Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione semiseria di Il Principe Igor di Borodin al Teatro Verdi di Trieste: avanti popolo, alla riscossa.

Forse il titolo suona provocatorio, ma il senso è quello. Total immersion in una Russia che non c’è più e che comunque esercita ancora il suo fascino nel grande affresco popolare di Borodin. Dopo una generale alquanto difficoltosa, la prima è andata piuttosto bene. Sono contento che il Teatro Verdi abbia proposto un titolo così raro, anche perché la divulgazione culturale rientra nei compiti di una fondazione lirica.
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Le cose da sapere su Il Principe Igor’ di Borodin al Teatro Verdi di Trieste, ovvero io non sono che un chimico.

Venerdì prossimo, 8 febbraio, al Teatro Verdi di Trieste si rappresenta il Principe Igor’ di Aleksandr Porfir’evič Borodin, opera che, per certi versi, può essere considerata la più interessante del cartellone triestino. Leggi il resto dell’articolo

Alla scoperta di nuove realtà culturali triestine: Concerto del Trio Rachmaninov all’Associazione Mozart Italia.

Prima della recensione vi segnalo il nuovo podcast di OperaClick, in cui il sottoscritto…dà i numeri!

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Recensione semiseria di Nabucco di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: aurea mediocritas, a cominciare dall’estensore della recensione.

Amante dell’orrido quale sono, la parte migliore della serata l’ho gustata durante un intervallo, quando due damazze hanno litigato con un giovane ragazzo per motivi a me sconosciuti. C’entrava l’acqua, in qualche modo. Forse se la sono tirata dietro, non so. Grazie comunque all’ignoto terzetto di comprimari (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Divulgazione semiseria dell’opera lirica: Nabucco al Teatro Verdi di Trieste, ovvero Maria Callas e quel gran paraculo di Temistocle Solera.

Dunque, dopo la cronaca del concerto di Capodanno e relativa recensione morbida, si ricomincia a fare sul serio.
Passo direttamente al sodo e cioè alla consueta presentazione semiseria dell’opera in programma al Teatro Verdi di Trieste da venerdì 18 gennaio, Nabucco di Giuseppe Verdi.
C’è necessità che io sproloqui su questi argomenti? Ovviamente no, ma forse parlare di quelle che oggi sembrano solo ombre che girano dalle parti di Piazza Unità può schiarirci le idee.
Apprezzate lo sforzo che ho fatto per infliggervi una mia foto, suvvia (strasmile). Devo pur pubblicizzare l’Associazione culturale Fotocamera con vista, che vi prego di seguire sul trono aurato di Facebook.

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Il concerto di Capodanno al Teatro Verdi di Trieste: un buon inizio.

Insomma, ricominciamo e ancora auguri a tutti!

Olga Dyadiv

Il Teatro Verdi di Trieste ha salutato l’anno nuovo e il suo pubblico con un concerto straordinario che si è svolto proprio per Capodanno. Una scelta inconsueta a queste latitudini ma, a giudicare dal sold out registrato al botteghino, gradita dalla cittadinanza: fila interminabile per entrare e parecchie le persone rimaste senza biglietto. Leggi il resto dell’articolo

Stagione della Società dei concerti di Trieste: serata da ricordare con i Philharmonisches Capriccio Berlin, il sestetto d’archi dei Berliner.

Nel settembre del 1971, Herbert von Karajan inaugurò la stagione della Società dei concerti di Trieste con i “suoi” Berliner Philharmoniker di cui era a quel tempo Direttore stabile: negli anfratti di casa mia ci deve essere ancora il programma di sala della serata. Leggi il resto dell’articolo

Un popolo di santi, poeti, navigatori e assassini. Tutti presenti al Festival Wunderkammer a Trieste alla Torre del Lloyd.

A Trieste, si sa, l’offerta culturale è sovrabbondante e molto al di sopra delle possibilità di ricezione di una città demograficamente anziana di poco più di duecentomila anime. Leggi il resto dell’articolo

Ancora I puritani al Teatro Verdi di Trieste, questa volta solo per immagini.

Purtroppo per i miei lettori le fotografie saranno sempre più presenti sul blog, tenetelo presente. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria de I puritani di Bellini al Teatro Verdi di Trieste: Gene Simmons dei Kiss cerca di nascondersi tra le damigelle, ma viene riconosciuto subito.

Già alla generale di mercoledì avevo percepito qualche stranezza tra le damigelle della corte degli Stuart, ma solo ieri, alla prima, sono riuscito a realizzare cosa mi solleticava la fantasia. Ebbene sì, tra le pudiche castellane s’era intrufolato il trasgressivo Gene Simmons dei Kiss. Non mi sfugge nulla (strasmile) e proprio non riesco a essere serio, soprattutto. Abbiate pazienza (smile).
Segnalo anche che lo spostamento delle rotative fuori Trieste ha portato un beneficio ai lettori del quotidiano Il Piccolo: quest’anno non ci è stata inflitta l’umiliazione di leggere la recensione sul giornale un minuto dopo la fine dello spettacolo: no xe un mal senza un ben, si dice in vernacolo (strasmile).

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