Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: Verdi

Perché ho lasciato La Classica Nota. Prima e ultima parte.

Si è aperta la stagione lirica 2016-2017 al Teatro Verdi di Trieste, con una produzione di Rigoletto proveniente da Montecarlo: insomma una puntata alla roulette. È uscito lo zero e – come ben sanno i ludopatici come me – non è neanche un cattivo risultato perché si attende con ansia il successivo giro di pallina. Le palle girano, si sa. Ovunque è tutto un girare di palle. Sembra una rivisitazione della canzone di Antoine, “Pietre”:

Tu sei buono e ti girano le palle

Sei  cattivo, e ti girano le palle

Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai

Sempre palle che girano troverai Leggi il resto dell’articolo

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In attesa della prima di Rigoletto al Teatro Verdi di Trieste, ancora un paio di considerazioni a latere.

Come dicevo nell’incipit del post precedente, è impossibile scrivere compiutamente di Rigoletto.
Ma volevo dire anch’io qualche parola, ovviamente.
Rigoletto è un lavoro popolarissimo, e credo che oggi identifichi la musica di Giuseppe Verdi nell’immaginario collettivo come nessun’altra opera, con la sola eccezione della Traviata. Leggi il resto dell’articolo

Otello di Verdi al Festival di Lubiana.

Otello di Giuseppe Verdi è sempre un’opera che si ascolta con piacere; è anche un lavoro difficile da mettere in scena, sotto ogni punto di vista.mediaspeed-26
Ieri sera a Lubiana credo di poter affermare che si è giunti a un buon compromesso tra regia e parte musicale. Magari l’allestimento presentava qualche criticità (nei costumi, per esempio) ma la parte musicale mi ha soddisfatto. Non è poco.
Alla fine ho fatto una riflessione: chissà che anche nei teatri italiani non possa funzionare il sistema degli artisti residenti? All’estero è una pratica piuttosto frequentata, e dopo gli esiti artistici della Katja Kabanova e dell’Otello di ieri, beh, quasi quasi…un pensierino lo farei.
Credo valga soprattutto per quelle realtà che non possono permettersi cast di primo (presunto) piano e cioè la maggioranza dei teatri italiani con pochissime eccezioni.
Pensateci, sovrintendenti, anche al netto di complicazioni organizzative.
Qui la mia cronaca dell’Otello, su La Classica Nota.
A proposito, approfitto per ringraziare tutti coloro che mi scrivono in privato per complimentarsi e anche per lamentarsi di qualche mio parere. Prima o poi, come sapete, rispondo con chiarezza.

Un saluto a tutti, alla prossima!

Luisa Miller di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: le cose da sapere, vomito compreso.

Ovviamente una piccola guida, anche molto sintetica, all’ascolto di Luisa Miller di Giuseppe Verdi non si può esaurire in un singolo post ma, in omaggio alla consueta tradizione della divulgazione semiseria mi cimento ugualmente nell’impresa, poiché venerdì 4 marzo ci sarà la prima al Teatro Verdi di Trieste. Leggi il resto dell’articolo

Recensione sbalordita di Stiffelio di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice: regia?

Oggi è una giornata importante perché finalmente posso dare testimonianza indiscutibile della situazione terribile dei gabbiani assassini nell’orrida Venezia.
Questa mattina ho scaricato un paio di foto che ho scattato ieri e…guardate un po’! Credo che le parole non servano. L’orrore (strasmile).Monster
Ma passiamo alle cose meno serie. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria ed espressa di Giovanna d’Arco al Teatro alla Scala di Milano: allestimento ridicolo e i registi erano due.

Anche quest’anno, quando le trovo e ho tempo, metterò qui le recensioni che trovo online:
OperaClick
Alberto Mattioli

Roberto Mastrosimone

Daland
Operadisc
Andrea Merli
Enrico Stinchelli

Il corriere musicale

Il corriere della Grisi

Repetita iuvant, per cominciare:

Come ogni anno e come nelle confezioni di medicinali (Amfortas ci sta, come nome di un presidio medico chirurgico: un lassativo?), prima di fare un uso improprio di questo post bisogna leggere le avvertenze, la prima delle quali è che so già che farò un uso sconsiderato di parentesi e incisi (forse anche qualche divagazione, che ne so) che renderanno la lettura più faticosa del solito. Come se non bastasse, alcune scene mi hanno ricordato in modo irresistibile questo film di James Bond (strasmile).Goldfinger_Golden-girl
Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti. Leggi il resto dell’articolo

Giovanna d’Arco al Teatro alla Scala: seconda e ultima incursione semiseria prima della prima. E Fabrizio De André.

