Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: Rossini

Grande orchestra, grande direttore e grande musica. Il Teatro Verdi vince a mani basse.

Dopo l’evento di domenica scorsa in cui Ezio Bosso ha trionfato come uomo e come musicista, si è aperta ufficialmente la stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste con un concerto di grande interesse. Leggi il resto dell’articolo

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Magnifico concerto di Elīna Garanča al Festival di Lubiana.

Beh, tenete conto che la serata è cominciata con un battibecco con una giovane spettatrice autoctona la quale, bontà sua, non voleva che scattassi foto perché era illegale. Le ho risposto che l’unica cosa che mi sembrava illegale nei paraggi fosse il fatto che indossasse una stola di pelliccia con 70° (strasmile).
Ma passiamo alle cose meno serie e cioè alla recita della serata. Leggi il resto dell’articolo

Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Verdi di Trieste: buona la prima e le repliche saranno ancora meglio.

Insomma, c’è poco da fare e bisogna arrendersi all’evidenza: in molti (e io tra questi, da sempre) vorremmo che il cartellone del Verdi fosse più peculiare (com’è la consecutio? Boh.) nelle scelte dei titoli ma il botteghino conta parecchio e ci dice che le opere più gradite restano quelle più famose.
Perciò niente da fare, non vedrò a breve né Teuzzone di Vivaldi né il Mitridate eupatore di Scarlatti e credo che sarà dura anche per Il Fanatico burlato di Cimarosa o La romanziera e l’uomo nero di Donizetti.
Peccato, da un certo punto di vista.
Voglio dire che l’eterno Barbiere di Siviglia di Rossini è sembrato piacere molto al pubblico triestino che ha affollato il Teatro Verdi (anche se meno di quello che pensavo io).
E pensare che ieri, nell’orrida Venezia, esordiva Gina di Cilea.
Il Barbiere triestino ha sofferto di qualche taglio di rasoio di troppo – a mio parere – ai recitativi e soprattutto al Rondò finale del Conte Almaviva.
Però lo spettacolo è filato via senza intoppi senza che un critico della mia sorte abbia granché da eccepire e il mio scrupolo di proporvi qui Rockwell Blake è solo un’inutil precauzione (strasmile).
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Il barbiere di Siviglia al Teatro Verdi di Trieste: le 10 cose da sapere e…that’s all folks!

Per il Teatro Verdi di Trieste, dopo una Zauberflöte di Mozart che ha suscitato qualche perplessità per la regia (meglio, per la regista, strasmile), è arrivato il momento dell’opera buffa Il barbiere di Siviglia di Rossini.
Solita domanda retorica: potevo io non scrivere qualcosa prima della prima? Certo che potevo, ma sapete com’è, c’è sempre qualcuno che magari di quest’opera sa poco o nulla. E allora ecco qui, in ordine sparso, dieci cose da sapere sul Barbiere di Siviglia.
Ma, prima di tutto, un paio di spezzoni imprescindibili che saranno sicuramente la parte migliore del post:


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I’m in a Bayreuth state of mind 2016. Ovvero la musica come terapia.

Breaking News:

Parsifal in onda IN DIRETTA anche su RADIO3 dalle 16 di lunedì prossimo.

Dunque, ci risiamo. A sollevarci (spero, non è detto…) dalle terribili notizie che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo, incombe il Festival di Bayreuth che comincerà nientemeno che con Parsifal il prossimo lunedì 25 luglio. A seguire, nei giorni successivi, saranno il Ring – con il consueto intervallo di Der fliegende Holländer tra Siegfried e la Götterdämmerung – e Tristan und Isolde. Leggi il resto dell’articolo

Molto bene la prima di Cenerentola al Teatro Verdi di Trieste.

Buona la prima, si dice in questi casi. Opera di difficile esecuzione sotto ogni punto di vista, La Cenerentola ha raccolto ieri al Verdi di Trieste un bel successo. Peccato per un paio di particolari, che potrete conoscere leggendo la recensione su La classica nota.
In ogni caso serata di buon livello per Trieste e spettacolo che nel suo complesso non avrebbe sfigurato in altri teatri più importanti – almeno sulla carta – di quello triestino.
Ho visto anche parecchio giovani, il che mi conforta sempre.
Un saluto a tutti, alla prossima!Nizsorelle

Cenerentola di Rossini al Teatro Verdi di Trieste: incursione laterale.

La prossima settimana, venerdì 8 aprile, debutta al Teatro Verdi di Trieste la Cenerentola di Rossini. Ho pensato perciò di scrivere poche righe su La Classica nota.
Cenerentola è un’opera molto difficile da realizzare sotto ogni punto di vista, in primis dal lato vocale. Le parti più esposte per virtuosismo sono quelle della protagonista Angelina e di Don Ramiro. Impegnative anche dal lato attoriale le parti di Don Magnifico e Dandini, perché richiedono padronanza del palcoscenico e carisma. Un po’ meno difficile – che non significa facile – il ruolo di Alidoro. Fondamentale l’apporto del direttore, come sempre.
Insomma, speriamo bene!Cene1

Recensione semiseria di Il Signor Bruschino di Rossini al Teatro Malibran di Venezia: l’opera vive e lotta con noi.

Ok, lo sappiamo, l’opera è morta o quasi ma ogni tanto – e guarda cosa mi deve capitare proprio nell’orrida Venezia – un raggio di luce squarcia le tenebre e scopriamo che è proprio vero che la speranza è l’ultima dea.
Ieri, in un bar vicino alla stazione ferroviaria, ho lasciato incustoditi il programma di sala del Signor Bruschino e l’iPad: cavolo, mi hanno fregato il programma. Non l’avrei giammai creduto. Un melomane poco avvezzo all’informatica? Un ladro frettoloso? Spero non sia il risultato di una nuova, terribile, mutazione genetica: il gabbiano ladro e melomane. Sarebbe troppo anche per me (strasmile).
Ma veniamo, come sempre, alle cose meno serie e cioè alla cronaca di una bella serata veneziana in una città lagunare semideserta (!!!), dove probabilmente tutti stanno facendo allenamento per la prossima orgia carnascialesca. Leggi il resto dell’articolo

L’ equivoco stravagante del Bellini, ovvero l’inutil precauzione.

Calma, melomani. Non sono improvvisamente impazzito. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria dell’Occasione fa il ladro di Gioachino Rossini al Teatro Verdi di Trieste: de minimis non curat Rossini.

Trieste. palazzo della regione Friuli Venezia Giulia

Trieste. palazzo della regione Friuli Venezia Giulia

Nei giorni scorsi pensavo a come il termine burletta fosse l’ideale per definire con sferzante proprietà molte delle vicende politiche ed economiche della disastrata città di Trieste, per non parlare delle considerazioni che potrebbero scaturire dal titolo di questo lavoro di Rossini, L’occasione fa il ladro.
Peraltro, anche se l’attualità incalza e nello specifico la regia di Elisabetta Brusa suggerisce continuità tra il dentro e il fuori del teatro è meglio soprassedere: il genio del compositore pesarese non merita questo tipo di accostamenti e anzi è proprio in queste circostanze che la funzione di sospensione della realtà di una serata a teatro deve essere particolarmente apprezzata. Leggi il resto dell’articolo

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