 novembre 2017.
Segnalo che le opere di Giuseppe Verdi sono state trattate in una precedente pubblicazione del 2012, di cui ho già parlato qui e che nei prossimi anni (forse il 2019) uscirà un’integrazione del libro sul teatro verdiano che comprenderà anche – nuovo di zecca –  un’approfondita analisi su quello wagneriano.
Amato, odiato, spesso bistrattato per le sue opinioni forti e fuori dagli schemi, Elvio Giudici è uno di quei critici musicali – sono pochi – che oltre a essere competente sa anche scrivere in uno stile accattivante e divulgativo, ricorrendo a tecnicismi solo quando è indispensabile. Leggi il resto dell’articolo

Recensione espressa e morigerata di Andrea Chénier al Teatro alla Scala di Milano: vince Riccardo Chailly, perde il teatro lirico.

Repetita iuvant.
Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.
Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento.
Andiam, incominciaaaaaaaaaate (dai, è una citazione facile e mi si addice, strasmile).eyvazov_netrebko-kZT--1280x960@Web Leggi il resto dell’articolo

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