Giovanna d’Arco è sicuramente tra le meno note e meno rappresentate opere di Giuseppe Verdi, e ha caratteristiche piuttosto peculiari.
La fonte letteraria è il dramma teatrale Die Jungfrau von Orléans di Schiller e la vicenda era stata già musicata in precedenza da altri compositori: particolare risalto ebbe la versione di Giovanni Pacini, che debuttò alla Scala di Milano già nel 1830.
A seguire alcuni cenni sulla genesi dell’opera. Leggi il resto dell’articolo

Giovanna d’Arco al Teatro alla Scala di Milano: prima incursione poco seria.

Il 7 dicembre prossimo va in onda (è proprio il caso di dirlo perché ci sarà la diretta televisiva su RAI5 e RADIO3) il consueto caravanserraglio della prima dal Teatro Alla Scala di Milano, che quest’anno prevede la Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi.
Ora, potevo io far finta di niente? Magari – direte voi – e invece eccomi qui come ormai è infausta tradizione da molti anni. Perché sì, non è proprio l’opera migliore di Verdi (e polemiche inutili a parte, è obiettivamente così) ma è comunque un lavoro che ha fascino e anche qualche pagina ispirata.

Anna Netrebko beim Life Ball 2015

Anna Netrebko e Yusif Eyvazof

Ci sono poi tanti motivi d’interesse e due emergono con forza: è la prima volta da direttore musicale di Riccardo Chailly e, nei panni della vergine guerriera (definizione tra le più tristi mai coniate, rifletteteci) ci sarà Anna Netrebko, forse il soprano più famoso del momento e sicuramente la donna che si accompagna all’uomo peggio vestito di sempre (ok, anche lei non scherza, ma insomma…).
Completano il cast il tenore Francesco Meli, il baritono Carlos Álvarez, il basso Dmitry Beloselskiy e il tenore Michele Mauro.

A seguire una lenzuolata semiseria eppure noiosissima sugli anni di galera. Leggi il resto dell’articolo

Festival di Lubiana: bel concerto di canto di Željko Lučić ed Evelin Novak.

I recital di canto sono una delle colonne portanti del cartellone del Festival di Lubiana e dopo l’inopinata rinuncia di Elīna Garanča (la settimana scorsa ha dato forfait per gravissimi motivi familiari), era molto atteso il concerto di Željko Lučić, affiancato dalla giovane Evelin Novak.
Il programma era decisamente nazionalpopolare, come credo sia giusto per un recital inserito in una manifestazione che si rivolge a un pubblico vasto qual è la kermesse slovena. Arie e pagine musicali notissime, quindi, tratte esclusivamente dal repertorio italiano più classico: Verdi, Puccini, Leoncavallo, Giordano e nessuna escursione nel Belcanto. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di Falstaff al Teatro Verdi di Trieste: stupisce l’uomo castoro.

Di questo Falstaff mi resterà per sempre nella memoria una scena straordinaria, che però non ha nulla a che fare con l’opera. Al primo intervallo un giovanotto mi ha colpito per la sua acconciatura pazzesca: sembrava avesse in testa un castoro. Ora, probabilmente è stata solo una mia sensazione, ma il fatto che il ragazzo sia stato trascinato da una forza arcana a rodere i tavolini di un bar in Piazza Verdi mi fa pensare che forse non è stata un’allucinazione. E certo, anche il fatto che dopo un po’ sia comparsa una diga vicino a Pep’s ecco, mi insinua il dubbio che proprio di un castoro si dovesse trattare e pure piuttosto vivace.
Serata sorprendente anche per altri motivi, perché alla fine dello spettacolo ho incontrato dopo soli 45 anni un mio compagno d’infanzia e di scuola. Il fatto che ci siamo riconosciuti subito, senza troppe esitazioni, depone a favore del nostro stato di conservazione, bisogna dirlo. Poi, se qualcuno volesse chiosare che gli enormi cartelloni appesi al collo con i cognomi scritti in stampatello possano essere stati d’aiuto, beh, è libero di insinuarlo. Ciao Pier (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

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